Nella vita di un lavoratore poche sono le comquiste tante le delusioni. Mi ricordo di una volta che gli operai conciari fecero molti scioperi, vertenza difficile non si sbloccava. Il sindacato dovette fare un accordino che praticamente non otteneva niente e mi ricordo quando in una sala gremita di operai il segretario di zona non sapeva da dove cominciare a spiegare agli operai che l'accordo era quasi una beffa per salvare la faccia.Si avvicinò al migrofono e fece finta di prendere la scossa dicendo una battuta che fece sorridere i presenti alleggerendo la tensione.
Ecco San Remo,che - distoglie il popolino dal lavorio sotto sotto alla chetichella per far dimenticare certi diritti acquisiti in tanti anni di lotte dai lavoratori.
Occhio!! la farfallina di belen è la farfalla della processionaria. Belen è la farfalla che si trasformerà in bruco, la Fornero, POI VI GRATTERETE, E COME VI GRATTERETE!.
domenica 19 febbraio 2012
sabato 18 febbraio 2012
La strada
Sono passati più di trentanni da quando sono tornato su questa collina e dal 1959 quando per salire a San Miniato passai per la prima volta da questa strada. Mi ricordo come fosse adesso, avevo da fare un certificato in comune e passai da questa stradina bianca in ghiaia. Abitavo da pochi mesi giù nella pianura. Andai in bici, la Lambretta l'aveva qualla mattina mio fratello, e notai subito la bellezza del luogo. Appena saliti i tre tornanti brevi la strada spiana subito rimasi incantato dalla bellezza di un uliveto con tanto di cartello-uliveto dimostrativo. Erano gli ulivi di Pozzolino, che poi ho conosciuto,passato la casa sulla sinistra ricomincia la salita e poi loro: tre ulivi secolari dalla chioma maestosa, come non notarli. Molti anni dopo erano i miei, 120 kg di olive tutti gli anni. Ma durò poco. Ecco in cima alla collina nuovi edifici scolastici i pulman passavano male, non potevano scambiarsi, la strada dovette essere allargata e toccò agli ulivi farsi dapparte. Non dormii per tutta la notte, non volli neppure i tronchi.
Ora la strada si presenta bene agli automobilisti:larga, scorrevole, quello che ci vuole per andare veloci, cosa importa se al posto degli ulivi di pozzolino c'è la macchia, al posto dei miei c'e una siepe? basta che il traffico scorra.
Ora la strada si presenta bene agli automobilisti:larga, scorrevole, quello che ci vuole per andare veloci, cosa importa se al posto degli ulivi di pozzolino c'è la macchia, al posto dei miei c'e una siepe? basta che il traffico scorra.
venerdì 17 febbraio 2012
IL MONTE FUMAIOLO racconto
Arriviamo ai piedi della salita dopo un lungo viaggiare dal Valdarno,alla Consuma, attraversato il Casentino, giù in Romagna. Ora l'auto sale verso Balze. Non eravamo stati mai in questi luoghi, abbiamo deciso divenire quassù attirati dalla altitudine del campeggio, 1100 mt e dalla sorgente del Tevere.
Ma appena siamo arrivati in paese abbiamo visto che era un posto speciale.Costruito esposto a sole, riparato dai venti del nord da enormi rocce, molto grande per essere un paese di montagna.Siamo saliti ancora un km e siamo al campeggio. Dopo avere piazzato la tenda ci siamo incamminati costeggiando il Tevere, un rigagnolo,dopo poche centinaia di metri lasciamo la strada persalire fra faggi alla sorgente del Tevere. Continuiamo in salita e giungiamo di nuovo sulla strada ad un grande parcheggio, andiamo a sinistra e dopo poco siamo in vetta. Niente di eccezionale la vetta del Fumaiolo. la vegetazione impedisce la visibilità. Pranziamo al fresco di un faggio e poi ridiscendiamo fino al campeggio.
Lasciati gli zaini e dopo un riposo in tenda ci siamo incamminati verso il paese. Non sappiamo spiegarci come un posto così bello non avevamo sentito nominare.
C'è animazione in paese, è fine Luglio e come tutti i paesi di montagna in Estate c'è gente, diversi come noi turisti, ma i più sono i paesani che partiti per la piana in Estate ritornano in paese dove hanno lasciato casa, genitori, parenti, e tanti amici. Tutti insieme rigenerano il paese con iniziative varie. Noi due, con Trek ai piedi, seduti al bar con piacere vediamo la gente salutarsi, contenti di essere di nuovo insieme. Vediamo i bimbi correre liberi per le vie del paese senza traffico inventarsi giochi. Come era bella un tempo la libertà che avevano i bambini!, quanto è negato ai bambini dalla vita programmata di oggi:dopo la scuola. ginnastica, musica, danze, ed altro programmate dai grandi.Comincia a scurire, disse Chiara, ho sonno e c'è da risalire al campeggio. La mattina dopo ci alzammo e fuori la tenda era freddo, facemmo colazione e dopo scambiammo due parole con i vicini di tenda tutti Romagnoli.Preparati gli zaini e sù in cammino e alla sorgente del Tevere facemmo provvista di acqua. Risaliamo in parte il sentiero del giorno precedente per poi andare a destra. Saliamo fra enormi piante di faggio e abete e in poco tempo raggiongiamo un rifugio in cima al monte poi iniziamo a percorrere una larga via dove in inverno fanno scì di fondo. Molto bella questa pista, si procede per qualche km quasi in pari a semicerchio fino alla strada per San Piero di Romagna, quì il panorama si apre sino giù alla valle, Ritorniamo indietro e ritorniamo vicino il rifugio, e prendiamo un sentiero in leggera discesa dentro una faggeta stupenda. Per noi il faggio è la pianta più bella che troviamo in montagna. Il faggio è una pianta imponente che non lascia crescere piante da sottobosco, ha un fogliame spesso ma lascia filtrare luminosità, sotto i faggi c'è fresco ma mai scuro.Entri in una faggeta immensa e hai l'impressione di essere in un luogo amico. Sosta pranzo, un riposino e di nuovo in cammino. Dopo un'ora che camminiamo in questa splendida foresta, sempre in leggera discesa, udiamo il suono di una campana. Sembra vicina ma nel silenzio del bosco tutto è falsato. Camminiamo ancora dieci minuti prima di scendere in una valletta dove al centro c'è un romitorio. Che posto! che meraviglia, la chiesetta è circondata da tre lati dal monte, intorno faggi secolari. All'interno si sente pregare, non entriamo per non disturbare. Osserviamo dall'esterno questo luogo di pace. Ci sediamo su una panchine di pietra, come stiamo bene,mi viene alla mente un vecchio detto: dove stà preti frati e monache non c'è ne caldo e ne freddo.Dal romitorio una mulattiera fra i faggi ci riconduce in breve a Balze, attraversato il paese risaliamo al campeggio. Ci alziamo il mattino dopo e ci incamminiamo verso Balze e scendiamo ad est e per strada fino al poggio dei Tre Vescovi, poi torniamo in paese per comperare del cibo caldo che mangiamo subito fuori il paese.Appena fuori Balse andiamo senza sapere dove, in una strada in salita verso un monte, in diretta, molto ripida e farla a- stomaco piano fù più dura. La stradella finisce e diventa un sentiero con sulla sinistra il filo spinato del pascolo. Finisce il bosco e iniziano dei prati con mucchi di faggi, non è più dura la salita, ora si scende in una cunetta per risalire ripidi e finalmente in vetta.Che meraviglia! sotto di noi la Romagna montana con i suoi calanchi e piagge a vista dìocchio, sotto di noi diversi borghi e la campagna aspra. Si vede il monte Feltro, il monte Carpegna, il sasso di Simone, l'Alpe della Luna,a sud il monte Penna, Poggio Scali e tutte le foreste Casentinesi fino al monte Falco.Da un panorama così non verresti via più,,,, Dietro i monti Marchigiani un temporale pomeridiano si allontana verso l'Adriatico.
Come è stato bello visitare questi luoghi, ma è ora di ritornare a casa:galline,orto ci reclamano......
Dopo del tempo vado in biblioteca e come sempre guardo nella bacheca delle novità, noto un libro, dal titolo: All'ombra del Cerro, di Silvia Di Natale, lo prendo e quando incomincio a leggerlo scopro che la trama parla della lotta partigiana nella zona di Balze Balze.Quì nel 1944 c'era la linea gotica, furono battaglie, rastrellamenti crudeltà, paesi incendiati. Nomina i luoghi da noi visitati: il Romitorio, il poggio dei tre Vescovi ecc.
Ecco,dopo avere letto quel libro tutto si trasforma. il monte Fumaiolo, Balze,cambiano aspetto, non è più per mè un luogo, uno dei tanti luoghi turistici che ho visitato apprezzando l'ambiente:rocce, calanchi boschi che ti lasciano ricordi piacevoli col tempo dimenticati, il Fumaiolo diventa storia.
Se un giorno tornassi in quei luoghi, rivivrei nella mia mente le vicende lette in quel libro. Immaginerei quanto sia stato duro combattere con la fame, il freddo,con le tante crudeltà dei nazifascisti in quei luoghi e quanto hanno dato quelle genti per la nostra libertà.
Ma appena siamo arrivati in paese abbiamo visto che era un posto speciale.Costruito esposto a sole, riparato dai venti del nord da enormi rocce, molto grande per essere un paese di montagna.Siamo saliti ancora un km e siamo al campeggio. Dopo avere piazzato la tenda ci siamo incamminati costeggiando il Tevere, un rigagnolo,dopo poche centinaia di metri lasciamo la strada persalire fra faggi alla sorgente del Tevere. Continuiamo in salita e giungiamo di nuovo sulla strada ad un grande parcheggio, andiamo a sinistra e dopo poco siamo in vetta. Niente di eccezionale la vetta del Fumaiolo. la vegetazione impedisce la visibilità. Pranziamo al fresco di un faggio e poi ridiscendiamo fino al campeggio.
Lasciati gli zaini e dopo un riposo in tenda ci siamo incamminati verso il paese. Non sappiamo spiegarci come un posto così bello non avevamo sentito nominare.
C'è animazione in paese, è fine Luglio e come tutti i paesi di montagna in Estate c'è gente, diversi come noi turisti, ma i più sono i paesani che partiti per la piana in Estate ritornano in paese dove hanno lasciato casa, genitori, parenti, e tanti amici. Tutti insieme rigenerano il paese con iniziative varie. Noi due, con Trek ai piedi, seduti al bar con piacere vediamo la gente salutarsi, contenti di essere di nuovo insieme. Vediamo i bimbi correre liberi per le vie del paese senza traffico inventarsi giochi. Come era bella un tempo la libertà che avevano i bambini!, quanto è negato ai bambini dalla vita programmata di oggi:dopo la scuola. ginnastica, musica, danze, ed altro programmate dai grandi.Comincia a scurire, disse Chiara, ho sonno e c'è da risalire al campeggio. La mattina dopo ci alzammo e fuori la tenda era freddo, facemmo colazione e dopo scambiammo due parole con i vicini di tenda tutti Romagnoli.Preparati gli zaini e sù in cammino e alla sorgente del Tevere facemmo provvista di acqua. Risaliamo in parte il sentiero del giorno precedente per poi andare a destra. Saliamo fra enormi piante di faggio e abete e in poco tempo raggiongiamo un rifugio in cima al monte poi iniziamo a percorrere una larga via dove in inverno fanno scì di fondo. Molto bella questa pista, si procede per qualche km quasi in pari a semicerchio fino alla strada per San Piero di Romagna, quì il panorama si apre sino giù alla valle, Ritorniamo indietro e ritorniamo vicino il rifugio, e prendiamo un sentiero in leggera discesa dentro una faggeta stupenda. Per noi il faggio è la pianta più bella che troviamo in montagna. Il faggio è una pianta imponente che non lascia crescere piante da sottobosco, ha un fogliame spesso ma lascia filtrare luminosità, sotto i faggi c'è fresco ma mai scuro.Entri in una faggeta immensa e hai l'impressione di essere in un luogo amico. Sosta pranzo, un riposino e di nuovo in cammino. Dopo un'ora che camminiamo in questa splendida foresta, sempre in leggera discesa, udiamo il suono di una campana. Sembra vicina ma nel silenzio del bosco tutto è falsato. Camminiamo ancora dieci minuti prima di scendere in una valletta dove al centro c'è un romitorio. Che posto! che meraviglia, la chiesetta è circondata da tre lati dal monte, intorno faggi secolari. All'interno si sente pregare, non entriamo per non disturbare. Osserviamo dall'esterno questo luogo di pace. Ci sediamo su una panchine di pietra, come stiamo bene,mi viene alla mente un vecchio detto: dove stà preti frati e monache non c'è ne caldo e ne freddo.Dal romitorio una mulattiera fra i faggi ci riconduce in breve a Balze, attraversato il paese risaliamo al campeggio. Ci alziamo il mattino dopo e ci incamminiamo verso Balze e scendiamo ad est e per strada fino al poggio dei Tre Vescovi, poi torniamo in paese per comperare del cibo caldo che mangiamo subito fuori il paese.Appena fuori Balse andiamo senza sapere dove, in una strada in salita verso un monte, in diretta, molto ripida e farla a- stomaco piano fù più dura. La stradella finisce e diventa un sentiero con sulla sinistra il filo spinato del pascolo. Finisce il bosco e iniziano dei prati con mucchi di faggi, non è più dura la salita, ora si scende in una cunetta per risalire ripidi e finalmente in vetta.Che meraviglia! sotto di noi la Romagna montana con i suoi calanchi e piagge a vista dìocchio, sotto di noi diversi borghi e la campagna aspra. Si vede il monte Feltro, il monte Carpegna, il sasso di Simone, l'Alpe della Luna,a sud il monte Penna, Poggio Scali e tutte le foreste Casentinesi fino al monte Falco.Da un panorama così non verresti via più,,,, Dietro i monti Marchigiani un temporale pomeridiano si allontana verso l'Adriatico.
Come è stato bello visitare questi luoghi, ma è ora di ritornare a casa:galline,orto ci reclamano......
Dopo del tempo vado in biblioteca e come sempre guardo nella bacheca delle novità, noto un libro, dal titolo: All'ombra del Cerro, di Silvia Di Natale, lo prendo e quando incomincio a leggerlo scopro che la trama parla della lotta partigiana nella zona di Balze Balze.Quì nel 1944 c'era la linea gotica, furono battaglie, rastrellamenti crudeltà, paesi incendiati. Nomina i luoghi da noi visitati: il Romitorio, il poggio dei tre Vescovi ecc.
Ecco,dopo avere letto quel libro tutto si trasforma. il monte Fumaiolo, Balze,cambiano aspetto, non è più per mè un luogo, uno dei tanti luoghi turistici che ho visitato apprezzando l'ambiente:rocce, calanchi boschi che ti lasciano ricordi piacevoli col tempo dimenticati, il Fumaiolo diventa storia.
Se un giorno tornassi in quei luoghi, rivivrei nella mia mente le vicende lette in quel libro. Immaginerei quanto sia stato duro combattere con la fame, il freddo,con le tante crudeltà dei nazifascisti in quei luoghi e quanto hanno dato quelle genti per la nostra libertà.
FINALMENTE!
Era ora, da ieri ho riposto l'ascia, non l'ascia di guerra, ma una ascia piccola che tenevo vicino al pollaio per rompere il ghiaccio all'abbeveratoio delle galline, da ieri dicevo niente ghiaccio ma solo una brina, e stamani finalmente + uno.L'ultima neve che stazionava dove il vento l'aveva ammucchiata si è sciolta. Per la verità non ne è venuta molta quì a san Miniato,un 15 cm ma il gelo l'ha conservata fino a ieri.
Il podere sembra spoglio dopo tanto gelo ma a prima vista sembra che gli olivi non ne abbiano sofferto, i nespoli che erano fioriti li ha fulminati,ma ha resistito l'insalata, le fave hanno abbassato la testa ma spero si riprendano.E noi inperterriti abbiamo camminato tutti i giorni, ma pochi km integrando un poco di movimento con la ciclette. Sono rimasto in silenzio per diversi giorni a causa di problemi al compiuter.
Il podere sembra spoglio dopo tanto gelo ma a prima vista sembra che gli olivi non ne abbiano sofferto, i nespoli che erano fioriti li ha fulminati,ma ha resistito l'insalata, le fave hanno abbassato la testa ma spero si riprendano.E noi inperterriti abbiamo camminato tutti i giorni, ma pochi km integrando un poco di movimento con la ciclette. Sono rimasto in silenzio per diversi giorni a causa di problemi al compiuter.
domenica 12 febbraio 2012
Dietro la siepe
Io come sapete non ho studio,quello che sò in fatto di tempo e clima ed è pochissimo, lo devo alle osservazioni, e per molti anni lavorando in campagna e abitando in campagna si osserva, e si memorizza. Io abito nel Valdarno inferiore FRA Empoli e Pontedera. Zona fredda e in parte umida ma in parte protetta dalle correnti fredde da nord est: intendiamoci, la tramontana soffia e come ma difficilmente porta la neve. C'è un detto Toscano che dice: non nevica mai bene se dalla Corsica non viene. Sì perchè se il nuvolo arriva col zero gradi e viene da occidente può venire una nevicata grande, poi se dopo arriva la tramontana e gela può creare problemi. Ma come è avvenuto ora che il freddo viene direttamente da est nord est difficilmente nevica tanto. Le notizie delle nevicate eccezionali nella Toscana orientale e meridionale io le spiego con l'abbassamento di altitudine degli appennini. E noi che abbiamo davanti a farci da - siepe-la catena più alta degli appennini siamo protetti dall'afflusso diretto delle correnti siberiane.
Nella foto di repertorio innevati vediamo gli appennini settentrionali dal Cimone al Rondinaio.
venerdì 10 febbraio 2012
Ricordi: Mario
Si può dare dell'ignorante a chi bestemmia? Certo che oggi sì,ma un tempo quando la fatica ti stremava,la cultura era terra terra, non dico che bestemmiare era una cosa bella, ma si poteva anche capire,poi c'erano personaggi che bestemmiare era il loro linguaggio: una parola e tre moccoli- bestemmie-! Ne ho conosciuti diversi che quando, diciamo si accaloravano erano moccoli, Mario era uno di quelli,tre moccoli una parola, poi non poteva vedere i preti, bastava nominarli che cominciava col dire: col meglio, ammazzerei il peggio. Ma il papa? ci farei tanta soppressata e giù maccoli. Una mattina caldissima venne a chiamarmi: vieni con me, andiamo a cercare nidi di rigogolo. Il rigogolo, bellissimo uccello dal piumaggio giallo nidifica nei tronchi scavi. Mario cercava salici e infilava la mano negli scavi incurante di ramarri che saettavano fra le mani di Mario e lui giù moccoli, ne diceva dei buffi che avrebbero fatto ridere anche un prete. Due ore a cercare nidi, tanti ramarri e lucertole ma nidi niente, e mentre si attraversava i filari, moccoli.Abitava col fratello sposato e la madre. Sia la madre che la cognata erano molto religiose. Ma quando muoi ce lo voi il prete, le dicevamo per farlo arrabbiare, risortirei dalla bara per rincorrerlo e giù moccoli.
Morì investito da un'auto, la cognata le fece lo spregio più grosso,il funerale col prete.Era un uomo modestissimo, ma bravo con tutti,aveva un vizietto, smoccolava, c'è chi fa di peggio e non bestemmia: ruba al prossimo.
Morì investito da un'auto, la cognata le fece lo spregio più grosso,il funerale col prete.Era un uomo modestissimo, ma bravo con tutti,aveva un vizietto, smoccolava, c'è chi fa di peggio e non bestemmia: ruba al prossimo.
L'orologio canino
Come scrissi tempo fà dopo la morte di Trek mia figlia vedendoci abbattuti in segreto andò ad un allevamento di cani prese un cucciolo e lo portò.
Vedemmo arrivare all'imbrunire la macchina, scese con un cucciolo in braccio e disse:- a Roma quando muore un papa ne fanno un altro- ci mise in casa questo cagnetto. Mi arrabbiai perchè avevamo deciso di non metterne più.Poi un cane di razza?. Dove lo facciamo dormire? primo problema, per ora in casa , ma se abbaia,i vicini?. Decisione: nella cuccia sotto il letto. E quì è rimasto, e come si comporta bene, è educato non fà bisogni indesiderati se non fuori; ho è di razza inglese! Ma un difetto lo ha! alle 5, 30 precise emette uno sbadiglio talmante rumoroso che è meglio alzarsi per non sentirne altri. Niente di brutto io a quall'ora sono già sveglio,l'unico problema è in questi giorni di freddo accompagnarlo fuori.
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