sabato 7 giugno 2014
domenica 1 giugno 2014
RICORDO LA PRIMA BANDIERA
DUE GIUGNO
Fu issata sin dalle mattina la bandiera nazionale con lo stamma dei Savoia sull'asta alle scuole di castelnuovo d'Elsa dopo la vittoria del referendum del 2 giugno, ascoltavamo alla galena i risultati, prima delle nostra zone, poi quando arrivarono quelli dal sud per poco si temette che la repubblica perdesse, poi il risultato finale e i Savoia se ne andarono.
Per buonaparte del giorno sventolò, poi all'improvviso da dentro Castelnuovo arrivò la banda! chi l'aveva mai vista! era diretta da Beppe della Biba: mi ricordo il Cresci, l'uomo del comune, faceva lo spazzino e il bacchino, suonava il trombone poi Mondo suonatore di testi, altri non ricordo, ma li conoscevo tutti, La banda era seguita da tante persone, arrivati davanti la bandiera fù calata quella dei Savoia e per la prima volta salì sul pennone la bandiera attuale fra gli applausi della gente.
Fu issata sin dalle mattina la bandiera nazionale con lo stamma dei Savoia sull'asta alle scuole di castelnuovo d'Elsa dopo la vittoria del referendum del 2 giugno, ascoltavamo alla galena i risultati, prima delle nostra zone, poi quando arrivarono quelli dal sud per poco si temette che la repubblica perdesse, poi il risultato finale e i Savoia se ne andarono.
Per buonaparte del giorno sventolò, poi all'improvviso da dentro Castelnuovo arrivò la banda! chi l'aveva mai vista! era diretta da Beppe della Biba: mi ricordo il Cresci, l'uomo del comune, faceva lo spazzino e il bacchino, suonava il trombone poi Mondo suonatore di testi, altri non ricordo, ma li conoscevo tutti, La banda era seguita da tante persone, arrivati davanti la bandiera fù calata quella dei Savoia e per la prima volta salì sul pennone la bandiera attuale fra gli applausi della gente.
sabato 24 maggio 2014
mercoledì 14 maggio 2014
ILPAESAGGIO A ROTOLI
Fate quello che vuole la gente: parcheggi, rotonde, stadi, asili nido, ecc, ma voi, candidati e noi cittadini: ci rendiamo conto di quanta distruzione abbiamo intorno, quanta distruzione facciamo?
Venite in Toscana turisti di altre regioni, vi sembrerà bella, perche nelle vostre regioni è peggio, distruggete più di noi, poi turista ti basta un giardinetto, una piscina e a tavola prodotti meglio dei tuoi, si perchè la Toscana era troppo bella per consumarla tutta. Però ci diamo da fare.
Ieri ho camminato ore in castagneti distrutti, altri giorni ho camminato su colline dove l'abbandonare olivete e diventato quotidiano, ovunque frane, smottamenti. Si deve creare posti di lavoro, urbanizziamo, facciamo altri sterri, altre case. Ma poi giri: ventesi dappertutto case vuote. provate ad entrare in paesi di collina: sembrano morti, per non parlare di paesi di montagna.
Distruggiamo un territorio e facciamo dibattiti su cose stupide come un parcheggio, o una bretella.
Quando si è visto in tanti anni distruggere un ambiente, al quale ho dato anche io il mio contributo, viene da votare quello - CHE FA' MENO!
Fate quello che vuole la gente: parcheggi, rotonde, stadi, asili nido, ecc, ma voi, candidati e noi cittadini: ci rendiamo conto di quanta distruzione abbiamo intorno, quanta distruzione facciamo?
Venite in Toscana turisti di altre regioni, vi sembrerà bella, perche nelle vostre regioni è peggio, distruggete più di noi, poi turista ti basta un giardinetto, una piscina e a tavola prodotti meglio dei tuoi, si perchè la Toscana era troppo bella per consumarla tutta. Però ci diamo da fare.
Ieri ho camminato ore in castagneti distrutti, altri giorni ho camminato su colline dove l'abbandonare olivete e diventato quotidiano, ovunque frane, smottamenti. Si deve creare posti di lavoro, urbanizziamo, facciamo altri sterri, altre case. Ma poi giri: ventesi dappertutto case vuote. provate ad entrare in paesi di collina: sembrano morti, per non parlare di paesi di montagna.
Distruggiamo un territorio e facciamo dibattiti su cose stupide come un parcheggio, o una bretella.
Quando si è visto in tanti anni distruggere un ambiente, al quale ho dato anche io il mio contributo, viene da votare quello - CHE FA' MENO!
lunedì 12 maggio 2014
I RACCONTI
Da bambino ne ho sentiti di racconti, averli ora sarebbero un patrimonio per ricostruire quella distruzione di memorie che è stata l'industrializzazione selvaggia degli anni sessanta settanta.
Si scendeva, per dire, -dal canto del foo.- e ci tuffavamo in un mondo di rumori, di paghe, di distruzione del tempo. Si dal canto del -foo- allo scandire dei minuti, ore, pezzi da sfornare al ritmo scandito da uffici insaziabili.... Questo si è imposto o glie lo hanno imposto alla mia generazione mettendo a tacere un modo di vivere diverso in pochi anni.
Ogni tanto riaffiorano dalla mente ricordi di quei racconti sentiti per ore nelle stalle, alle veglie funebri, sul canto del fuoco nelle lunghe sere in inverno al lume a petrolio, ogni narratore aveva spunti diversi a seconda della famiglia, della provenienza, si perchè da un borgo all'altro si parlava diverso, specie nelle zone - di confine, c'era come una linea invisibile che segnava i dialetti, attraversavi un rio e la cadenza della parlata era diversa.
C'era uno che parlava e qualche altro metteva nel pensiero pronto un altro racconto agganciandolo a quello precedente- ....veniva un'acqua come Cristo la mandava.... E subito l'altro incominciava: E s'era lontani da 'i capanno quando incominciò un balenio improvviso, corremmo con la giacchetta in capo....... e via una lunga descrizione: comincionno certi goccioloni che sembravano cappelli di preti e subito si incominciò a scivolare nella mota.... Si arrivò al capanno si sembrava - pulcini affogati... Belli erano, sempre esagerati i paragoni imparati da detti sentiti negli anni.
Era realtà? fantasia?, invenzione?: Un poco tutto l'insieme che col tempo formava generazioni.
-Pigiato il bottone- della - macchina industriale tutto il pensiero era li a contare a fare veloce e bene- Chi si ricorda più i lunghi racconti di Alfredino sulla ritirata russa, di trebbiature, sposalizzi, vendemmie ed altre memorie..... a volte incolpo la mia generazione di non aver raccontato, ma uscire da un campo ed entrare in una fabbrica chiusi tutto il giorno col rumore, la puzza, e la velocità del produrre è stato terribile
Da bambino ne ho sentiti di racconti, averli ora sarebbero un patrimonio per ricostruire quella distruzione di memorie che è stata l'industrializzazione selvaggia degli anni sessanta settanta.
Si scendeva, per dire, -dal canto del foo.- e ci tuffavamo in un mondo di rumori, di paghe, di distruzione del tempo. Si dal canto del -foo- allo scandire dei minuti, ore, pezzi da sfornare al ritmo scandito da uffici insaziabili.... Questo si è imposto o glie lo hanno imposto alla mia generazione mettendo a tacere un modo di vivere diverso in pochi anni.
Ogni tanto riaffiorano dalla mente ricordi di quei racconti sentiti per ore nelle stalle, alle veglie funebri, sul canto del fuoco nelle lunghe sere in inverno al lume a petrolio, ogni narratore aveva spunti diversi a seconda della famiglia, della provenienza, si perchè da un borgo all'altro si parlava diverso, specie nelle zone - di confine, c'era come una linea invisibile che segnava i dialetti, attraversavi un rio e la cadenza della parlata era diversa.
C'era uno che parlava e qualche altro metteva nel pensiero pronto un altro racconto agganciandolo a quello precedente- ....veniva un'acqua come Cristo la mandava.... E subito l'altro incominciava: E s'era lontani da 'i capanno quando incominciò un balenio improvviso, corremmo con la giacchetta in capo....... e via una lunga descrizione: comincionno certi goccioloni che sembravano cappelli di preti e subito si incominciò a scivolare nella mota.... Si arrivò al capanno si sembrava - pulcini affogati... Belli erano, sempre esagerati i paragoni imparati da detti sentiti negli anni.
Era realtà? fantasia?, invenzione?: Un poco tutto l'insieme che col tempo formava generazioni.
-Pigiato il bottone- della - macchina industriale tutto il pensiero era li a contare a fare veloce e bene- Chi si ricorda più i lunghi racconti di Alfredino sulla ritirata russa, di trebbiature, sposalizzi, vendemmie ed altre memorie..... a volte incolpo la mia generazione di non aver raccontato, ma uscire da un campo ed entrare in una fabbrica chiusi tutto il giorno col rumore, la puzza, e la velocità del produrre è stato terribile
domenica 11 maggio 2014
FIORITURA E RICORDI
Chi guardava le fioriture a Maggio quando ero giovane?
Andavi a letto dopo un giorno di vanga, zappa o con la pompa del verderame
Ti addormentavi appena toccavi il letto e ti risvegliavi al mattino tutto indolenzito dal lavoro del giorno precedente e subito c'era da affrontare unaltra giornata lunga e faticosa.
E chi ti diceva: quarda come sono fiorite le ginestre! macchè, ci interessavamo se sfiorivano e mettevano il seme perchè quando la ginestra era - assemata- si poteva tagliare e con i fili ormai resistenti si - allacciavano- le vigne.
E ieri mentre scattavo foto mi sono detto: ma se ti avessero detto quando avevi sedici anni che a Maggio invece di faticare saresti andato a far - giratine- e a scattare foto invece di vangare, zappare o dare il verderame non ci avresti creduto, si perchè nei miei sogni adolescenziali non era conpreso che avessi abbandonato la terra.
Terra di ginestre e rose canine! ti guardo con ammirazione e terrore: penso a quando a fine Maggio il sole cominciava a bruciare tutto, anche noi mettevamo una nerastra scorza, mi rivedo nel pensiero donne sdentate a trentanni ricurve sotto un fascio di sulla avanzare a fatica in salita mentre lontano un canto fioco: fior di gaggia..... Campagne di argille! ho tanto amore per voi e tanto odio a seconda delle stagioni
Chi guardava le fioriture a Maggio quando ero giovane?
Andavi a letto dopo un giorno di vanga, zappa o con la pompa del verderame
Ti addormentavi appena toccavi il letto e ti risvegliavi al mattino tutto indolenzito dal lavoro del giorno precedente e subito c'era da affrontare unaltra giornata lunga e faticosa.
E chi ti diceva: quarda come sono fiorite le ginestre! macchè, ci interessavamo se sfiorivano e mettevano il seme perchè quando la ginestra era - assemata- si poteva tagliare e con i fili ormai resistenti si - allacciavano- le vigne.
E ieri mentre scattavo foto mi sono detto: ma se ti avessero detto quando avevi sedici anni che a Maggio invece di faticare saresti andato a far - giratine- e a scattare foto invece di vangare, zappare o dare il verderame non ci avresti creduto, si perchè nei miei sogni adolescenziali non era conpreso che avessi abbandonato la terra.
Terra di ginestre e rose canine! ti guardo con ammirazione e terrore: penso a quando a fine Maggio il sole cominciava a bruciare tutto, anche noi mettevamo una nerastra scorza, mi rivedo nel pensiero donne sdentate a trentanni ricurve sotto un fascio di sulla avanzare a fatica in salita mentre lontano un canto fioco: fior di gaggia..... Campagne di argille! ho tanto amore per voi e tanto odio a seconda delle stagioni
mercoledì 7 maggio 2014
IO DIFRONTE AL MARE
MARESCO DIFRONTE AL MARE:
Sarà che da bambino, o chi ti portava al mare? poi da grandicello: in Estate c'era tanto lavoro nei campi che si rimandava sempre.
Ma come? un hai visto il mare? Al cinema! rispondevo. seeeeee a vederlo, poi voi mette un bagno in mare!!
Elo vidi da piazza Mazzini a Viareggio, ero gia grandicello, un mi disse un granchè....
Poi si fa esperienze di spiaggia, di piccoli viaggi in nave, ma quando ho potuto le sono rimasto distante. La gente sdraiata al sole.... mi fà pena, non l'ho mai detto per non suscitare cori di disapprovazione, camminare in spiaggia lungo l'acqua, che bello dice Chiara, ma cammini e sempre la stessa cosa: sabbia e acqua.
Vuoi mette! mi dico nel pensiero, una camminata a Montaione, ad ogni angolo cose diverse, poi le sorprese anche in un percorso noto...Credo che ci si innamori di una cosa se la si vive nell'infanzia, dopo la approvi, non la poi amare. Cosi è per mè.
Sarà che da bambino, o chi ti portava al mare? poi da grandicello: in Estate c'era tanto lavoro nei campi che si rimandava sempre.
Ma come? un hai visto il mare? Al cinema! rispondevo. seeeeee a vederlo, poi voi mette un bagno in mare!!
Elo vidi da piazza Mazzini a Viareggio, ero gia grandicello, un mi disse un granchè....
Poi si fa esperienze di spiaggia, di piccoli viaggi in nave, ma quando ho potuto le sono rimasto distante. La gente sdraiata al sole.... mi fà pena, non l'ho mai detto per non suscitare cori di disapprovazione, camminare in spiaggia lungo l'acqua, che bello dice Chiara, ma cammini e sempre la stessa cosa: sabbia e acqua.
Vuoi mette! mi dico nel pensiero, una camminata a Montaione, ad ogni angolo cose diverse, poi le sorprese anche in un percorso noto...Credo che ci si innamori di una cosa se la si vive nell'infanzia, dopo la approvi, non la poi amare. Cosi è per mè.
Iscriviti a:
Post (Atom)