Nel mondo contadino toscano fino a gli anni venti, e in qualche caso fino al 1930 quando uno si sposava doveva la donna avere l'obbligo morale essere vergine, ma si sà come dice il proverbio: cazzo dritto non vuol consigli, molte volte non lo era, e i detti, i sussurri circolavano su certe cose e allora come per burla gli amici, mentre gli sposini andavano a letto per la prima volta, ma si mormorava che la -consumazione- era avvenuta in altre occasioni mettevano in atto una burla:puntellavano la casa esternamente con oggetti vari per farla reggere -l'urto......: prima cosa in silenzio venivano portati i carri agricoli di tutto il vicinato poi issati e appoggiati alla casa.Tutta la notte era un viavai di carri trainati non da buoi ma da 7, 8 persone.A fine -lavoro- chi era nell'interno della casa poteva uscire solo dalla finestra. Non è che quelli dentro non sentissero ma stavano al gioco, anche loro lo avevano fatto ad altri.
Al mattino tardi era tutto un viavai di coppie di buoi col contadino sorridente a riprendersi il suo carro. Nessuno era statO a fare questo. E alla sera tutti invitati con vinsanto e cantuccini. Nell'occasione le battute sull'argomento non mancavano.
Naturalmente erano sulla suocera che a matrimonio avvenuto cessava il compito ingrato di- conservare la figlia vergine e nello stesso tempo quando veniva il fidanzato doveva controllare magari da -esperta- chiudere un'occhio per permettere delle concessioni........
venerdì 13 aprile 2012
mercoledì 11 aprile 2012
PIOGGIA,FINALMENTE!
Da ieri il tempo ha messo giudizio, dopo prove e -spisciacchiate- varie che toglievano appena la polvere, da ieri mattina piove a intervalli ma in 24 ore ne è venuta di pioggia - fresca è buona- come chiedevano nel passato quando usava dire messe propiziatorie. E stamattina la campagna è trasformata, sembra che si sia vestita a festa. E come dice il proverbio: Aprile ogni gocciola mille lire.... peccato che c'è l'euro, quindi i benefici i contadini ne vedranno pochi, ma si sà chi lavora la terra è una fabbrica all'aperto poche volte va bene, molte altre no.Speriamo che continui a piovere ma non grandini, già una grandinata sicura gle la danno le banche e il governo.
martedì 10 aprile 2012
DOPO LA NOIA DELLE FESTE, CHE BELLEZZA!....
Stamattina cielo quasi sereno, via liberi da feste e noia, in cammino. In quanto si dice parcheggiamo a San Rocco di Larciano famoso per il ciclismo. quì abita Nibali il vincitore della Vuelta. Ma benchè appassionato di ciclismo ero lì per fare una escursione. Siamo saliti a Larciano e vedrete dalle foto che meraviglia è il castello dei conti Guidi e che ambiente è il Montalbano.Poi attraverso stradine e sentieri siamo arrivati a San Baronto, il santo protettore dei ciclisti, non c'è corsa ciclistica in zona che non salga il San Baronto, non per i sentieri che abbiamo percorso noi fra olivete splendide. E lasciatemelo dire: quì gli olivi li lavorano e bene, sono a terrazzi come in altre zone montane ma cesellati da potatori artisti e benchè a terrazzamenti non si sono lasciati andare a potature nane per la raccolta meccanica. E fuori dalla zona residenziale facendo il sentiero 0-0 del Montalbano due km in alto con un panorama a nord gli appennini, sotto di noi la piana con Pistoia, Prato e in lontananza Firenze. Nel lato sud Montecatini, e la immensa visualità dalla piana di Lucca, la immensa palude di Fucecchio. la catena dei monti pisani e giù fino a Livorno, e tutto intorno olivi maestosi, mi sentivo piccino come potatore nel vedere queste grandi piante cesellate.... a confronto i miei olivi piangono.........Un poco di tempo in raccoglimento dove è morto Franco Ballirini il grande campione e grande c.t della nazionale ciclismo. Discesa su Cecina, da non confondersi con l'altra omonima in provincia di livorno, questa Cecina è una frazioncina del comune di Larciano, piccola ma una chicca. e da li in tre km sono ritornato alla macchina.Concludo con un detto toscano: SONO STATO ALLA FESTA A SAN BARONTO. OGGI GODO, MA DOMANI LA SCONTO.
lunedì 9 aprile 2012
E LA PASQUA è PASSATA
E'da sempre, provo sollievo quando le feste sono terminate, non sono persona per cose scontate o per cerimonie, io sono a mio agio quando sono attivo nella vita di tutti i giorni. Domani ripartirò non sò ancora come, o con la zappa in mano o in cammino. Poi la triste notizia della morte di Miriam Maffai mi ha dato il colpo di grazia ad una giornata passata fra sbadigli e noia.
domenica 8 aprile 2012
Forza che ce la fai
C'erano dei rovi e due viti e un salice abbandonati in quel ciglio con una piana esposta a sole. Quando la vidi dissi fra mè: ecco un bel posticino per avere primizie in primavera, tolsi le viti e i rovi e a fine lavoro ecco una pianetta di pochi metri quadrati riparata dai venti freddi da nord e dal maestrale. Subito dopo averla vangata vi inpiantai l'insalata ma l'acqua era lontana. In un ciglio vicino pochi metri vidi la terra umida scavai e per incanto cominciò a sgorgare delle gocce di acqua, Culo, ai culo Maresco, dissi fra me, subito scavai il terreno e vi misi un deposito prefabbricato. Dopo due giorni era pieno. Da allora da Ottobre a Giugno ho acqua abbastanza per innaffiare le culture primaverili. Questa terribile siccità non ha permesso alla sorgente di essere alimentata, solo poche gocce la notte poi niente,devo portare l'acqua da casa trecento metri.E 15 giorni fà neanche la notte ha prodotto acqua: sembrava morta.
Sono passato questo pomeriggio e dopo qualche tentativo di pioggia, appena bagnata la polvere, ma essendo il cielo coperto, ha ridato vita alla sorgente: ogni tanto cade una goccia nel deposito come per dire: vivo ancora. Chi ama la campagna ama tutto, ogni cosa che scompare è una ferita. Sembrerò patetico ma quante ferite viene fatto all'ambiente costruendo ferrovie, strade case, senza pensare a quello che scomparirà e non tornerà più?
Sono passato questo pomeriggio e dopo qualche tentativo di pioggia, appena bagnata la polvere, ma essendo il cielo coperto, ha ridato vita alla sorgente: ogni tanto cade una goccia nel deposito come per dire: vivo ancora. Chi ama la campagna ama tutto, ogni cosa che scompare è una ferita. Sembrerò patetico ma quante ferite viene fatto all'ambiente costruendo ferrovie, strade case, senza pensare a quello che scomparirà e non tornerà più?
sabato 7 aprile 2012
PASQUA: SETTANTA ANNI DOPO.
Si a Pasqua settanta anni fà si aspettava nonno Giulio che arrivava a piedi, non aveva altri mezzi di trasporto, e arrivava. si faceva i bei 4 km dopo avere assistito alla prima massa, rito interrotto quando il papa scomunicò i comunisti, da allora pregava ma in chiesa non ci andò più. Ebbene settanta anni dopo non mi sarei mai aspettato con tutto il moderno che c'è nei trasporti di sentirmi dire da mio figlio che abita a Bologna, lì a due passi,che non può venire col figlio piccolo rischia le lunghe file, si rishia di rimanere bloccati ore.....
Nonno Giulio arrivava puntuale a piedi, ora parti ma non sai quando arrivi. Ora anche il sentiero che percorreva nonno è interrotto per la costruzione di una nuova supestrada che poi rimarra bloccata e ce ne vorrà un'altra. Avanti col progresso? ma quale progresso? io non lo vedo.
BUONA PASQUA!
Nonno Giulio arrivava puntuale a piedi, ora parti ma non sai quando arrivi. Ora anche il sentiero che percorreva nonno è interrotto per la costruzione di una nuova supestrada che poi rimarra bloccata e ce ne vorrà un'altra. Avanti col progresso? ma quale progresso? io non lo vedo.
BUONA PASQUA!
FRA COLLINE E RICORDI
Domani è Pascua sarà bene oggi fare una bella passeggiata, pranzo alle 11 un quarto a mazzogiorno eravamo a parcheggiare l'auto in fondo la salita verso Coiano, una fattoria castello con la pieve, una delle più famose sulla Francigena.
Subito in salita ma era fresco e cadeva qualche goccia di pioggia. Una volta a Coiano, anche per camminare tranquilli con Bat libero, ci siamo incamminati sulla via Francigena,ma con l'intento di passare da Collepatti una collina bellissima proprio sopra il paese del -poeta sulle 23- E al Castellare,una casa storica ma ora un rudere, a sinistra nel bosco e qiù sulla sella della collina da dove inizia la salita verso Collepatti. Giunti in cima al colle ci siamo seduti a contemplare il panorama bello delle colline della vald'Elsa sù fino a Gambassi terme e in lontananza le torri di San Gimignano. Bella la collina brutto è l'abbandono totale, eppure Collepatti era un castello seppur piccolo, era sul confine orientale di San Miniato, lo stemma di Collepatti è lì nella sala del consiglio comunale,vi vivevano e coltivavano la collina diverse famiglie di mezzadri che nel 1944 ospitarono una brigata partigiana.
La ingordigia degli agrari fece spopolare la collina fino all'abbandono.
Disceso in Vallese e per una strada bianca in ghiaia- via Chimenti, sono ritornato a Coiano e proprio mentre passavo sotto la Pieve ho incontrato un numeroso gruppo di camminatori di diverse parti d'Italia, i quali si sono presentati come camminatori e non pellegrini. Anche essi facevano a tappe Lucca- Siena. Avevano da raggiungere Gambassi Terme,ancora tre ore di cammino.
Proprio una bella e fresca camminata,e domani riposo.
Subito in salita ma era fresco e cadeva qualche goccia di pioggia. Una volta a Coiano, anche per camminare tranquilli con Bat libero, ci siamo incamminati sulla via Francigena,ma con l'intento di passare da Collepatti una collina bellissima proprio sopra il paese del -poeta sulle 23- E al Castellare,una casa storica ma ora un rudere, a sinistra nel bosco e qiù sulla sella della collina da dove inizia la salita verso Collepatti. Giunti in cima al colle ci siamo seduti a contemplare il panorama bello delle colline della vald'Elsa sù fino a Gambassi terme e in lontananza le torri di San Gimignano. Bella la collina brutto è l'abbandono totale, eppure Collepatti era un castello seppur piccolo, era sul confine orientale di San Miniato, lo stemma di Collepatti è lì nella sala del consiglio comunale,vi vivevano e coltivavano la collina diverse famiglie di mezzadri che nel 1944 ospitarono una brigata partigiana.
La ingordigia degli agrari fece spopolare la collina fino all'abbandono.
Disceso in Vallese e per una strada bianca in ghiaia- via Chimenti, sono ritornato a Coiano e proprio mentre passavo sotto la Pieve ho incontrato un numeroso gruppo di camminatori di diverse parti d'Italia, i quali si sono presentati come camminatori e non pellegrini. Anche essi facevano a tappe Lucca- Siena. Avevano da raggiungere Gambassi Terme,ancora tre ore di cammino.
Proprio una bella e fresca camminata,e domani riposo.
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