domenica 13 febbraio 2011

Empoli: grande manifestazione

Siamo arrivati io e Chiara mezzora prima, già un gruppetto stazionava in piazza della repubblica. Il tempo di salutare una parente della vald'Elsa che già cominciavano ad arrivare molte persone. Allora stabilità, cosa che non succedeva da molto,era un fiume di persone che affluivano da tutte le strade. Aperto da un gruppo di violiniste un imponente corteo ha sfilato per le vie di Empoli, tantissime donne e molte giovani. Spero che domani il fazioso giornale di Firenze non scriverà che eravamo 500 persone sarebbe come dare uno schiaffo alle altre 2000 e più persone.

Corpo mio fatti capanna!!!!!


sabato 12 febbraio 2011

la Firenze siena. pedaggio alla cultura


Bella trovata per far cassa.La Firenze Siena a pagamento, ultima legnata ad una zona della Toscana che ha saputo dopo decenni di abbandono riscattarsi presentando al mondo la bellezza dei suoi borghi, casolari,castelli campagna e tantaltro. La campagna del Chianti fiorentino,dell'alta vald'Elsa e giù oltre Siena è tutta un museo che il mondo ci ammira, perchè accanirsi per tre soldi contro questa risorsa turistica?

Ripropongo.: STRADE BIANCHE


Una strada bianca in Estate, camminare scalzosulla polvere d'argillasotto il caldo sole,sentire il fruscio delle lucertole nei cigli. Ammirare il giallo grano nelle piagge. Presto sarà da trebbiare.Odore di fieno di lupinelle e di ginestre fiorite, nella forra e rose canine.
Cosa può volere di più un uomo che è nato in campagna, che ha visto giorno dopo giorno il trascorrere delle stagioni?
Inverni nelle calde stalle seduto sopra una pressa di paglia a conversare e a preparare i salici per la vigna mentre fuori l'inverno dava tutto di sè.
Come in primavera preparare con cura le prime semine e assistere i primi germogli.Poi l'Autunno con il colore dei pampini che ingialliscono o diventano rossi prima di caderesotto lo sferzare della tramontana.
Poi chiuso dentro fabbriche, ritmi di lavoro estranei al tuo mondo, orari scanditi non dalle stagioni ma dall'uomo che cerca profitti.
Strade bianche: quante ne ho viste scomparire nel nome del progresso e del moderno. una volta ricoperte d'asfalto e percorse da macchine veloci con sopra gente frenetica che non sà cosa vuole.
Bastava uscire di casa ed eri li: strada bianca.
Ora c'è gente che per vederti percorre migliaia di km per stare in tua compagnia.
Strada bianca: in vald'Elsa, nel Chianti,nel senese, nel volterrano in Maremma resisti! e come altri luoghi della regione diventerai patrimonio dell'Unesco perchè sei rara.
Io,che tanto ho camminato sulla tua polvere per tanti anni, mi auguro chetu viva ancora e che qualcuno cammini come ho fatto io sulla tua polvere senza temere. L'argillaè saluteai piedi e li rafforza. Prova anche tù, bambino moderno.

Con questo racconto ho avuto l'onore di vederlo pubblicato nella rivista di poesia e letteratura ATAPUALCA di Firenze.

venerdì 11 febbraio 2011

STORIE DI GUERRA

Quando arrivarono le truppe tedesche cominciarono per i contadini i sequestri di polli, asini cavalli ecc. Tutto quello che c'era da mangiare andava nascosto bene altrimenti arrivavano e ti portavano via tutto,e zitti altrimenti portavano via anche uomini.Questo è risaputo, dovevano nascondere tutto; il bestiame veniva nascosto nelle forra e lì i sequestratori che agivano in pochi non entravano, avevano il terrore dei partigiani, ma a volte li sentivano nitrire, belare, ragliare a secondo le bestie, allora entravano e portavano via.Chi nascondeva un orcio sotterrandolo chi usava per nascondere altri ingegnosi trucchi.
Arriva una colonna di soldati tedeschi per accamparsi in una valletta ma un fosso impedisce loro di passare, subito un maresciallo comanda a due soldati di prendere le accette e di tagliare un grande cipresso, i due ci danno alla grande finchè il grosso cipresso cade, l'intenzione era quella di fare col tronco un ponticello.
cominciano a tagliare i rami del cipresso e sorpresa: un contadino nella chioma del cipresso aveva nascosto un prosciutto.La felicità dei tedeschi fu tanta ballarono, cantarono, il povero contadino assistè da lontano alla fine del suo bel prosciutto.

giovedì 10 febbraio 2011

Rudere nella campagna: Dal racconto.mentre calavo giù da Montaione


......una colonica grande col tetto franato. Guardo, poi dico a Chiara: eccola là; quante vite del mio mondo sono vissute in questa casa! Nascite, matrimoni, morti. Una vita di fatiche, di rinunce; gente umile,. ma orgogliosa di resistere alla fatica, alle intemperie, alle prepotenze di padroni, di fattori guardie; lontani dai paesi, dal medico,dall'ospedale,mercati ecc. Per raggiungere Volterra occorreva mezza giornata di cammino. Ma gente ospitale: bussavi e ti accoglievano a cena, dormivi e al mattino un arrivederci e via.
Alla sera si riunivano a veglia in una casa a giocare a carte o a raccontare -fatti- storie di militare, di trebbiature di parti a vacche durati tutta la notte, storie di fidanzamenti, di matrimoni, di fiere, di eccezionali nevicate ecc...Tanta cultura orale andata perduta nei capannoni della Piaggio di Pontedera..........
Ora passano davanti a questo rudere e questa campagna senza voce turisti stranieri in cerca di tranquillità ..... che un tempo è stata negata ai contadini.....

Storie: il barbagianni e il pettirosso




Sul tetto della mia casa nidificavano molti passeri, ogni due anni un muratore doveva salire sul tetto per ripulirlo da nidi ed escrementi, poi un anno i nidi diminuirono e un giorno un muratore entrato in soffitta del mio vicino fece fuggire due barbagianni.Ecco la risposta alla sparizione dei passeri. E cominciò la coesistenza con quello straordinario e bello uccello notturno. Non era facile la sopportazione dei barbagianni, quando non hanno nascite sono silenziosi, ma quando ci sono piccoli nel nido fanno un rumore rauco e continuo e venendo imbeccati la notte ci voleva molta sopportazione averli vicino alla camera. Ma tutto passava in secondo piano nel vederli volare. Chiamai un un amico, famoso fotografo e l'ha fotografati, come fotografò il nido di pettirosso in una ceppa di ulivo senza minimamente disturbare gli uccelli.
LE FOTO SONO TRATTE DAL LIBRO ATTIMI DI NATURA DI CLAUDIO CALVANI