I più assidui lettori del mio blog si ricorderanno dei paperi che avevo acquistato per i bimbi, e poi uno purtroppo morì. Io e Chiara per non far vedere la mancanza ai bimbi andammo subito al mercato e ne comprammo un'altro e per non far notare la differenza acquistammo anche una anitra. Ebbene sono cresciuti molto, non sono più a casa mia ma dalla bimba : ieri li ho fotografati, guardate come sono cresciuti e venuti belli!
martedì 5 luglio 2011
PAPERI E PAPERA
I più assidui lettori del mio blog si ricorderanno dei paperi che avevo acquistato per i bimbi, e poi uno purtroppo morì. Io e Chiara per non far vedere la mancanza ai bimbi andammo subito al mercato e ne comprammo un'altro e per non far notare la differenza acquistammo anche una anitra. Ebbene sono cresciuti molto, non sono più a casa mia ma dalla bimba : ieri li ho fotografati, guardate come sono cresciuti e venuti belli!
LE ABITUDINI
Oggi se vuoi stare in relazione con il prossimo devi partecipare a cene. Me ne inventano di ogni tipo e per evitarle faccio uno slalon bestiale perchè rifiutare senza essere additato come un solitario, uno spilorcio ecc non è facile, ma io sono fatto così, il cibo mi piace passarlo dal piatto alla bocca in poco tempo e andare al ristorante per ore a masticare lentamente non sono capace, poi star seduto è per mè una inquisizione. Meno male che la pensa così anche mia moglie, perciò ambedue evitiamo cene, cerimonie varie, C'è chi ci ha tenuto il muso per un poco , poi conoscendoci meglio non ci ha più tormentato con matrimoni,onomastici, comunioni cene varie.
Quando non ho più argomenti per rifiutare la butto sullo scherzo: -non posso bere ho mangiare troppo perche andando per sentieri la carreggiata è stretta.......
Diversi anni fà non potei rifiutare una cena fra amici dei ventanni: ci ritrovammo diversi dopo mezzo secolo di vita: chi si era operato tre volte, chi aveva una pancia che gli ci voleva il cartello - carichi sporgenti. Non dico delle donne: sembravano tutte maria addolorata. Chissà come avranno visto mè.
Chi ci vuole bene ci frequenti ma non a tavola.
Nella foto pasto consumato a San Giovanni d'Asso crete senesi a meta escursione, Il baccalà fritto mangiato su uno sperone dei monti pisani.
domenica 3 luglio 2011
MEMORIE: L'INTRECCIO DELLA PAGLIA
Nel passato era il più famoso: il cappello di paglia di Firenze, c'era persino una canzone cantata da Odoardo Spataro, ma di cappelli di paglia ne circolavano moltissimi fra chi lavorava all'esterno in campagna per ripararsi dal sole. E l'industria dei cappelli era fiorente in Toscana, mi ha poi raccontato mia madre che veniva seminato un tipo di grano che produceva uno stelo fine, apposito per cappelli di Firenze cappelli molto eleganti ornati di nastrini, e lei in gioventù-intorno il 1925- era stata al lavoro a zappettare le piccole piantine.
Io mi ricordo che quando ero bambino davanti le case all'ombra gruppi di donne intrecciavano la paglia, per un grossista di Signa- Firenze, il quale le retribuiva un tanto al metro e in base alla larghezza della treccia, naturalmente le dava una miseria di paga.
Per degli anni mio padre vendette la paglia che poi veniva utilizzata per fare cappelli
Il grano doveva essere alla falciatura esente da altre erbe, poi messo con cura con la spiga in alto, alla trebbiatura, rigorosamente a mano, cioè sbattuta facendo attenzione a non rompere la paglia, poi la paglia stessa veniva recisa al primo nodo, c'era poi l'imbiancatura: l'esposizione notturna alla rugiada, la sera esposta, al mattino veniva messa al riparo del sole.
Io all'età di cinque anni già sapevo intrecciare per gioco: la treccia si deve fare in dispari, i fili si possono intrecciare a tre, a cinque a sette, a nove a undici e cosi via. Naturalmente piu fili c'è, più larga è la treccia, la paglia va bagnata prima dell'intreccio per renderla più plastica nell'uso.
Io mi ricordo che quando ero bambino davanti le case all'ombra gruppi di donne intrecciavano la paglia, per un grossista di Signa- Firenze, il quale le retribuiva un tanto al metro e in base alla larghezza della treccia, naturalmente le dava una miseria di paga.
Per degli anni mio padre vendette la paglia che poi veniva utilizzata per fare cappelli
Il grano doveva essere alla falciatura esente da altre erbe, poi messo con cura con la spiga in alto, alla trebbiatura, rigorosamente a mano, cioè sbattuta facendo attenzione a non rompere la paglia, poi la paglia stessa veniva recisa al primo nodo, c'era poi l'imbiancatura: l'esposizione notturna alla rugiada, la sera esposta, al mattino veniva messa al riparo del sole.
Io all'età di cinque anni già sapevo intrecciare per gioco: la treccia si deve fare in dispari, i fili si possono intrecciare a tre, a cinque a sette, a nove a undici e cosi via. Naturalmente piu fili c'è, più larga è la treccia, la paglia va bagnata prima dell'intreccio per renderla più plastica nell'uso.
I SENTIERI CARBONARI
Come tutti i paesi storici sotto le mura in antichità c'erano i sentieri carbonari detti cosi perchè nei giorni di assedio veniva messo legna ardente o carbone per ostacolare il nemico, per poi servirsi di detti sentieri per altri scopi nei giorni di pace. Anche San Miniato aveva i suoi, mantenuti dal passaggio di persone che si recavano nelle campagne. Arrivato il dio auto i sentieri carbonari erano invasi da erbe piante rovi, un peccato non avere una sentieristica sotto le mura.
Un gruppo di cittadini ha formato una associazione per ripulirli e gestirli. Non è stato facile, mesi di lavoro alla domenica mattina, qualcuno il pomeriggio dopo il lavoro e ora i sentieri sotto le mura sud sono percorribili,nelle foto il risultato:
sabato 2 luglio 2011
PADULE DI BIENTINA : fra natura e memoria
Erano diversi giorni che camminavamo in zona, oggi siamo partiti da casa per rifornirci di acqua diuretica sui monti pisani e strada facendo visto il clima fresco abbiamo deciso di camminare in piano. Diversi anni fà visitammo l'oasi del wweff ci piacque molto: ritorniamoci. Abbiamo subito sbagliato strada,ci siamo fermati diversi km prima,ma camminare in quella palude ci si orienta bene, in un'ora di cammino siamo arrivati all'oasi; chiusa,cancelli in pessime condizioni, aria di abbandono. Abbiamo continuato fino al padule ancora sommerso, uno spettacolo unico moltissimi uccelli acquatici, una vegetazione attorno favolosa.
Subito più avanti un breve raccoglimento davanti alla lapide che ricorda i tre militari uccisi dai nazisti. - Leggere la foto- Al ritorno abbiamo fatto un percorso misto con anche un poco di asfalto era lungo ritornare sui nostri passi4,ore e trenta di cammino senza una sosta. Arrivati all'auto breve deviazione per recarsi alla fonte,
venerdì 1 luglio 2011
Sabato mattina
Eccoci quì con le finestre spalancate per fare un ricambio d'aria alle 5 ,35 del mattino a pensare quel poco che farò oggi,prima cosa, la spesa alla coop, che il sabato mattina è quasi un rito. Ci troviamo fra conoscenti, un rapido scambio di battute sia con i commessi che con gli acquirenti, a volte facciamo incontri fra vicini di casa che ci conosciamo da molto ma che non ci incontriamo mai. A volte penso a quanto sia cambiata la vita nella nostra strada. Io abito a metà di una strada che dalla valle conduce al centro storico di San Miniato, paese che sorge sulla collina,due km e in questi due km ci sono poco più di dieci abitazioni, ci conosciamo tutti, siamo da sempre le stesse famiglie, e le stesse persone eccetto il ricambio naturale qualche nato, i morti restano, perchè in questa strada c'è il cimitero, ebbene in 25 anni come sono cambiate le abitudini. Quando ci siamo stabiliti in questa strada in poche settimane uno alla volta i residenti erano venuti a fare conoscenza anche se di vista mi conoscevano tutti, ora dopo 25 anni con le stesse persone eccetto il ricambio a volte ci vediamo anche dopo due anni e quasi sempre alla coop. In così poco tempo abbiamo distrutto semza accorgersi un modo di vivere solidale per passare alla quasi indifferenza. Ora darò una -scorsa- ai vostri blog, poi mi ingozzerò, parole di mia moglie, una tazza di latte, io al mattino non prendo caffè, solo latte e pane che spartisco con trek il mio cane. Non dovrei c'è lo zucchero, ai cani e ai vecchi fà male, ma sono un ghiotto................
SAN MINIATO
E, ma a che livelli di sciacallaggio siamo arrivati?. Quasi tutti i giornali le radio le tv si sono accorti che esiste un comune della provincia di Pisa dal nome San Miniato per un caso personale, discutibile ma circoscritto ad una persona e guarda caso perchè questa persona era attivista pd. Non voglio citare niente del caso, non mi interessa, quello che mi fa schifo è che tutti parlano di San Miniato, fino ad ora era una cittadina quasi ignorata. Nessuno si preoccupa di parlare di quanto è bella questa cittadina e il suo Comune, di quanto è operosa, quì nel comune c'è la capitale del cuoio:Ponte A Egola, è la zona del tartufo bianco, ha un entroterra agricolo e agrituristico di qualità. Nel tempo sono venuti dal sud migliaia di persone subito inserite. E quì si ha una vita di tolleranza con tutti e verso tutti. Questo sciacallaggio per un fatto personale che sarebbe certamente ignorato se certi politicanti pescassero nel torbido.Credo che quì dobbiamo reagire alla nostra maniera ignorarli e continuare il nostro sistema di vita tollerante che ci ha sempre contraddistinto.
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