martedì 9 ottobre 2018

Questo pomeriggio la presidente della Casa Culturale di San Miniato Basso ci ha convocato per parlare delle due serate me e Alessio Guardini il poeta dell'ottava rima. Perchè insieme? Ognuno farà la sua serata ma saremo in prima fila ad ascoltarci a vicenda, vuoi che un ci scappi qualche intrusione, vista la nostra grande amicizia. Naturalmente lui dominerà: dopo quella volta li che mi vide a bocca piena scappare davanti un funerale! Io gli contesterò il suo progetto di deviare lErsa verso il terrafino per eliminare il secolare ponte dell'isera!
Scherzi e sfotti siamo grandi amici sin dalla prima volta che cercando trovai il suo: blog del Tosi.
Saranno due serate che ci possono lanciare, in dove un si sa.......

lunedì 8 ottobre 2018

anello di pilerno

E stamattina una bella e tosta camminata sulle colline samminiatesi.
Lasciata l'auto al Volpaio in cammino diretti verso la tosta lunga salita di Corniano ma il fresco mattino attenua la salita e una volta in cima malgrado nebbie in Vald' Egola era un bel vedere
Eprima della strada per Gello ecco il caratteristico Collebrunacchi

la vald'Egola nella nebbia crea a tratti paesaggi bellissimi
e barbialla splendida esce dalla nebbia
ma ecco san miniato visto dal poggio di Campriano







e una volta calati in pilerno gran caldo ,mala macchina ci attendeva......



domenica 7 ottobre 2018

Curvo a sinistra e te la vedo bellina, squadrata in mezzo alla campagna anche si le case non sono lontane, mi viene i brividi a pensare a quella mattina.
Quanti anni avro avuto , ancora non andavo a scuola forse 5, si avevo in dosso quel cappottino con un bottone solo al collo, era un dono, prima l'aveva portato Giorgio poi Renzo mio fratello averlo in dosso e non averlo cambiava poco:
Abbottonati davanti, disse mia nonna c'è don Giovacchino finalmente ti benedice e questa tossaccia ti va vià.La tramontana appena fuori sbatteva con violenza gli olivi,don Giovacchino avanti noi dietro al curvone del masso don Giovacchino scese fra gli olivi del Desideri, non gli piaceva camminare nelle strade e da grande seppi le sue fisse.
Arrivò prima di noi ad aprire la cappella della madonna della tosse, col gelo e la tramontana ballavo dal freddo, dentro sì che era freddo!.
Ascoltavo senpre tremando gli avemmarie e i padrenosti dei due fissati , cercavo di muovermi per scaldarmi: prega! Mi diceva stizzita mia nonna e riandava dietro a don Giovacchino.
Quanto durarono a pregare quei due non ricordo uscimmo che ero quasi in coma, strascinandomi in salita ce la feci ad arrivare a casa poi nulla: mi dissero poi che ero stato con febbre alta gia la mi nonna mi vedeva fra gli angeli del paradiso.
Ce la feci anche se la tosse continuò con più violenza.
Un dubbio ora? Ma Benotto Gozzoli, l'avrà affrescata in Estate, o d'Inverno?
Una cosa è certa: d'Estate in piano c'è un caldo feroce.
Dì Inverno un freddo cane, e io l'ho certificato. Chissà Benozzo quanto ci ha smoccolato col pennello in mano.......
 Ma in questo paese? Ci sono nato e cresciuto per 12 anni, tanti ricordi e stamattina sono risalito, altra delusione Gente sconosciuta, ho attraversato il paese in festa, era ancora presto, alcuni bancarellai piazzavano i loro prodotti, in piazza santa Barbara una chicca di piazza, finalmente uno mi chiama lo saluto, tento di spiegare qualcosa alla nipote  ma i bimbi si interessano solo di giochi e di cartoni facciamo il giro del paese poi si va a Coiano, a piedi, mi tengo per mè i ricordi ormai sbiaditi a guardare il presente, ci tratteniamo un poco, dovevano venire sulla francigena da diverze zone, ma la bimba si stufa io approfitto assecondandola   Prima del paesello risaliamo in macchina e ce ne andiamo . Mentre scendo sento come una liberazione: che ci sono venuto a fa'.  ormai pochi ti conoscono e poi la realtà mi amnnebbia i ricordi. Di chi è questa macchina dice un organizzatore, ma io ricordo il barroccio di Berto di Gigia , del Peoro, gli zoccoli sulle pietre lo stridere della martinicca.....  Almeno al circolo ci fosse stato Bizzugo, mi sarebbe venuto incontro...... Passo dopo la curva prima del ponte del mulino, li ci incontrammo l'ultima volta.... Paese mio che stai..... sei per mè più bello a vederti da lontano,arrivo al ponte del mulino il ponte è transennato,  solo le auto passano  anche il ponte è segnato dagli anni.
Terra boscarina..
…..e la solita statistica ci racconta che è aumentata la superfice dei boschi, e lì finisce ma se hai vissuto una vita in campagna sai che il bosco non è solo piante e radici ma il bosco ha un terreno solido compatto anche oltre le radici noi terra terra la chiamiamo terra boscarina.Lo sapevano i contadini, i braccianti spinti dalla politica fascista nella campagna del grano: Lavorare un terreno che da centinaia di anni era sodo con le tante componenti: fossili o sassi, o roccia, duro lavoro anche in profondità, poi arrivarono i trattori e lilavori in profondità, dopo urbanizzazioni,strade gallerie poi tutti in fabbrica, tutti al piano,nessunpo più si preoccupa di riaccompagnare a ridiventare bosco il sottosuolo, facile è alla superfice: la natura ha senmi e piante infestanti e in poco tempo ti ricopre tutto, ma sotto, il terreno viene lasciato agli anni il compito di riassestassi di rindurire come diciamo noi.
Facile scavare, ricompattarsi ridiventare bosco anche alla terra ci vogliono secoli per ritornare Terra Boscarina.
Ecco perchè succedono dissesti: quando il terreno lo coltivavamo regittimiavamo, assistevamo con cura, una volta abbandonata la terra a se stessa è come lasciare un bambino chiuso in macchina ed aspettare che cresca per riuscire a rompere il vetro.

sabato 6 ottobre 2018

Si ritorno in un mondo più congeniale dopo faceboch e la serata alla casa culturale anche perchè i ricordi sono ormai lontani 83 anni sono tanti anche se momentaneamente non pesano poi raccontare il vecchio con sistemi nuovi dove non ce la fai a seguire innovazioni quasi giornaliere e racconto a giovani che fanno il fumo farsi capire è molto difficile poi si rischia sempre di ripetersi  di fare racconti interminabili  sempre gli stessi,poi si cerca la lettura corta sintetica e farla lunga si diventa < quell'omino<  terrore quando scrivo.
Nei miei cammini sempre più circoscritti devo cercare i pochi cambiamenti stagionali ormai ho sfrascato dappertutto.
Alla mia età si diventa come quella fabbrica che calano i dipendenti, se mette nuove tecnologie va avanti ma se riduce il personale ogni volta che calano le ordinazioni chiude.
A me calano le ordinazioni..... ma per ora reggo, intanto ho pulito, quasi leccato il terreno per facilitare il raccolto che è buono. Un pensiero va agli olivicoltori dei monti pisani e a quelli danneggiati dal gelo. l'olio buono è ricchezza sulla tavola ma quanto sudore e sospiri prima di averlo franto.

BUONANOTTE

RIPRENDO IL BLOG CON UNA BELLA CAMMINATA  ANELLONE INTORNO AL VOLTRAIO
Ebbene che si fà? al Cornocchio c'è 8 gradi! dice la stazione meteo  Ci si coprirà.
Una tramontana da brividi ci accoglie alla madonnina in cima al Cornocchio, ci incamminiano in discesa verso Sensano....i guanti, ci volevano ..ma dopo Senzano il bosco attenua il freddo e dopo un km si stava bene, solo in prossinmità del monte nero rispiffera forte.
Ma dopo Ulignano, scopicci e la lunga serpentina verso valle si doveva scegliere guinti in fondo al ponte dello strolla dovevamo decidere
e decidemmo incoscenti:dal Voltraio, ma aggiunse Chiara cerchiamo uno spiazzo che ho fame.
e avendo visione di questa strada bianca difronte mangiammo.

In cammino di nuovo verso Prato d'Era Uu lungo dirizzone ci porta sulla statale che in pari poi in salita raggiunge Volterra da oriente.
Ti ricordi quando facemmo questo giro, è passato una diecina di anni e si arrivò al cornocchio morti di stanchezza, ma era caldo..... La valle dell'era era di un bel verde gli orti alle poche case rigogliosi, quì c'è piovuto parecchio in Agosto in un campone immensi olivi stracarichi di olive.
Ogni tanto un capitello segna un km fatto poi da una piaggia spunta il Voltraio: boia, dico, un mi ricordavo mia.....
ormai fiamo in ballo,,,,,,,,,continuiamo a salire
ecco sulla sinistra in alto i classici cipressini, forse se calavamo da lì..... E finalmente lasciamo la statale per la strada bianca del Palagione
Eccoci davanti al gigante Voltraio, l'indicatori dicono maraggiungere il Palagione fu tosta, ad una biscondola davanti la villa piena di tedescacci, o da quando li sentii parlare da bambino.....un mi vogliono garbare.Sopra di noi il Voltraio lato sud, ma lo guardiamo e basta  c'erano ancora molti km
Lasciato alle spalle villa Palagione in salita di nuovo sino ad un gruppetto di case e subito giù verso il ramo dell'era viva. Ora ti ci voglio : in muro di Pignano
Eccoci finalmente a Pignano, Pochi chilometri su una panchina e via negli ultimi km verso il Cornocchio
Finalmente il Cornocchio: grande escursione ma una faticaccia, mi siedo in auto e parto cantando alla Modugno:
Penso che una faticaccia così non la faccia mai più..........