Siamo in vald'Era a meta strada fra Pontedera e Volterra una zona dalle colline dolci e da paesaggi splendidi. Terricciola piccolo paese costruito su una collina di tufo con il versante sull'Era tutto vigne e olivi, l'altro versante sulla valle del Cascina piaggioni immensi dove scorre questo fiume che un tenpo finiva in Arno vicino Pisa dando il nome alla città del mobile, ora deviato nell'Era all'altezza di Ponsacco.
Tufouguale Etruschi, qui la staria si perde negli anni poi il medioevo e le disputa fra Pisa eFirenze lo dimostra lo stemma del comune: meta croce pisana e metà giglio fiorentino e pianta di olivo:
come ti affacci dalla terrazza panoramica c'è un panorama da mozzafiato
Coltivati a cereali e pascoli i territori a sud del paese
venerdì 7 giugno 2013
venerdì 31 maggio 2013
MONTE CASTELLARE
Avremo fatto come quel boscaiolo di Castelnuovo d'Elsa che per risparmiare un centesimo si recò a San Miniato a piedi perdendo la giornata per comperare un pennato?
Così ieri mattina io e Chiara siamo andati a comperare un paio di sandali a Navacchio vicino Pisa. Ma noi più che del risparmio ci attirava, dopo l'acquisto il monte Castellare li vicino. Arrivati ad Asciano subito in cammino.
Giunti alla chiesa subito a sinistra per la valle, un gruppo di case dove inizia il parco Monte Castellare. Esubito si sale, bello il restauro dei muretti che l'ente parco ha realizzato di recente. Pochi minuti e siamo in cima: grande panorama su San Giuliano e giù fino al mare. Poi in pari verso villa Boniascki. Ora rudere questa villa la costruì nel 1872 un ricco esule polacco che precedentemente acquistò parte del monte impiantando olivi e viti, facenedoci la attuale strada, poi alla morte del Boniaski tutto è rimasto abbandonato, resta il fascino della collina da dove si gode un panorama eccezionale anche su Pisa. Tornati indietro abbiamo preso il sentiero per il passo di dante. bella e il km,mezzo che ci separa dal passo dove è il monumento a Dante Alighieri Dopo il passo di Dante andiamo verso la parte alta del monte pisano, lasciamo il Castellare e la vegetazione cambia: pini. corbezzoli e soprattutto sugheri. Saliamo inun lungo sentiero fra sughere e corbezzoli, nella parte più alta un punto ristoro. E da qui inizia una lunghissima discesa su asciano, prima bosco, poi olivi Dopo questi giganti olivi siamo in vista di Asciano. Ecamminando se ne vede cose strane: E con questa strana signora che ci guarda scendiamo ad Asciano e ripartiamo felici per avere -risparmiato- a comperare i sandali, e camminato sul percorso più bello dei monti pisani
Così ieri mattina io e Chiara siamo andati a comperare un paio di sandali a Navacchio vicino Pisa. Ma noi più che del risparmio ci attirava, dopo l'acquisto il monte Castellare li vicino. Arrivati ad Asciano subito in cammino.
Giunti alla chiesa subito a sinistra per la valle, un gruppo di case dove inizia il parco Monte Castellare. Esubito si sale, bello il restauro dei muretti che l'ente parco ha realizzato di recente. Pochi minuti e siamo in cima: grande panorama su San Giuliano e giù fino al mare. Poi in pari verso villa Boniascki. Ora rudere questa villa la costruì nel 1872 un ricco esule polacco che precedentemente acquistò parte del monte impiantando olivi e viti, facenedoci la attuale strada, poi alla morte del Boniaski tutto è rimasto abbandonato, resta il fascino della collina da dove si gode un panorama eccezionale anche su Pisa. Tornati indietro abbiamo preso il sentiero per il passo di dante. bella e il km,mezzo che ci separa dal passo dove è il monumento a Dante Alighieri Dopo il passo di Dante andiamo verso la parte alta del monte pisano, lasciamo il Castellare e la vegetazione cambia: pini. corbezzoli e soprattutto sugheri. Saliamo inun lungo sentiero fra sughere e corbezzoli, nella parte più alta un punto ristoro. E da qui inizia una lunghissima discesa su asciano, prima bosco, poi olivi Dopo questi giganti olivi siamo in vista di Asciano. Ecamminando se ne vede cose strane: E con questa strana signora che ci guarda scendiamo ad Asciano e ripartiamo felici per avere -risparmiato- a comperare i sandali, e camminato sul percorso più bello dei monti pisani
domenica 26 maggio 2013
PICCOLO, E BELLO!
venerdì 24 maggio 2013
95, MA QUANTA VITALITA'
E come ho scritto in precedenza sono andato a trovare: il cantastorie più vecchio d'Italia, Più vecchio? una sega! si direbbe ascoltandolo, ha una vitalità, una freschezza, lui che ha attraversato tutti questi anni seguendo la poesia, il buonumore,trasmettendo a noi cultura quella vera- l'orale- sempre disposto ad ascoltare la gente con una gentilezza rara ai giorni nostri. Mi ha presentato suo figlio anche esso di una cultura e di una gentilezza pari al padre.Si entra in quella casa museo dove tutto è semplice e tutto ti sbalordisce per i tanti oggetti ricordo, i capolavori fatti dal figlio in materie riciclate, il mandolino, le chitarre, carion fatti con cose buttate diventate capolavori. E le tante poesie scritte nel tempo, i ricordi di guerra, lui che ha parlato con la regina Elisabetta in Affrica in dialetto di Londra e la regina, allora principessa, le chiese chi erano i suoi genitari quando torno a Londra li vado a salutare. ma principessa! sono Italiano! Questo è Leonetto Cantini. Mi ricordo una sua battuta nel 47: tornava da caccia le dissi: hai preso qualcosa? mi rispose serio: macchè. Non sò come mai,sparo ai fagiani e vanno via: ho i fagiani vanno più veloci dei pallini, o i pallini vanno più piano dei fagiani.
E nel finale chitarra il figlio e lui il mandolino e giù vecchi motivi.
Sono uscito da quella casa come da un sogno! Noi poveri diavoli chi siamo?
, Niente! passiamo il tempo a rincorrere le bollette e il fumo del moderno...... grazie Maestro Brunetto, TI RINGRAZIO ANCORA PER AVERMI INSEGNATO ANCORA COME SI DOVREBBE VIVERE!
E nel finale chitarra il figlio e lui il mandolino e giù vecchi motivi.
Sono uscito da quella casa come da un sogno! Noi poveri diavoli chi siamo?
, Niente! passiamo il tempo a rincorrere le bollette e il fumo del moderno...... grazie Maestro Brunetto, TI RINGRAZIO ANCORA PER AVERMI INSEGNATO ANCORA COME SI DOVREBBE VIVERE!
DA GAMBASSI VERSO SAL GIMIGNANO
Dove si và oggi? è fresco, -andiamo per in sù- nel nostro modo di dire verso le colline a sud di San Miniato, quasi sempre Montaione. Poi strada facendo: è tanto che non si percorre la Francigena da Gambassi.... via assegnato!
Si parcheggia in piazza delle terme, poi si scende ai bei giardini
Prima di entrare nelle stradine una foto al menbrino di Gambassi, non è -eroico- come quello di Castelfiorentino ma si da da fare a battere le ore, Molta gente con gli zaini, Gambassi è tappa della francigena.
Usciamo dalla porta nord e subito la vald'Elsa si mostra col suo bel panorama. Subito è discesa dura e per giungere nella valle del Casciani mette a dura prova le ginocchia. E la francigena comincia ad assere percorsa: ci sorpassano tre straniere bruttocce e non rispondono al buongiorno, saranno state tre beghine mandate in pellegrinaggio dai mariti per avere un poco di serenità.... Appena diventa sentiero un gruppo di ciclisti scendono in picchiata nella valle dell'Acqua Calda. Si passa il ponticello sul Casciani e si presenta un bel prato. Poi si sale duro, per raggiungere la bella collina di Santo Pietro, quì si entra nel regno degli agriturismi da favola. Ci raggiungono tre che le sentivamo dietro che parlavano e ridevano: erano di Sassuolo, dico: contente in serie A, una mostra lo zaino con la cialpa del Sassuolo: comincia a dir male dell'Empoli e soprattutto del Livorno. Queste hanno che fare - pellegrinaggi per scontarte tutte le imprecazioni durante le partite. Le salutiamo e: buon cammino a loro e al Sassuolo in serie A.
Si parcheggia in piazza delle terme, poi si scende ai bei giardini
Prima di entrare nelle stradine una foto al menbrino di Gambassi, non è -eroico- come quello di Castelfiorentino ma si da da fare a battere le ore, Molta gente con gli zaini, Gambassi è tappa della francigena.
Usciamo dalla porta nord e subito la vald'Elsa si mostra col suo bel panorama. Subito è discesa dura e per giungere nella valle del Casciani mette a dura prova le ginocchia. E la francigena comincia ad assere percorsa: ci sorpassano tre straniere bruttocce e non rispondono al buongiorno, saranno state tre beghine mandate in pellegrinaggio dai mariti per avere un poco di serenità.... Appena diventa sentiero un gruppo di ciclisti scendono in picchiata nella valle dell'Acqua Calda. Si passa il ponticello sul Casciani e si presenta un bel prato. Poi si sale duro, per raggiungere la bella collina di Santo Pietro, quì si entra nel regno degli agriturismi da favola. Ci raggiungono tre che le sentivamo dietro che parlavano e ridevano: erano di Sassuolo, dico: contente in serie A, una mostra lo zaino con la cialpa del Sassuolo: comincia a dir male dell'Empoli e soprattutto del Livorno. Queste hanno che fare - pellegrinaggi per scontarte tutte le imprecazioni durante le partite. Le salutiamo e: buon cammino a loro e al Sassuolo in serie A.
lunedì 20 maggio 2013
SORPRESA AL TELEFONO
Il telefofo, vai tu? Pronto? Una vocina appena sussurrata, mi riconosci? sono Bruno, il Cantini di Castelfiorentino, ti ho visto alla televisione a Vignale, ci andavo a caccia, ci ho ammazzato tanti fagiani, una volta un temporale nel Roglio sotto i cipressi, cadeva fulmini....
Bruno! quanti ricordi!, veniva ad innestare le viti e parlava di poesia, di cinema, era già quasi trentenne, io ragazzo bevevo dalle sue parole, leggeva molto e sapeva, come era tradizione in quel tempo, raccontare.
Ti ricordi di Neno, altrochè, di Santi e del suo -cecco- un mitra che puliva per fare la - rivoluzione- ogni tanto lo provava di notte, poi un giorno mi disse l'ho buttato Elsa< tanto la rivoluzione e un si fà!<
Sai mi anno dato un diploma: sono il cantastorie più vecchio d'italia e fra una settimana suonerò a -Salti e banchi, a Castello.
Verrò a trovarti buona notte!
Fai il moderno vecchio Maresco, col compiuter, in tv, ma fermati un momento e ricorda...... Sì che ricordo come in un sogno ma ricordo quel mondo di miserie, di speranze, ma si lottava per andare avanti, ora che io sono vecchio cosa mi tocca vedere.....Avrebbe detto Santi se ci fosse stato: -e si rincula-
Bruno! quanti ricordi!, veniva ad innestare le viti e parlava di poesia, di cinema, era già quasi trentenne, io ragazzo bevevo dalle sue parole, leggeva molto e sapeva, come era tradizione in quel tempo, raccontare.
Ti ricordi di Neno, altrochè, di Santi e del suo -cecco- un mitra che puliva per fare la - rivoluzione- ogni tanto lo provava di notte, poi un giorno mi disse l'ho buttato Elsa< tanto la rivoluzione e un si fà!<
Sai mi anno dato un diploma: sono il cantastorie più vecchio d'italia e fra una settimana suonerò a -Salti e banchi, a Castello.
Verrò a trovarti buona notte!
Fai il moderno vecchio Maresco, col compiuter, in tv, ma fermati un momento e ricorda...... Sì che ricordo come in un sogno ma ricordo quel mondo di miserie, di speranze, ma si lottava per andare avanti, ora che io sono vecchio cosa mi tocca vedere.....Avrebbe detto Santi se ci fosse stato: -e si rincula-
Iscriviti a:
Post (Atom)