Da due anni circa presento nella tv locale una rubrica sui sentieri della zona. Poca cosa, alcuni minuti in cui facciamo vedere ai telespettatori un percorso trekking nella nostra zona. Ho iniziato per caso su richiesta di una presentatrice amica. La mia apparizione anche su mia richiesta con l'approvazione del regista e solo per l'essenziale spiegazione dei luoghi, la protagonista deve essere lei la macchina da presa, lo scopo mio è solo quello di far vedere a chi non conosce i propri luoghi, e sono tanti, le bellezze delle nostre zone. Io lo faccio da volontario, non lo farei mai per guadagno.
Troppa gente se ha del tempo libero decide un viaggio, mete lontane e poi non conosce il proprio territorio. OOOO, abitiamo in Toscana, regione scelta anche per viverci da migliaia di persone straniere specie nel Chianti,nel senese, nel volterrano sul montalbano, in Maremma. Ne ho viste centinaia di case abitate da stranieri nel mio girovagare, e non sono emigranti,ma artisti innamorati del nostro territorio.
Presto metterò nel blog alcuni servizi così conoscerete anche voi blogger i miei luoghi e mi direte se l'iniziativa merita farla.
martedì 31 maggio 2011
UNA GIORNATA SUL MONTALBANO
Via di nuovo in cammino, abbiamo scelto Vinci e il Montalbano. lasciato l'auto al campo sportivo di Vinci e invece di fare i soliti itinerari siamo andati verso Vitolini un paese del comune di Vinci. Dopo iniziali ricerche del sentiero- nascosto il cartello dall'elba ci siamo incamminati in una valle bellissima e selvaggia per salire poi in Vitolini. E da quì inizia il panorama spettacolare fatto di vigne, ulivi, casali da sogno, Il Montalbano è un giardino immenso, non per nulla ci abitano molti stranieri. Dopo il solito incontro con le diverse persone che mi riconoscono per la tv e la promessa di fare un servizio sul paese: -ho che diventerò il berluschino dell'empolese- scherzo, Vitolini ha un bel paesaggio.Da Vitolini si sale duro per un'ora fino a Pietramarina Il bellissimo monte dove la bellezza del bosco di lecci e agrifoglio, gli scavi del villaggio etrusco, e la misteriosa Pietra del Diavolo meritano una sosta. Dopo il pranzo e un riposino ci siamo incamminati nel bel bosco di leccio che attraversa il Montalbano sino alla torre di santalluccio, da li discesa fino a Faltognano, leccio di leonardo, un poco acciaccato, ma maestoso. discesa alla casa di Leonardo e da lì in Vinci.Sette ore di cammino.
lunedì 30 maggio 2011
E' IL VOSTRO MOMENTO: GIOVANI
Dopo la bella vittoria,alla quale avete contribuito, venite fuori giovani, è tempo che guidate voi il vostro destino. Da tempo siete stati rilegati in seconda fila, attenti a non fare passi falsi con la paura di sbagliare e sentire il logoro ritornello:- se non ci si fosse noi dove si andrebbe con la gioventù d'oggi- Quelli della mia età o giovani vi hanno tolto -il diritto di fare esperienza- prendete in mano il vostro destino e non avete paure,anche sbagliate, ma agite, solo così si fa esperienza. E noi vecchi decrepiti lasciamoli agire e una volta per tutte lasciamoci guidare da loro.
Non è rinuncia abbiamo ruoli diversi nella società ma togliamoci di mezzo dai posti di comando. E questo valga per tutti, anche per vecchi dirigenti, il nostro ruolo è quello di raccontare,perchè il passato è importante, ma non sentiamoci avviliti ad iscriverci alla bocciofila, o a scorrazzare ai giardinetti col nipote. la storia l'hanno fatta senpre i giovani, abbiamo avuto il nostro tempo e ora non di mollare, ma di fare un passo indietro.
Non è rinuncia abbiamo ruoli diversi nella società ma togliamoci di mezzo dai posti di comando. E questo valga per tutti, anche per vecchi dirigenti, il nostro ruolo è quello di raccontare,perchè il passato è importante, ma non sentiamoci avviliti ad iscriverci alla bocciofila, o a scorrazzare ai giardinetti col nipote. la storia l'hanno fatta senpre i giovani, abbiamo avuto il nostro tempo e ora non di mollare, ma di fare un passo indietro.
STORIA DI CAPRE....
... ma torniamo alla storia accaduta nei primi anni dell'unita d'Italia in quel paese dell'Appennino, i suoi abitanti parlavano un dialetto misto fra il ligure e l'Emiliano ed erano dediti alla pastorizia, tutti analfabeti, l'unico che sapeva leggere e scrivere era il prete.
Al mattino le pecore venivano condotte al pascolo dal pastore, mentre le capre venivano lasciate libere, si inbrancavanoe partivano per le vette dove pascolavano tutto il giorno e a sera ognuna ritornava alla propria stalla. Alle capre piaceva salire su picchi impervi e delle volte giunte su uno spuntone di roccia non riuscivano più a ridiscendere e dopo avere belato disperatamente si gettavano nel vuoto morendo.
Accadde cosi alla capra di un pastore, il maschio -becco- di un'altro, la seguì perchè la capra era in calore. La capra saliva sempre più sù e il becco attirato dall'odore la seguì. Non riuscirono più a scendere e i due padroni degli animali assistettero impossibilitati ai lamenti dei due animali fino alla tragica fine.
A questo punto il proprietario del maschio-becco- chiese al proprietario della capra un indennizzo argomentando:se la tua capra non saliva lassù il mio becco non moriva
Da quanto in quà le capre non possono andare dove vogliono: non gle l'ho detto io al tuo becco di seguire la mia capra! La discussione sarebbe degenerata certamente se non fosse intervenuto il prete, il quale disse loro: A Fivizzano è stata istituita la pretura, fate causa e il pretore deciderà secondo giustizia.
E così il proprietario del becco sporse denuncia aiutato dal prete.
Si deve sapere che a Fivizzano c'era un pretore di fresca nomina venuto da Napoli appena un mese prima con la giovane moglie.
Comincia il processo ed il pretore inizia l'interrogatorio per sapere come si erano svolti i fatti. Ma i due si esprimevano in dialetto ed il pretore non capiva una sola parola. Parlate in Italiano altrimenti non ne veniamo a capo, esortò più volte. Niente da fare, per il giovane pretore napoletano era arabo quello che i due dicevano.
Alla fine si spazientì e chiese: C'è qualcuno che può spiegarmi quello che dicono questi due? Io! disse il prete che aveva seguito i due.
Venne avanti e portò un paragone: -Signor pretore... mettiamo che sua moglie sia la capra, e lei il becco.... Fuori tutti!tuonò il pretore.
stralcio dal mio libro Alla Grazia di Guarda Chi C'è
SOLAMENTE UN CASO CHE HA FIVIZZANO SIA STATO SINDACO BONDI.
Al mattino le pecore venivano condotte al pascolo dal pastore, mentre le capre venivano lasciate libere, si inbrancavanoe partivano per le vette dove pascolavano tutto il giorno e a sera ognuna ritornava alla propria stalla. Alle capre piaceva salire su picchi impervi e delle volte giunte su uno spuntone di roccia non riuscivano più a ridiscendere e dopo avere belato disperatamente si gettavano nel vuoto morendo.
Accadde cosi alla capra di un pastore, il maschio -becco- di un'altro, la seguì perchè la capra era in calore. La capra saliva sempre più sù e il becco attirato dall'odore la seguì. Non riuscirono più a scendere e i due padroni degli animali assistettero impossibilitati ai lamenti dei due animali fino alla tragica fine.
A questo punto il proprietario del maschio-becco- chiese al proprietario della capra un indennizzo argomentando:se la tua capra non saliva lassù il mio becco non moriva
Da quanto in quà le capre non possono andare dove vogliono: non gle l'ho detto io al tuo becco di seguire la mia capra! La discussione sarebbe degenerata certamente se non fosse intervenuto il prete, il quale disse loro: A Fivizzano è stata istituita la pretura, fate causa e il pretore deciderà secondo giustizia.
E così il proprietario del becco sporse denuncia aiutato dal prete.
Si deve sapere che a Fivizzano c'era un pretore di fresca nomina venuto da Napoli appena un mese prima con la giovane moglie.
Comincia il processo ed il pretore inizia l'interrogatorio per sapere come si erano svolti i fatti. Ma i due si esprimevano in dialetto ed il pretore non capiva una sola parola. Parlate in Italiano altrimenti non ne veniamo a capo, esortò più volte. Niente da fare, per il giovane pretore napoletano era arabo quello che i due dicevano.
Alla fine si spazientì e chiese: C'è qualcuno che può spiegarmi quello che dicono questi due? Io! disse il prete che aveva seguito i due.
Venne avanti e portò un paragone: -Signor pretore... mettiamo che sua moglie sia la capra, e lei il becco.... Fuori tutti!tuonò il pretore.
stralcio dal mio libro Alla Grazia di Guarda Chi C'è
SOLAMENTE UN CASO CHE HA FIVIZZANO SIA STATO SINDACO BONDI.
domenica 29 maggio 2011
OGGI ALL'ALBA
Mi sono affacciato e ho visto una di quelle levate del sole rare, un cielo limpido così si vede raramente,ovunque guardo è uno splendore, e tu Maresco con una mattina così stai a casa?. Si, oggi non mi muovo, troppa è l'attesa di un riscatto, troppo è durato il tempo del tirare a campare, delle promesse mai mantenute, da troppo tenpo l'imbianchino, definizione brektiana di un uomo,ha il pennello che perde peli,eppure continua a spandere vernice malefica su un intonaco che cade a pezzi.
Questa volta credo ce la faremo, come ce l'abbiamo fatta tante altre volte, ma non basterà mandare via -l'imbianchino- ci vorrà un sussulto di tutta la società civile.
ARIA NUOVA, GENTE NUOVA: RINNOVAMENTO!
Questa volta credo ce la faremo, come ce l'abbiamo fatta tante altre volte, ma non basterà mandare via -l'imbianchino- ci vorrà un sussulto di tutta la società civile.
ARIA NUOVA, GENTE NUOVA: RINNOVAMENTO!
SULLA ROCCA DI SAN MINIATO
Parlo tanto di escurzioni, di paesaggi e borghi Toscani e quarda caso trascuro il mio Paese. Si ormai sono decine di anni che ci abito e la mia passione di girovagare mi fà trascurare il paese in cui abito- pardon città- almeno sul gonfalone c'è scritto città. La memoria storica lo dimostra, ma uno come mè che ci gironzola camminando intorno e semplicemente il mio paese.
L'occasione me l'ha data una giornata tutta Samminiatese: stamattina sono andato col decespugliatore a pulire i vicoli carbonari, sentiero trascurato che ora facciamo il recupero lavorandoci dopo avere formato una associazione, dietro le mura sud del paese, e questo pomeriggio io e Chiara ci siamo rimutati- come si diceva un tempo in Toscana, quando ci vestivamo a festa-, e attraversato il centro storico siamo saliti sul prato della rocca. Meraviglia: uno di quei pomeriggi che desideri quando arrivi in un posto panoramico! Si vedeva un mondo! come avrebbe detto mia nonna. Non per nulla la rocca l'ha fatta costruire Federico Barbarossa per dominare la Toscana. Dalla rocca si vede fino a Pisa, Fivorno Firenze Lucca, Volterra, la montagnola Senese.I monti pisani, le Apuane, gli appennini ecc.Insomma una terrazza sulla Toscana.
PAPERI E PAPAVERI
Non si può avere tutto dalla vita. Siamo partiti per Bologna e avevamo paperi e papaveri, al ritorno restano solo i tanti papaveri ormai sfioriti ad infestare il terreno. Ebbene cara Sandra volevi sapere la fine della storia eccola: Al ritorno da Bologna siamo passati per riprendere i paperi , ci hanno dato il cesto vuoto e gli ingrati animali, fieri di tante attenzioni, non ci hanno degnato di uno sguardo.
A noi non rimane che falciare i papaveri e la - CONSOLAZIONE DEI VOSTRI POST- così va la vita.
MA DIVENTERO' GRANDE? -Ci vuol pazienza ci vuol costanza ad invecchiare senza avere la maturità. Guccini-
A noi non rimane che falciare i papaveri e la - CONSOLAZIONE DEI VOSTRI POST- così va la vita.
MA DIVENTERO' GRANDE? -Ci vuol pazienza ci vuol costanza ad invecchiare senza avere la maturità. Guccini-
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