domenica 25 dicembre 2011
sabato 24 dicembre 2011
auguri a tutti
venerdì 23 dicembre 2011
giovedì 22 dicembre 2011
mercoledì 21 dicembre 2011
I LUOGHI DEI RICORDI
Parole scritte, cubitali, parole scandite da cronisti e pubblicitari,indicano a persone distratte luoghi e posti dove passava tutta la nostra esistenza. La storia ci ha dmenticato,ci ricordano solo nomi che ai giovani fanno sembrare quei luogi magici. Anno dato ai luoghi dove passava la nostra esistenza a ristoranti, locali vari,centri culturali ecc. Nella mia zona c'è: La cantina del prete, il torchio, il giovo, la fornace Pasquinucci,ecc. Bella generazione la mia, ci hanno dimenticati in tutto ma ai luoghi dove faticavamo e avevamo ingiustizie di ogni genere ora si festeggia. Nessuno racconterà come era faticoso torchiare la vinaccia,entrare in un tino a toglierla e rimanere storditi dal gas che sprigionava, e portare barili di vino sulle spalle, salire scale interminabili, raccogliere le olive al freddo e poi fare nottata al frantoio, essere bimbo e mettere sul collo dei buoi il giogo.Essere umiliati da padroni terrieri,fattori e preti. Nessuno racconterà le tristi notti di un fuochista di una fornace, le mani schiantate dal freddo e corrose dal laterizio. Va meglio a chi è andato in guerra almeno lo ricordano come caduto per la patria.
Passo e guardo queste scritte con affetto e con disgusto, vecchio mondo contadino: usato e sfruttato anche nei pochi ricordi.
Passo e guardo queste scritte con affetto e con disgusto, vecchio mondo contadino: usato e sfruttato anche nei pochi ricordi.
martedì 20 dicembre 2011
Ma sono stato bambino?
Come avrete notato non parlo mai di tradizioni,presepi, befane, compleanni, mi stò abituando un poco ora con i nipoti, anche con i figli non ho mai avuto entusiasmi in ricorrenze, mia moglie mi ha sostituito anche in questo, lei sei anni più giovane non ha avuto le privazioni della guerra. Si perchè di tradizioni erano anche nel mio paese ma la guerra prima e i cambiamenti di residenza poi mi hanno negato l'infanzia e l'adolescenza,vivo le feste con distacco. Quando potevo cominciare a giocare l 'ultimo mese di scuola un giovane Maestro ci insegnava come stare nei fossi sotto i bombardamenti, me lo ricordo come ora: ci faceva mettere a testa in giù,le braccia con le mani sotto la pancia per proteggerci dagli spostamenti che le bombe provocavano. Addestramento che durò pochi giorni, la scuola finì e le aule si riempirono di sfollati....La brutta esperienza del rifugio,il terrore, i pidocchi, i pianti dei grandi colpiscono a fondo l'animo di un bimbo. E dopo i giocattoli erano le bombe: le facevamo con l'argilla, e quando le facevamo cadere a terra facevano quel piccolo botto che per noi era una esplosione, Come in tutto il mondo dove è passato la guerra il gioco dei bimbi è uguale, imitare la guerra.
Mi invitano a vedere presepi,ci vado, ma a me non mi dicono niente, non ha fatto parte il presepe della mia infanzia.
Mi invitano a vedere presepi,ci vado, ma a me non mi dicono niente, non ha fatto parte il presepe della mia infanzia.
Cartucce abbandonate
Preciso: non sono un anticaccia, sono semplicemente -uno che non è cacciatore.
In diversi luoghi, dove si appostano i cosiddetti -tiratori al volo, ci sono centinaia di metri sui crinali dove si appostano, distese a terra di cartucce vuote. La legge obbliga di riportarle indietro, ma si sà come da noi si rispettano le leggi. Ieri pomeriggio ho visitato il crinale sopra i calanchi della Brentina, una bellissima foresta con nella parte sud calanchi spettacolari, ebbene fa impressione mentre si cammina nel sentierino vedere, come dimostrerò dalle foto, il terreno tappezzato di cartucce vuote. Ma se dopo avere sparato le raccogliessero,come dice la legge,niente, vanno nelle foresta più bella e spettacolare della zona e fanno i suoi comodi non da ora ma da anni, e nessuno controlla.
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