Come ho scritto nel mio libro -Alla grazia di quarda chi c'è- NEL RACCONTO -La neve- io sono un eterno bambino, mentre tutti i miei coetanei imprecano, io godo come un maiale a vedere cadere la neve. E stamani malgrado le previsioni quando mi sono alzato piovigginava, Vabbè ho detto e mi sono messo a leggere, dopo poco alzo la testa e guardo verso la finestra: fioccava, ho lasciato il libro e ho preso posizione vicino alla finestra, mia moglie scuote come al solito la testa, lei ne ha avuta in abbondanza quando da bambina abitava in montagna. Ma quì nel Vald'Arno è sempre stata una rarità vedere la neve e io ora che con la pensione ho tempo da vendere me la godo. Le foto sono della nevicata precedente.
lunedì 4 gennaio 2010
altra neve
Come ho scritto nel mio libro -Alla grazia di quarda chi c'è- NEL RACCONTO -La neve- io sono un eterno bambino, mentre tutti i miei coetanei imprecano, io godo come un maiale a vedere cadere la neve. E stamani malgrado le previsioni quando mi sono alzato piovigginava, Vabbè ho detto e mi sono messo a leggere, dopo poco alzo la testa e guardo verso la finestra: fioccava, ho lasciato il libro e ho preso posizione vicino alla finestra, mia moglie scuote come al solito la testa, lei ne ha avuta in abbondanza quando da bambina abitava in montagna. Ma quì nel Vald'Arno è sempre stata una rarità vedere la neve e io ora che con la pensione ho tempo da vendere me la godo. Le foto sono della nevicata precedente.
domenica 3 gennaio 2010
sabato 2 gennaio 2010
ricordi nei sentieri
Nelle nostre colline camminando, ogni tanto nei massi di tufo seminascosti dai rovi ho dalle frane troviamo rifugi di guerra, per fortuna ora abitati da tassi, istrici e volpi, si vede dalle tracce che lasciano al loro passaggio. Anche se intatti non sono mai entrato per non lasciare odori ho tracce da disturbare. Si sà quanto gli animali temono e a ragione l'uomo. Ma soprattutto per non ricordare i tristi giorni vissuti nella mia infanzia, quando di corsa scendevamo gli scalini per ripararsi dai bombardamenti. Erano angusti e bui quelle caverne scavate in fretta nel tufo stavamo ammuchiati ognuno vicino alla propria famiglia. Sentivavamo il rombo degli aerei,molte volte passavano e poi cessava l'allarme, ritornavamo ai giochi, ma erano giochi di guerra,fingevamo di costruire bombe o imitavamo il rombo degli aerei e lo scoppio delle bombe. Poi l'attesa del fronte, sentivavamo in lontananza i colpi,i genitori si apprestavano a giorni difficili e preparavano quel poco per sopravvivere. Al primo sibilo di un proiettile corremmo nel rifugio,otto giorni ammucchiati al buio, decine di persone ammuchiate in spazi ristretti. Gli unici che si trovavano a loro agio erano i pidocchi. Dal sibilo del proiettile di cannone sapevamo se cadeva vicino o lontano. Se era prolungato andava lontano se arrivava lo scoppio senza sibilo era nei paraggi. Poi le liti per un niente provocate più dalla tenzione e dalla paura, che per il disagio. Arrivavano dall'esterno notizie tragiche ampliate dalla tensione.
Quando rivedo quei rifugi mi fa male due volte: una per i disagi da bambino, due pensando a quanto misero è l'uomo che può avere gesti di altruismo, ma subito dopo odiare a tal punto da scatenare guerre e distruzioni. Gialli massi delle nostre colline lasciatevi abitare dagli animali che sanno comportarsi meglio degli uomini.
Quando rivedo quei rifugi mi fa male due volte: una per i disagi da bambino, due pensando a quanto misero è l'uomo che può avere gesti di altruismo, ma subito dopo odiare a tal punto da scatenare guerre e distruzioni. Gialli massi delle nostre colline lasciatevi abitare dagli animali che sanno comportarsi meglio degli uomini.
venerdì 1 gennaio 2010
DICEMBRE
Ho che mese è stato? PIOGGIA,NEVE,FREDDO,RIPIOGGIA. Solo la solita camminata pomeridiana sfruttando -l'ora del pastore- cioè approfittando di momentanee schiarite ucivamo per camminare, poi le giornate -corte-, alle 16,30 cominciava l'oscurità.
Abbiamo approfittato per leggere. Dopo avere letto- La città di pietra-, di un autore Albanese mi sfugge il nome ma non certo la trama: un bambino che racconta la vita di un bambino in una città albanese occupata da soldati Italiani e poi da soldati tedeschi,in molti episodi mi ci vedevo anchio, le superstizioni delle vecchie donne del tempo, i bombardamenti i rifugi di guerra, per mia fortuna ho visto meno atrocità del protagonista di quel libro.
Poi ho scoperto Antonio Skermeda grande narratore Cileno. Dopo aver letto il primo libro:La bambina del trombone-,siamo rimasti affascinati e trascinati alla lettura da una narrazione lirica e poetica dell'autore. A fine mese dello stesso autore abbiamo letto: Il postino di Neruda: da cui è stato tratto il film omonimo di Troisi,
e per ultimo: Il ballo della Vittoria.Li consiglio, è un narratore straordinario.
Oggi 1 Gennaio mentre scrivo guardo passare in corsa nuvoloni- che vanno verso Roma- Quando i nuvoli vanno verso Roma prendi i buoi e vai a lavora- dice il proverbio.
Spero damani mattina di prendere lo zaino e andare sul monti pisani e scalare il Faeta.
MACCHE!!!!!! STAMANI PIOVEVA, MI RIMANE SOLO DI GUATDARE LE FOTO FATTE L'ALTRA ESCURSIONE.
Abbiamo approfittato per leggere. Dopo avere letto- La città di pietra-, di un autore Albanese mi sfugge il nome ma non certo la trama: un bambino che racconta la vita di un bambino in una città albanese occupata da soldati Italiani e poi da soldati tedeschi,in molti episodi mi ci vedevo anchio, le superstizioni delle vecchie donne del tempo, i bombardamenti i rifugi di guerra, per mia fortuna ho visto meno atrocità del protagonista di quel libro.
Poi ho scoperto Antonio Skermeda grande narratore Cileno. Dopo aver letto il primo libro:La bambina del trombone-,siamo rimasti affascinati e trascinati alla lettura da una narrazione lirica e poetica dell'autore. A fine mese dello stesso autore abbiamo letto: Il postino di Neruda: da cui è stato tratto il film omonimo di Troisi,
e per ultimo: Il ballo della Vittoria.Li consiglio, è un narratore straordinario.
Oggi 1 Gennaio mentre scrivo guardo passare in corsa nuvoloni- che vanno verso Roma- Quando i nuvoli vanno verso Roma prendi i buoi e vai a lavora- dice il proverbio.
Spero damani mattina di prendere lo zaino e andare sul monti pisani e scalare il Faeta.
MACCHE!!!!!! STAMANI PIOVEVA, MI RIMANE SOLO DI GUATDARE LE FOTO FATTE L'ALTRA ESCURSIONE.
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