martedì 9 marzo 2010

stramberie primaverili

Un ranocchio poverino
si è gettato nello stagno
per vedere se smuove le acque
al dormente contadino.
Sulla sponda c'è Gasparri
a studiare due ramarri,
sono verdi, non lo nega
vedrai saranno della lega.
Si è sbagliato Berlusconi
a credere in- milioni-
che andava poverino
a mangiarselo un panino.
Primavera se verrai
quanti guai porterai?
Ma se lo vorrai tù!
al berlusca fai cucù.

domenica 7 marzo 2010

La sveglia

Troppo gente al mattino per svegliarsi adopera sistemi diversi, chi con il cellulare, chi col telefono, chi chiamato a voce da un familiare ecc.
Tutti quando vanno a dormire sanno che si devono svegliare, ma ognuno ha sistemi diversi, quindi ci si alza mezzo assonnato e mezzo stordito da suoni diversi. Faccio questo preambolo per arrivare al dunque, Quando ci sveglieremo con un solo grido? Sono troppi tanti anni che chi avrebbe buoni propositi si arrovella il cervello per cercare formule e invece crea cavigli per dividersi. Eppure sa che c'è gente che aspetta un lavoro,più dignità, un permesso di soggiorno,ecc. Ora è finito il tempo delle formule, migliaia di persone sono alle prese con problemi di sopravvivenza, sono ormai migliaia che bussano alla porta delle organizzazioni umanitarie, dei comuni. Cito un episodio: un disoccupato senza ormai più copertura, disperato và in comune perchè non sà più dove chiedere il lavoro. Parla col sindaco che lo manda dall'assessore , il quale le dà alcuni nomi di ditte, esce soddisfatto e quando scende in strada trova la multa al parabrezza, giusta, non aveva messo il segnale orario. Le ditte indicate hanno preso il curriculum, forse lo metteranno in un cassetto e il disoccupato avrà da pagare oltre alle bollette arretrate anche la contravvenzione. Basta con parlare di formule astratte! basta con disaccordi e il formarsi di movimenti e partitini. Ho ci svegliamo subito e ci uniamo, o la gente disperata prenderà strade sbagliate.

giovedì 4 marzo 2010

Castelfiorentino

il passato non conta più?

Capita a noi vecchi di non capire certi atteggiamenti di indifferenza nei riguardi nostri e del nostro passato, non parlo per me come persona, ma a casi di defezione dalla politica di vecchi militanti che nel passato hanno avuto un ruolo molto importante per la continuità dell'impegno politico, istituzionale, di famiglia e soprattutto di onestà.
Ieri in un paese che a me sta tanto al cuore, ho incontrato un vecchio militante di sinistra che per un suo motivo personale non ha ripreso la tessera del partito. Non voglio entrare nel particolare della ragione o del torto, è un fatto personale e anche se ho la mia opinione, non ne parlo. Quello che contesto e che il vecchio militante dopo avere lasciato la tessera del suo partito, il partito stesso non lo ha più cercato, non ha voluto un chiarimento, niente. Ma dalla mia visione, e da quella di tanti come mè in sù con gli anni non si capisce l' indifferenza verso chi in un momento particolare può non capire. Come si fà a rinunciare a persone che hanno dato tutto se stessi senza avere un chiarimento.
Il vecchio militante proviene da una famiglia che fin dall'ottocento militava nella sinistra, il nonno ebbe il coraggio di dare al figlio il nome di un dirigente socialista, il figlio ha combattuto il fascismo, lui dirigente dei giovani del suo partito e per tutta la vita ha combattuto battaglie per la democrazia,impegnandosi con continuità fino ad ora oltre ottantenne.
Non c'è progresso senza un passato? parole! si calpesta un patrimonio di persone che hanno fatto della sinistra l'avanguardia per la difesa degli umuli e della democrazia. Questo avviene mi auguro più per indifferenza che per altri motivi. Sono il primo a tirarmi indietro, penso che chi ha dato tanto in tanti anni è giusto che lasci posto a chi lavora nella società attuale, ma guai a non vedere più fra gli iscritti chi è stato un esempio delle lotte passate. Questo vecchio militante non voleva ragione, ma dopo un gesto così si aspettava che un partito che lo ha visto militante almeno gli parlasse per capire lui stesso se meritava ritornare sui suoi passi.

lunedì 1 marzo 2010

FORESTA TATTI E BERIGNONE,a est di Volterra

Faccio progetti per escursioni in Liguria poi il beltempo viene di Sabato, prima la spesa, poi dove andiamo alle 09,30? RiVolterra, questa volta la parte alta della foresta di Berignone, entrando dal bosco di Tatti. Che bella giornata, diciamo, e giunti al bivio per Casole d'Elsa si parcheggia, la strada è asfaltata ma il traffico è inesistente e intorno a noi bosco e pascoli, Dopo una piacevole camminata di sette km giungiamo alla sbarra che segna l'inizio della foresta, ci sono i tavoli sono le undici e trenta ho che avresti fatto? Giù gli zaini e ceci e tonno, cioccolata e frutta, il caffè dal termos .... ho dopo come si camminava bene. Fatto il km della strada della forestalein pari sul crinale, siamo andati a sinistra dove era segnalata: la Torraccia km 4. Ci addentriamo nella foresta e i cartelli segnalano foresta di Berignone, il sentiero nel folto è stato ripulito ed è largo. Scende lievemente e dopo un'ora siamo alla Torraccia. Ci viene sempre la voglia di esplorare ma dopo un'ora che camminiamo dobbiamo ritornare sui nostri passi cioè alla Torraccia Dopo una sfibrante salita. E c'è da ritornare indietro questa volta si sale, ma camminare in quella foresta è troppo bello. Dopo 1 ora e trenta si esce dal bosco e ci incamminiamo per il ritorno.28km a fine escursione non sò se io avevo l'espressione meglio io che quella vacca ...........

pasto mattutino