giovedì 29 novembre 2012

Il pino e la cipressa

E chi si ricorda più a Castelnuovo il grande pino sulla spianata dove ora sorge lo stadio di calcio? Siamo  certamente in pochi a ricordarlo, morì insieme alla vicina cipressa nel dopoguerra quando ad arare i terreni arrivarono i trattori.
Bello e colossale lo si vedeva  da mezza vald'Elsa ma per noi Castelnuovini era il ritrovo in estate, nel piccolo spazio lasciato sodo- incolto  prima o poi lo visitavamo quasi tutti.
Per primi, al mattino presto lo visitavano i calzolari, andavano a - prendere aria- prima di entrare nella bottega maleodorante fra decine di scarponi, zoccoli da riparare e pezzi di cuoio stagionato messi alla rinfusa sotto il banchetto, o nel tavolo.  Erano due i calzolari a Castelnuovo: il Pannocchi Gelasio col figlio Beppino, e l'Ulivieri coi fuoi due figli e il Mancini un collaboratore.  Li vedevi camminare lentamente, mai assieme, uno alla volta come in meditazione.
Noi ragazzi andavamo più tardi e se - tirava vento tutti dediti alla ricerca di pinoli in estate, perchè lassù non saliva nessuno a cogliere le pigne.
Era andare al pino come ora andare al giardino pubblico, e li ci trovavi  fra i grandi i convalescenti a prendere aria buona, passanti a riposarsi, perchè al pino passava la  - scorciatoia-  il sentiero-  per Castelfiorentino che distava da li un paio di km.  
Era come il pino di Napoli .....
Un giorno, ero tornato via da Castelnuovo, passando da Cambiano vidi il poggio spoglio, tornando poi in paese seppi che il trattore arandoci vicino aveva tagliato molte barbe e il pino in un anno mori. sparì anche la cipressa... ora c'è lo stadio.   Tanti ricordi si affacciano alla mente,un attimo poi accendo il compiuter o la tv e ritorno nel mondo frastornato di oggi.
Un pino? quanti ne viene distrutti per fare strade, zone urbane, quanti ne hai visti morire di piante, persone, cose, idee.  Metti un disco di Guccini: i vecchi subiscon le ingiurie del tempo, non sanno distinguere il vero dai sogni........ e finisce: mi piaccion le fiabe, raccontane altre..........

domenica 25 novembre 2012

Limiti

Questo blog l'ho pensato e il sottotitolo lo dice chiaro:IL CAMMINO E LA MAMORIA, poi come succede ho parlato di tutto, ma ho anche raccontato qualcosa del mio piccolo mondo:dalla stalla al pagliaio-  come si diceva un tempo. I racconti del passato più o meno sono esauriti- la memoria- Il cammino anche se sono sempre attivo non si discosta da luoghi non lontani, l'età, ma soprattutto la benzina costa, per gli spostamenti, poi - ho esaurito lo spazio per le foto e dare soldi a google non voglio-, e il cammino senza foto.....
In politica mi sono rottamato....  quindi sarò meno  presente con i post ma vi seguirò come ho sempre fatto.  TUTTO QUì. 

venerdì 23 novembre 2012

E NESSUNO NE PARLA PIU'

Ci sono ora le primarie, poi altri avvenimenti verranno, uno dietro l'altro, deve lavorare la cosiddetta macchina dell'informazione,ogni avvenimento deve avere risalto fino a che non cala l'attenzione, allora giù su un'altra notizia, come lampi di un temporale di notte si accendono e si spengono in un attimo.
Ecco: che finchè una frana, un allagamento, una cosa che fà sensazione, nessuno più parlerà del territorio.
Intanto lentamente nelle zone alluvionate si ritorna alla cosiddetta normalità, ne ho visti nella mia vita tanti ritorni alla normalità. Intanto si continua a fare cose -necessarie- strade, rotonde,urbanizzazioni e il tutto a scapito del territorio.  Si fanno -casse d'espansione- e altri lavori ma non si è capito che il territorio ha bisogno di essere abitato da gente che lavora non si può più vedere gente in pigiama nelle case di campagna, ma gente che si rimbocca le maniche.
Con gli -allerta meteo- e gente che aspetta la - disgrazia- per lavorare non si salva il territorio- .Ma ci si sciaqua la bocca nei convegni con la parola: prevenzione.

giovedì 22 novembre 2012

non mi piacciono le zucche

Ma se tu provassi a mangiarle come le faccio io..... se te le cucinasse... no! io ho assaggiato le zucche cucinate in mille modi.... ho! son sempre zucche, non mi piaciono.
Ma che paragoni fai Maresco stamattina? esci dal manico? Domenica alle primarie non andrò.
Semplice il perchè: mi hanno bombardato il poco cervello che mi è rimasto in mille modi: posta, messaggini, telefonate...... Ho quarda caso si ricordano che sono sempre al mondo,si ritorna vitali solo quando c'è da votare. Ma non mi hanno convinto, perchè non è fare politica aggredendo verbalmente la gente.

martedì 20 novembre 2012

IL SOL DELL'AVVENIR

Tutta la vita a lottare per migliorare, a difendere , a rigenerarsi .  si, come scriveva Pavese: il mestiere di vivere, duro è stato a vivere -da precario- si! e che precarietà, bastava una gelata, la grandine ed eri a terra. Poi il provare la fabbrica, calzature: non sapevi mai se l'indomani si lavorava: cambio di stagione, crisi del dollaro ecc. Ma avevamo quella speranza lì: il sol dell'avvenire.
Cantava recentemente Bertoli: adesso dovrò fare le canzoni, con il dosaggio esatto degli esperti.......
Eccomi quì quasi al capolinea a fare una scelta alle primarie: ho scelto ma non lo dico, non voglio influenzare, ho essere criticato, ma in questa scelta non ci vedo più: -il sol dell'avvenir.-

lunedì 19 novembre 2012

E SONO RITORNATO SULLA VERRUCA

Si dirà ma vai sempre alla verruca?è vero ma sono innamorato di questa fortezza e dei panorami che solo i monti pisani sanno dare, poi se per caso, e ho trovato funghi, un motivo in più!

domenica 18 novembre 2012

IL VECCHIO ARATRO

Dovevo  far arrotare la catena della sega elettrica per togliere un tronco di una pianta caduta, mi reco dal meccanico agricolo dove mi servo  e che ti vedo! un aratro a stanga di quelli che aravamo il terreno con i buoi.  O questo? domando, ho poco lavoro e approfitto per restaurare questo aratro. Restaurare? ma se e' perfetto dico. Ti intendi anche di aratri? risponde il meccanico, un trentenne.    Mi intendo di aratri? Quanti ricordi mi ha fatto tornare alla mente quel vecchio arnese. Duro lavoro era guidare i buoi mentre trainavano l'aratro e che  fatica quando arrivati in fondo il campo dovevo rigirare il coltro pesante stando attenti a non tagliare il piede ai buoi. Avevo 15- sedici anni, magro, senza una fascia muscolare per sopportare quella fatica ma mi piaceva, eccome se mi piaceva! vedevo lentamente la terra smuoversi e il campo piano piano lavorato.  Riportavo i buoi nella stalla più stanco di loro, ma ero il bifolco! si quel nome  che si da se uno è ignorante, bifolco!. Non ci si giudica da noi stessi, forse lo sarò ignorante, ma io sono fiero di essere stato un bifolco.
peccato che non avevo con me la digitale, ma ci andrò appositamente per averlo da ricordo.
Vecchio aratro, forse finirai in qualche giardinetto come le vecchie falciatrici, seminatrici, botti a mostrare un mondo che non c'è più, sempre miglior sorte della mia che nessuno capisce da che mondo arrivo.........   

sabato 17 novembre 2012

IL CASALINGO

Oggi  sono solo a casa, Chiara è andata a Bologna dal nipote, io ho approfittato per preparare un poco di legna da ardere segandola a misura di stufa. Mi sono fatto un pranzetto particolare: finocchi a pinzimonio con l'olio nuovo- che bontà- e ricotta di pecora. Ho fatto subito dopo pranzo un giretto intorno casa ecco alcune foto.

  Dall'alto in basso:  un mucchio di funghi che noi chiamiamo marsigliole, poi ogni luogo da nomi diversi. La mia -faggeta- 8 piantine.   A prezzemolo siamo messi bene: guardate che meraviglia.
Come tutti gli anni in questa stagione fiorisce il nespolo.      Il platano-  trovatello: è nato nella pineta, il seme portato da qualche uccello, o dal vento, l'ho impiantato vicino casa, ora le foglie aspettano un colpetto di tramontana.      Il tutto controllato da un guardiano attento. 

lunedì 12 novembre 2012

E L'ACQUA DOVE VA?

Si cementifica, si asfalta  ma l'acqua che quel terreno assorbiva  dove và? si sono fatte opere, io le chiamerei mostri, esaltando l'utilità per i cittadini, lavoro e comodità senza preoccuparsi del volume di pioggia che quello spazio assorbiva.
Un piccolo esempio: in cima alla mia strada sono state costruite due scuole: ragioneria e liceo scentifico, ma la strada era molto stretta le decine di pulman che salivano per portare gli studenti non potevano scambiarsi nemmeno con un'auto. Necessitava di allargare la carreggiata e l'hanno fatto: ma nessuno si è preoccupato di dove poteva andare l'aumento dell'acqua non assorbita dal terreno. Così mi sono trovato nel mio terreno una cascata di acqua ad ogni pioggia,subito in un campo si è creata una voragine, l'ho fatto presente, la risposta: l'acqua è sempre andata in discesa.
Con sacrificio di lavoro e di soldi l'ho intubata portandola più in basso ed incanalandola in un fosso con pendenze regolari ho eliminato il danno per il mio terreno.
Ma cari ingegneri: che avete tante competenze ma niente pratica: se l'acqua va in discesa poi trova la valle che avete otturato con le costruzioni e i tombini.....come la mettiamo? 

domenica 11 novembre 2012

AMICI BLOGGER

SEGNALO TRE BLOG DI SAM MINIATO PER ME' MOLTO INTERESSANTI:
ILSITODELTOSI: Poeta
SMARTAC. architettura, storia locale ed altro
VIVERE A PIERINO di Aurelio Cupelli uno che ha scelto di vivere in una valletta solitaria ma che da li si muove con intelligenza e partecipazione commentando e facendo foto bellissime.
MENTRE ATTENDIAMO TE  CARO PATRIZIO : POETA SULLE 23.

IL PASSAGGIO A LIVELLO.

Ero militare e mia madre mi scrisse: babbo ha trovato un buon podere a San Romano di Montopoli.
Quando tornai mi resi conto che c'èra una grossa difficoltà: la casa in un poggetto di pochi metri sopra la pianura era in una posizione buona ma il podere,11 ettari di pianura era discreto come reddito, anche se a mezzadria ma era diviso in due parti dalla ferrovia Firenze - Pisa. C'era un passaggio a livello ma le sbarre venivano abbassate da un casellante da San Romano, Quando eravamo a piedi le attraversavamo anche se abbassate, un occhiata e via ma quando avevamo le vacche col carro calcolavamo il tempo:se le abbassavano pochi istanti il nostro passaggio sapevamo come sganciarle: tiravamo la catena del basso e si alzavano, una frustata alle vacche e via, altrimenti se  passava un merci c'era da stare un'ora prima di vederle alzare.
Stavo davanti casa un pomeriggio quando vidi e udii un uomo con un camioncino che chiedeva aiuto chiuso sui binari, presi la bici, duecento metri, un attimo  ero li. Nell'attraversare i binari vide che abbassavano le sbarre mise la marcia indietro  por tornare fuori ma il camioncino carico di mille litri di benzina lo bloccò un binario, Salga e vada avanti gridai, ma l'uomo era terrorizzato allora tirai la catena e le sbarre si alzarono, l'uomo balzo sopra e passo dall'altra parte, il treno passò dopo un quarto d'ora, non so se in altri modi si poteva evitare un disastro, comunque a sapere contraddire le regole a volte è bene.
Per la curiosità: la benzina viaggiava fuori regola, l'uomo passava da quella stradina secondaria.......   

sabato 10 novembre 2012

RICORDI. LE CACCIATE DEL MARCHESE PUCCI.

Ero bambino ma ricordo bene, sotto casa mia  c'era una valletta con cigli di ginestra e acace il proprietario come gli altri di tutta la zona davano in concessione il terreno al marchese Pucci per la riserva di caccia. Il marchese aveva una grossa fattoria con tanti poderi e bosco ma prendeva in concessione i terreni che gli occorrevano per pochi soldi, che dava ai padroni e niente al contadino mezzadro
Una mattina accerchiarono la valletta per fare la cacciata il marchese con i suoi invitati. I cacciatori stavano alla posta, cioè nei punti dove dovevano passare lepri e fagiani mentre i guardiacaccia con operai  andavano dietro ai cani per fare - gli scaccini, cioè stanare gli animali. Mentre i cani cacciavano uno dei cani del marchese comincio a ululare, corse il guardiacaccia e lo liberò. -Cosa ha fatto quel cane? chiese il marchese al guardiacaccia, è rimasto impigliato nei rovi, e finì li. Alla sera arriva il guardia a casa mia da mio padre come una furia: ti butto in galera!, disse, tu metti i lacci alle lepri ma io ti rovino. Calmati, disse il mio padre io lavoro, come faccio a sapere chi ha messo il laccio, il terreno non è recintato chiunque può entrare. Stai attento questa volta il marchese mi ha creduto ma se ti trovo un laccio ti rovino! Si, perchè se il guardiacaccia diceva al marchese che il cane era rimasto ad un laccio poteva dire: ma tu che guardiacaccia sei.
Per la cronaca i lacci li metteva il proprietario del podere che lavoravamo.

giovedì 8 novembre 2012

mercoledì 7 novembre 2012

LA TERRA, CHE PASSIONE?

Uno và in pensione, da nevrotico lavoratore senza tempo si ritrova con tanto tempo da spendere e se ha un terreno mezzo incolto che fà?. Lo lavora e trova anche piacere ritornando alle origini.
Così ho fatto io: ho impiantato olivi e li ho assistiti come si deve, ora anno dopo anno sono cresciuti, e quest'anno mi hanno ricompensato, più di 10 quintali di olive, cogli. cogli, non finivo mai, soddisfazione ma il problema è che loro vanno avanti, cioè crescono, io, non importa che lo dica....... Quasi ottanta piante, belle giovani, sarà un grosso problema quando dovrò abbandonarle...... per ora  me li godo, anche se fatico. poi si vedrà............. 

domenica 4 novembre 2012

A MONTEMAGGIO: ricordi

video
O Gino, mio padre si chiamava Iginio, ma per tutti compreso mia nonna era Gino, Gino dì Martini, ai saputo? icchè? a Montemaggio i fascisti hanno ammazzato 19 ribelli, la parola partigiani venne dopo.
Erano in una casa e l'anno accerchiata, si sono arresi e l'hanno fucilati. Io ero accanto a mio padre e rimasi sconvolto, avevo visto -i ribelli quando vennero in paese e diversi li conoscevo come il Cibecchini e altri paesani.
Poi e passato il fronte, e i partigiani di Montemaggio mi sono rimasti nel cuore.
Sono salito molte volte lassù a Montemaggio,  e sempre mi sono commasso.
Da diversi anni, essendo appassionato del camminare conduco una rubrica in una trasmissione della tv di Empoli indicando percorsi nelle campagne della zona, e mi tenevo stretto il mio progetto: Con la scusa delle bellezze di Monteriggioni fare un percorso fino lassù dove morirono  i 19 partigiani.
E un pomeriggio con l'operatore regista realizzai il mio sogno: far vedere ai cittadini della zona il luogo dove 19 ragazzi morirono per la libertà.
Le riprese cominciarono da Monteriggioni  e facendo l'anello della libertà riprendemmo la casa dove avvenne il combattimento e poi la resa. Quando arrivai a parlare davanti i 19 nomi mi si bloccò la voce e mi misi a piangere. l'operatore mi disse: ho che fai piangi? si piangevo. Nel filmato non si vede, la bravura del regista... ma l'interruzione del parlare si.
Li in quel servizio ho realizzato un sogno, portare Antenna 5 lassù dove 19 ragazzi mi saranno sempre nel cuore
IL video è uno ho pasticciato e li ho messi due uguali....

sabato 3 novembre 2012

RICORDI LONTANI: IL PRANZO

-O guarda chi si vede Santi! che novità ci porti?- disse la mi nonna quando vide appoggiare la bicicletta al muro di casa:  -Bone !, disse Santi, ringraziando i' Dio siamo ritornati tutti dalla guerra e babbo ha deciso di ritrovarsi, parenti e amici a tavola domenica per festeggiare.
Vieni te Maresco! disse i'mi babbo, un mi pareva vero, avrei potuto conoscere Severino, il figlio di Santi, aveva la mia età, ma lui aveva trovato un nido di civetta, lo ritenevo un muso.
Partimmo con la cavalla e il calesse al mattino. Da Castelnuovo a Montebicchieri, passando da Coiano,Corrazzano la Serra...... Poi dopo un lungo viaggiare in strada bianca comunale mio podre fece svoltare a destra la cavalla e scese conducendola a mano.
Incominciammo a salire una viottola sterrata e in poco tempo arrivammo ad un varco con due cigli alti e cominciammo a scendere in una valletta da sogno: campi con filari di viti a pioppo, erba medica, granturco, tutto lindo, fossi falciati....
Arrivammo e grandi abbracci: c'era tanta di quella gente.... Ci mettemmo a tavola: un pranzo che non finiva più, crostini, minestra in brodo di gallina, lesso, arrosto in forno, poi pasta reale vinsanto... io allora bevevo acqua ma ero ubriaco dal tanto mangiare. Felice di avere conosciuto Severino, montai in calesse e dormii per tutto il ritorno.

Passo spesso per la valle di Gabbiano, non piu giardino ma ruderi e macchia,  ed abbandono.......   

venerdì 2 novembre 2012

CITTADINI DI CAMPAGNA

Fuggire dalla città, trovare serenità, una casetta, un orto, il giardino,sogno di molti, ma la campagna ha le sue leggi: Il contadino si alza presto deve lavorare in estate - per il fresco e il contadino fa rumore,gli asini ragliano, ma soprattutto i galli cantano. Io ne ho messo in pentola uno che alle tre del mattino cantava a squarciagola. Il Sabato uno vuol dormire di più e il vicino taglia l'erba col decespugliatore, ma sentite questa storiella: Un contadino da sempre teneva polli, galline,galli e pulcini, quando un giorno nella casa a cento metri dalla sua torna una coppia di cittadini.
Una mattina si è visto arrivare davanti casa la macchina dei carabinieri:    E' lei il signor...... Le comunichiamo che lei deve sopprimere il gallo disturba i vicini.    Il contadino è rimasto un attimo in silenzio, poi ha detto ai carabinieri: le galline me le trombate voi?  

giovedì 1 novembre 2012

SONO A META RACCOLTO

HO DAVVERO UN BUON RACCOLTO DI OLIVE, SONO GIA' A META' RACCOLTO.
LA QUALITA' DI QUESTE NELLE FOTO E' LECCIO O LECCINO.