giovedì 31 gennaio 2013

POGGIO TEMPESTI

Un  piccolo gruppo di case con una chiesa, trecento metri verso Cerreto Guidi una bottega di quelle che vendevano di tutto, poi casolari spanti sulla collina. Fu chiamato così per la quasi totalità delle famiglie col cognome Tempesti.   Gente lavoratora ma decisa e quando nel 1921 i fascisti vollero andare  al poggio per dare una lezione trovarono una accanita resistenza, uno ci lasciò la pelle e dovettero ritornare indietro.  I poggiaioli si organizzarono e con i fucili da caccia resistettero diversi giorni alle tante scuadracce fasciste e si arresero soltanto ai carabinieri.   Molti poggiaioli furono incarcerati e al paese fu cambiato nome: i fascisti lo chiamarono poggio Pacini il nome del fascista morto.
Alla liberazione rimisero il nome originale: Poggio Tempesti:
E in questo borgo che sono tornato nel 1952 ed ho conosciuto un mondo contadino solidale, dove aiutarsi nei momenti difficili era un obbligo, 5 anni sono vissuto e sono stati splendidi anche se lavorare la terra era durissimo, mi dicevano :ho! siamo al poggio, gente tosta ma dalla quale c'era da imparare tanto.
 

mercoledì 30 gennaio 2013

Il Vincio

Ieri non avevamo voglia di stare tanto in macchina e arrivati a Lazzeretto, una frazione di Cerreto Guidi mi sono fermato e lasciata l'auto appena 15 metri dal semaforo ho parcheggiato. Zona il cerretese a me nota dal 1952 ebbene non avevo mai camminato lungo il Vincio un torrente che scende dal Montalbano e prende il nome da Vinci, il paese di Leonatdo. Grande sorpresa i 5 km che separano Lazzeretto da Vinci sono da percorrere lungo quel ruscello uno delle centinaia di ruscelli che alimentano la più grande palude interna d'Italia,il padule di Fucecchio, lungo quel ruscello abbiamo visto volare aironi garzelle, e cormorani. poi intorno i vigneti di Cerreto Guidi E in quelle terre che ho vissuto i migliori anni della mia vita, dai 17 ai 22, lavorando duro ma facendo una esperienza bella.
Arrivati in Vinci comincia il Montalbano è il regno dell'olivo, una distesa infinita di olivi e quì si sale, non e campagna, è giardino, piante secolari, piantagioni giovani ma tutte coltivate bene, e le case, in pietra con aranci e limoni davanti casa a dimostrare che la tramontana la lasciano ai pistoiesi.
Eal ritorno prima di scendere a Lazzeretto siamo passati sulla collina cerretana, silenzio, non come in gioventù quando si udivano le voci dialettali della zona: Mi son levo, mi son lavo, ho mangio e ancora non ho lavoro punto. Dieletto come ce ne erano tanti, belli espressivi!  uccisi dalla scuola e dalla tv.
A dirla alla cerretese: sono rimonto in auto e sono torno a casa!   

domenica 27 gennaio 2013

videoRIEVOCAZIONJE DI UNA VISITA A S, ANNA DI STAZZEMA villa Meleto Castelfiorentino col gruppo teatrale GAT di Castelnuovo d'Elsa

sabato 26 gennaio 2013

IL FUMO E LA SIGNORA.

Certa gente dovrebbe restare in città, conprano l'appartamento in piena campagna e vorrebbero il silenzio al mattino, niente falò per eliminare erbe tagliate, i concimi puzzano,... C'è la tramontana un contadino come ha fatto da sempre brucia un mucchietto di erbe essiccate, è arrivata una signora inviperita a gridarle: lei fà fumo e la puzza arriva a casa mia, chiamo i vigili. Abita a 400 metri dal fuocherello, la signora, l'uomo, non si è reso conto di cosa voleva, per tutta la vita quando non c'è rischio fa un fuoco per eliminare le erbe infestanti quando sono essiccate. Ci fosse un borgo, delle case no! aperta campagna, solo la casa dell'uomo e quello della signora che da fienile è diventato appartamento. Chi ha torto?  chi permette di trasformare un fienile in un appartamento.   Per vivere in campagna ci vuole tolleranza e gente che ci sa stare, no signore in pigiama a mezzogiorno arrabbiate perchè dalla mattina un trattore ara a pochi metri da casa.    

venerdì 25 gennaio 2013

C'E QUEL PAESETTO LI'!

Ma poi dove andiamo a camminare? fra poco - la zona- l'abbiamo girata e rigirata! 
Poi entri in una valle che non abbiamo visitato perche ritenuta insignificante e ti accorgi quanto è bella.
Ma te, dice Chiara, dai troppo per scontato.
E così andiamo a Lari paese famoso per il castello e per la sagra delle ciliege, ci eravamo stati diverse volte a correre, quando meno vecchi di ora correvamo, ma correre è guardare di raggiungere quello che hai davanti, ho tenere a bada quelli dietro te, chi guardava il paesaggio?
E a Lari oltre al castello ha una collina bellissima, poi Lari ha due vigilesse bellissime che gentilmente mi aggiornano sul dove andare. E si visita la collina, tre frazioni, una Casciana Alta, che credevo fosse nel comune di Casciana Terme, invece no, è nel comune di Lari. Dopo tanto camminare dovevamo tornare indietro e visitare un borgo prima di ritornare a Lari. Da Casciana si vedeva su un cocuzzolo un paese che ci attirava, ma..... Ci andremo la prossima volta, ho fra un anno: come dice il poeta:  se i becchini un ci sotterreranno!

lunedì 21 gennaio 2013

SANTANTONIO DALLA BARBA BIANCA......

Non c'è santo  nel mondo contadino che venisse nominato come S.Antonio.  Non quello da Padova ma quello Abate, quello che si dice protettore degli animali. Li proteggeva? una sega!  gli dava salute per nostri interessi. In ogni stalla c'era un santino per proteggere cosa? Appena ingrassati buoi, maiali conigli, polli. anitre piccioni, cracchite venivano ammazzati. Si fosse detta una preghiera per la volpe, per la poiana: per la minonna erano animali del diavolo,gli fregavano i polli. La lotta per salvare il formaggio, l'olio dai topi, ovvia i topi non mangiavano l'olio ma vi cadevano dentro e se ci rimanevano morti dentro per un pò di tempo ......... lo rovinanavano, poi lo schifo, trovare un topo affogato nell'olio.....
Poi se un coniglio moriva di un accidente lo mangiavamo lo stesso ma sotto sotto si diceva: si è mangiato un santantonio.
Una volta dopo avere zappato ero nella stalla stanco chi arriva! due zingare che mi volevano vendere l'immagine miracolosa di S.Antonio, c'e l'ho già  dissi, ma queste insistevano, una, due, tre, volte! Staccai il S. Antonio che avevo e le dissi: prendete anche questo. Mi gridarono maledizioni a  me e alla stalla: che ti muoiono tutte!!! gridavano e io dietro: prendete anche questo!       La mia nonna, che sentì di casa si segnò dalla paura.  Non ho mai dopo avuto bestiecosì sane.
Ho dissacrato S.Antonio ma me lo posso permettere per la confidenza che ha chi è stato contadino col santo aveva da parlare spesso: Ma n'ovè quel santantonio di tupà!  si entrava in una stalla, belle vacche: santantonio te le salvi!  se veniva una moria di polli allora eran moccoli.
Ecco perchè non vedo di buon occhio le benedizioni di animali, sarebbe come benedire i buoni del tesoro per chi l'ha, per averle sane per interesse poi a bocca unta si mangiano.

domenica 20 gennaio 2013

CACCIA GROSSA!

Sento spari, urla, cani che abbaiano. tutto a poche decine di metri da casa.   e' caccia al cinghiale! 
Ma avranno le-- palle intelligenti come certe bombe in guerra?  Ma abito in un posto selvaggio? macchè.
C'è a pochi passi il cimitero comunale, la caserma della guardia di finanza, una strada che collega la zona verso la superstrada, ma soprattutto vi abitano 4 bambini.  Tengo a precisare che non sono un anticaccia, ma perbacco ai cinghiali non si spara coi coriandoli ci vorrebbe  solo rispettare le regole.

venerdì 18 gennaio 2013

INCONTRI

Uscimmo dal bosco, guarda siamo a quella casa... ricordi: ci vennero incontro due maremmani ...... e ma ne è passato del tempo saranno tre anni. La casa abbandonata, una bella colonica senza porte. Ci avviciniamo... io mi affaccio alla porta piano: i due maremmani sdraiati sulla paglia dormivano....... Faccio a Chiara col dito siiii.   Non abbiamo più avuto un passo cosi leggero. Ritornammo indietro e a distanza facemmo un sospiro di sollievo.     Era violazione di domicilio! e i cani maremmani, cani molto intelligenti, docili sono ma se gli entri dove non si deve........ Passiamo spesso da case abbandonate, ce ne sono ancora molte, ma non ci siamo più avvicinati.

giovedì 17 gennaio 2013

IL TORRENTE CAFFALO: MONUMENTO DELLA NATURA

Dopo tanti giorni di pioggia ecco il sereno: ieri mattina decidiamo: giornata in bosco. Strada ghiacciata, e dopo avere guidato con prudenza verso Montaione al ponte sull'Egola prima di iniziare la salita parcheggiamo. Iniziamo il cammino cercando ai lati della strada l'erba e la ghiaia, camminare sull'asfalto impossibile, si scivolava. Saliti alla Sughera si camminava già bene e appena arrivati al bosco dopo la fornace  ci siamo immersi in quel favoloso bosco del torrente Caffalo. Percorso il traversale bel sentiero prima di calarci nel torrente abbiamo pranzato.
Il torrente Caffalo è uno dei torrenti più conservati della Toscana e benchè non sia molto conosciuto ha delle rarità e delle bellezze naturali enormi:   quì vive una specie rara di salamandrina. benchè l'altitudine non superi i duecento metri ci sono faggi, tassi, agrifoglio.
E il comune di Montaione con la regione Toscana e la comunità europea l'avevano già desinato a parco, ora inserito nel più ampio parco Benestare comprendente tutto il comune di Montaione e Gambassi.
Una rete di sentieri attrezzati fà visitare tutta la gola del torrente Caffalo con pannelli illustrativi, protezioni, cavi per scendere e risalire. Così dopo la faggeta siamo calati al tasso gigante: 500 anni di età , la piuanta più vecchia della zona, risaliti aggrappati alla fune siamo andati a visitare la fonte del tasso una goletta davvero suggestiva, poi giù fino al torrente e qui i due vecchietti sbandati hanno visitato la gola fino all'ansa e alla sorgente gassata che non abbiamo visitato per non rischiare: già abbiamo rischiato attraverso frane, massi, e guadi.
Un cartello indicava Casino: e sapevo che da li si ritornava alla Sughera. Durissima salita, come durissimo e accidentato è tutto il percorso, anche se facilitato dalle tante protezioni.
Invito, chi non l'ha visitato, e ha - gamba buona, di visitarlo, non ora come noi due - scervellati- ma nella tarda primavera quando sarà ripristinato per le scolaresche, ora si rischia e non poco.
LE FOTO LE PUBBLICO SU: I SENTIERI DI MARESCO

martedì 15 gennaio 2013

ORTOLANO FAI DA TE, MA......

Tutti gli anni passati preparavo il terreno, e l'ho fatto anche questo anno per seminare un piccolo appezzamento di patate e come tutti gli anni passati mi sono recato dopo il primo Gennaio al consorzio per acquistare il seme. Alcuni anni fà le vendevano a kg, poi la legge, frega orticelli, in confezioni da 10 kg minimo. Chiedo: c'è il seme? si ma in confezioni da 25 kg. E da dieci? arriveranno a fine Gennaio:
La multinazionale Olandese favorisce i grossi produttori che immetteranno, le primizie, nei supermercati, e chi ha l'orticello avrà patate a fine Giugno invece che a metà maggio.
Poi le tv reclamizzano gli orticelli ,fai da te, insalate nei terrazzi, piccoli orti per risparmiare.... che cosa?
Tutto è in mano a multinazionali dalle sementi ai concimi che fanno i loro interessi: favoriscono gli acquisti grossi a scapito di migliaia di ortolani ,fai da te.

  

sabato 12 gennaio 2013

La donna e la collina

Ho tè! che ci fai quassù?  Non lo sapevi che eravamo tornati quì? Come tanti abbiamo coronato il sogno!, tornare su queste colline che abbiamo attraversato alle corse podistiche.
Si abito in quella parte di casa lì in mezzo agli olivi.  Ne hai tanti di olivi?. 150!. Un vi facevo appassionati di agricoltura.
Ci conoscevamo ma non ci frequentavamo, lei un negozio di dischi, lui un passato da sindacalista; era da tanto che ci incontravamo alle riunioni, alle manifestazioni, un saluto da conoscenti, poi la domenica alle corse podistiche. Mio figlio mi parlava di lei come una grande esperta di musica, consigliava i ragazzi negli acquisti anche contro il suo interesse.
Passavamo come ora spesso su quella collina e li incontravamo o a casa o nella collina, aveva ceduto il negozio perchè si era ammalata. E sapemmo di cosa, ce lo disse lei. Ho in cancro e so anche che non guarirò. Passò del tempo e una volta nella nostra passeggiata la incontrammo: come và? per ora ci sono. Ma fumi sempre?. Mi hanno dato un mese di vita ormai.....disse con naturalezza. Non dimmo quasi niente, che potevamo dire?
Dopo un mese abbiamo incrociato suo marito, noi a piedi lui in auto, quando ci ha visto si è fermato.
Con trepitazione abbiamo chiesto: tua moglie? l'abbiamo sepolta ieri ....
 Abbiamo saputo poi che  lui ha venduto e tornato a Pisa,  non l'abbiamo più visto.
Passiamo ancora da quella collina, famosa per la storia, quì ci combettè Castruccio Castracani, ai piedi ci fù la famosa battaglia di San Romano..... ma chi se ne frega! passo e non trovo più loro, due amici innamorati della collina.    

venerdì 11 gennaio 2013

RICORDI E PREVISIONI

Sono 15 giorni che i vari meteo annunciano l'arrivo del freddo , poi dove nevicherà, poi il rialzo delle temperature......e ai bimbi che gli frega? loro sia beltempo o piova tanto stanno lì inchiodati alla tv e a quei giochetti scemi che li rincoglioniscono.
Ma nei tempi ormai lontani della mia  fanciullezza il divertimento lo dovevamo - guadagnare inventando giochi, storie, scherzi.... ma la più grossa cosa desiderata era la neve!!! Hooo nelle nostre colline valdelsane appena alzate di un centinaio di metri, poteva passare anche che non venisse mai, ma quando veniva era una festa.
E all'inizio dell'inverno i vecchi del paese facevano previsioni strane: questo anno le canne hanno messo il pennacchio è segno di neve, poi si guardava la foglia dell'olivo : se era girata in alto nevicava. Poi inprovvisamente nevicava... ma quanto ci starà...... improvvisamente cominciava a piovere...i vecchi dicevano: si butta a -   dorco- disgelo.  Belle le sorprese, poi la ovvietà: il tempo e le donne pregne.....
Ora tutto si  anticipa: deve nascere un maschio, deve piovere fra due giorni, tutto si deve anticipare anche i risultati delle elezioni......
Ridammi indietro la mia seicento..... canta Vecchioni.      Io vorrei indietro  qualcosa  delle tante che mi hanno tolto:  La sorpresa.

mercoledì 9 gennaio 2013

PIGI UN TASTO ED HAI UN AMICO.

Se sei brillante nello scrivere, se pubblichi foto belle o particolari ti chiedono amicizia, un vecchio conoscente dimenticato ti cerca. Dapprima sei entusiasta, quarda come è facile essere nel mondo.
Faceboch, una magia?.    Ma se hai delle difficoltà e non appari più chi si ricorda di te?
Avere amici come era difficile un tempo quando per lavoro ti trasferivi da un posto all'altro, prima dovevi dimostrare onestà, poi simpatia poi solidarietà.
Mi ricordo quando con un camion carico  di quel poco che avevamo tornammo a trenta km di distanza  senza conoscere una sola persona, per un anno ho preso il treno e sono ritornato la domenica non avendo amici, poi una conoscenza  due e con fatica ho ricostruito sul posto di residenza una rete di amicizie che sono durate nel tempo fatte da solidarietà, idee comuni, lavoro comune.
Mi scatta una foto un conoscente di vista che non sapevo il cognome ne il nome, te la metto in bacheca, mi dice, io: mi chiedi amicizia..... Ma te lho chiesta e tu me l'hai data un anno fà....
A volte mi metto a pensare: tornasse Sante, il mio maestro di veglie, di  viaggi in bicicletta per andare a vedere passare il -giro- o a vedere l'avanspettacolo al teatro del popolo a Castelfiorentino......la prima volta in casino...... direbbe come Neno del cinema : una macchina che butta fumo.
E' butta -fumo- anche il compiuter? No! in un mondo dove non ci si ferma a parlare per mancanza di tempo e voglia, anche questo rimane un gancio contro la solitudine.  

martedì 8 gennaio 2013

Storie di patate

Vado al consorzio ad acquistare il seme delle patate, io ho un piccolo appezzamento di terreno esposto - a sole- cioè protetto dal freddo, è lì che semino o inpianto primizie per mè e per i figli,il gestore mi dice: si il seme è arrivato in confezioni da 25 kg. Sfuse, neanche a parlare lo vieta la legge.  fra giorni mi arriveranno le confezioni da 10 kg.
Ditemi voi: ma se uno ha un orto piccolo e vuole seminare un poco di patate non può, di cosa se ne fà di tanto seme, che fra l'altro arriva dall'estero e costa una cifra.
Fino a pochi anni fà andavi al consorzio e comperavi il seme in base al terreno che volevi coltivare: ne comperavi quel tanto che bastava per la semina, ora ci vuole la confezione minimo di 10 kg, ma chi le fà certe disposizioni?  a quale scopo?

domenica 6 gennaio 2013

LA CAMPAGNA E I FUORISTRADA

Consiglio di circoscrizione, piano regolatore, madifiche urbanistiche ecc, tutto quello che riguarda i grandi paesi, fai il pieno di - disinteressati- cittadini, la campagna esiste solo quando vomita alluvioni e frane, per un poco ci si interessa, bisognerebbe...... Poi: via scuole non numerose, bisogna risparmiare, chiusura di uffici postali, ospedali in zone non molto abitate, si costruisce una superstrada e vicino l'acqua quando piove ristagna, l'importante è diminuire i costi ecc. In queti mesi di caccia e pioggia i fuoristrada dei cacciatori distruggono decine di km di strade bianche. ieri ho visto un tratto della via francigena rovinata per km, la caccia rende a tante persone guai criticarla e anche io mi adeguo ma perbacco: vedere rovinato un tratto restaurato dai nostri soldi non và giù.

venerdì 4 gennaio 2013

la vita corre........

Quando mori mio fratello rimase mia cognata con mio padre 90enne  dovettero vendere tutto, mia cognata non avendo figli e ormai vecchia e ammalata tornò col fratello, mio padre con me.
Ma chi nasce fra gli olivi e li coltiva tutta la vita l'olivo è il primo amore.
Aveva mio padre fino da allora una piantagione di olivi favolosa, con piante centenarie potate da quel maestro che era.
Mi disse quando sì stabilì da me: prendili te quegli olivi ti ricompenseranno. ma come facevo io che già ne avevo abbastanza dei miei, poi l'attività artigianale non me lo permetteva.
Mio padre morì dopo poco e gli olivi li comperò un amico, mio ma non delle piante, in pochi anni gli olivi potati male, non concimati sono ridotti molto male.
Sono passato da lì questo pomeriggio: -se  li vedesse tuo padre- mi ha detto una amica , mi è venuta una stretta al cuore ma cosa avreì fatto se li avessi coltivati io? avrei solo allungato l'agonia perchè dopo di me chi ci sarebbe? chi lavora più una vecchia oliveta sui cigli di una collina?

martedì 1 gennaio 2013

Chiara e la volpe 1-a 1

Che ti  vedo l'anno scorso? 3 galline nere!  Il nero non mi è mai piaciuto, non per scaramanzia:  ci siamo capiti.    E queste galline incominciano il loro lavoro, fare uova: ben nutrite, in un ampio recinto con un leccio al centro, poi cibo: granoturco locale: a me nella polenta me lo sogno, il pomeriggio aperte e un podere a disposizione, gli mancava solo il gallo,avevo anche quello ma cantava alle 3,30 del mattino.......
E le tre stavano bene, mangiavano bene... ma tracchite: un infarto, così ha sentenziato Chiara, qualcosa sà ha un genero medico dottore della usl e una muore. Ne rimangono due ma in inverno..... ne compererò altre in primavera, disse Chiara.
E le due galline facevano le uova .... lasciamole pascolare...... Ne è rimasta una: la volpe non và alla coop, come disse una bambina ad un'altro prelievo proletario.......
Si  la grande allevatrice ha una sola gallina nera e fino al nove: giorno che acquisteremo altre galline..... hoooo che un lo sappia la volpe!