mercoledì 29 febbraio 2012

CAMMINARE PER CONOSCERSI E CONOSCERE IL NOSTRO TERRITORIO.


La Unicoop Firenze nelle varie sezioni organizza passeggiate per la salute e per conoscere il territorio, la sezione del Valdarno inferiore comprendente i comuni di SANTA CROCE SULL'ARNO, MONTOPOLI SULL'ARNO, CASTELFRANCO DI SOTTO E SAN MINIATO mi ha incaricato di preparare diversi percorsi, ne ho preparati due bellissimi e alla portata di tutti. UNO CON PARTENZA E ARRIVO NEL BORGO DI CIGOLI Un anello che attraversa il bosco di Regli e risale al borgo, quasi tutto in sentiero.SABATO 31 POMERIGGIO CON PARTENZA ORE 15 ESATTE, CHI C'è C'è! Non sarò una guida ma un indicatore di percorsi nel senzo che i partecipanti camminino e dialoghino fra loro.L'ORARIO DI PARTENZA è PRESTABILITO, L'ARRIVO FATE VOI,AVETE IL POMERIGGIO A DISPOSIZIONE.
L'altro si svolgerà SABATO 14 APRILE SEMPRE ORE 15 ESATTE CON PARTENZA E ARRIVO NEL BORGO DI STIBBIO. Un anello che ci portera ad atraversare il parco GERMAGNANA MONTALTO, CON VISTA SU MONTOPOLI VALD'ARNO E RITORNO A STIBBIO
Per coprire le spese assicurative della iniziativa viene chiesto un contributo di tre euro. AL TERMINE DELLE CAMMINATE LA COOP OFFRIRA'UN RISTORO A BASE DI FRUTTA.

Memorie: la poesia orale

Negli anni settanta un inviato del giornale l'Unità Riccardo Longone passò da Castelnuovo d'Elsa dove era in corso la festa dell'Unità fù avvicinato da un uomo timido che le diede dei fogli dicendo: queste sono poesie di mio padre. L'inviato al ritorno a Roma le lesse e le piaquero: Allora sull'Unità c'era la terza pagina dedicata alla cultura- ci scrivevano i maggiori scrittori, registi ecc. Ebbene in una edizione la terza pagina dell'Unità fù dedicata quasi interamente alle poesie di Pannocchi Gelasio.
Purtroppo tutte le poesie le conservava suo nipote sono andate perse, solo alcune rimaste nella memoria di qualche anziano sono state recuperate.

martedì 28 febbraio 2012

MEMORIE : PIETRO TOZZI fine

Seguito del post precedente
E per primo dal tozzi si rifanno
e principiano a spiegare in su modelli
e calcolonno bene in un baleno
che il pollaio ha sfondo al pianterreno.
Allora-dissan fra sè-questo faremo
a ciò resta compiuta la funzione.
Ma il vecchio Tozzi sentì scalpitare
e alla finestra si vuol tosto affacciare
e disse:-Pietro mio c'enno a rubare
l'uscio di casa nostra è spalancato.
Lui le galline si vede mancare
corre pè strada come un disperato
lo vide uno di guardia al capannino
-babbo venite via il ladro è vicino.
E gli và dietro come un can mastino
il ladro scappa via come un leone
alla fonte l'aveva li vicino
quasi per agguantallo pe i' groppone
si volta indietro il vile malandrino
gli tira un colpo senza compassione
e quando vide che il Tozzi cascava
altri due colpi gli tirava.
Allora il poro Tozzi si fermava
il ladro scappò via al barroccino
e ognuno di loro su montava
e trottarono via pel sù destino.

Ecco il babbo del Tozzi che arrivava
del sù figliolo dice- poverino
che t'anno fatto tu stai cosi torto
risponde- babbo mio son morto.
Dal gran dolor l'igenitor fu colto
a braccia aperte l' figlio reggeva
con tanta voce lo chiamava
con tal lamento la gente accorreva
Che tanno fatto mio caro figliolo
piangendo il genitore diceva
io vedo ben che in piedi non stai ancora
babbo non posso più ti lascio solo.
La sua povera moglie quasi al volo
corre davanti al suo consorte amato
gli chiede-o perchè ritto non stai solo
O Nonziatina mia mi hanno ammazzato
Pochi momenti fà sotto il lenzuolo
eravamo ambedue sposi adorati
ora ti trovo in fondo della via
negli ultimi momenti d'agonia.
ho come posso fare madre mia
il mio caro Pietrino è belle morto
figli di cani me l'an portato via
figli di cani chi v'à ingenerati.
ho come mai Vergine Maria
tu che la nave in salvo guidi al porto
perche non ai salvato il mio Pietrino
dalle mani crudel di un assassino?
Tu sai che sono incinta ed ho un bambino
che compisce appena venti mesi
chi chiamerà babbo poverino
che i suoi labbri mai sospesi?
E allora gli amici di vicino
d'accordo pe sarvallo si son presi
e fra il pianto le lacrime e passione
lo riportonno alla sua abitazione.
Figuratevi voi le l'esclamazione
appena visto le sorelle
anche ad avere il cuore di nerone
quella notte facea stacca la pelle.
trovate un mezzo quì di guarigione
salvateci il fratello, dicean quelle
deh per piacere, fateci il favore
subitamente chiamate il dottore.
Marco Regini quasi a vapore
subito a Castelnuovo fu arrivato
al medico racconta quell'orrore
che Pietro Tozzi l'hanno assassinato
subitamente dice al servitore:
fa che il cavallo mio sia apparecchiato
prende le guide e veloce corre
come clorinda che incendiò la torre.
Arrivo lassù senza discorre
principiò a visitare il disgraziato
e da un braccio vide il sangue scorre
che la palla aveva traforato.
Con ansia prestamente al corpo scorre
e disse:-aimè tre colpi glian tirato
quello del basso ventre uno al polmone
difficile sarà la guarigione
Subitamente con gran precisione sia portato a Castelfiorentino
all'ospedale per l'operazione
ma vedrete la morte è già vicino.
Ma rimedio non fù poro Pietrino
da bravi professori lo curonno
ma rimedio non c'era un lo salvonno.
E il lunedì sera lo portonno
al camposanto con pena e dolore
gli amici di Castello tutti andonno
a accompagnare il loro suonatore.
Per il povero Tozzi li pregonno
che volasse nel braccio del signore
e pregonno per tutta la famiglia
che per gran tempo bagnerà le ciglia.

O grande udienza amabile e vermiglia
se scrissi male mi perdonerai
dal pianto mi grondan le ciglia
perche amico mio lo capirai.
Chi volentieri la mia storia piglia
il mio nome e cognome capirai
stò a Castelnuovo, mio popolo caro,
son Pannocchi Gelasio calzolaro.

MI SCUSO PER LA LUNGHEZZA DEL POST MA QUESTO è STORIA POPOLARE.

lunedì 27 febbraio 2012

MEMORIE: LA STORIA DI PIETRO TOZZI NARRATA IN RIMA DA PANNOCCHI GELASIO

Pannocchi Gelasio calzolaro in Castelnuovo d'Elsa, mio paese natale, oltre che calzolaro era un grande poeta in ottava rima. Le sue -storie- furono cantate in tutte le piazze e mercati della Toscana, nelle veglie contadine, io l'ho conosciuto,era fra l'altro zio di mia nonna anche se avevano quasi gli stessi anni. diverso tempo fà ho pubblicato in un post il suo testamento in rima.
Questa invece essendo lunga la metterò a - puntate.
Pietro Tozzi, un giovane contadino della fattoria di Meleto era a letto con la moglie, quando senti del rumore venire dalla parte del pollaio, scese dal letto e corse a vedere fuori, si sentì uno sparo i familiari accorsero e lo trovarono in agonia, fu soccorso ma mori. Delitto impunito, chi fossero a sparare è rimasto per sempre un mistero. Pannocchi Gelasio scrisse in rima la storia e da come la descrisse il maresciallo lo convocò in caserma c redendo che ne sapesse più di lui. Naturalmente Gelasio da grande poeta quale era scrisse un capolavoro, ma ne sapeva quanto gli altri, cioè niente.

Se avrai pazienza o popolo garbato
ti narrerò una dolorosa storia
che tutto il piano d'Elsa ha impressionato
ed essa è degna di tenè a memoria.
Il 15 Gennaio giorno ingrato
quando il sole un avea più la baldoria
una frotta di ladri e di assassini
principionno a rubà dal Caparrini.
Gli presen gallin chiocce e pulcini
senza che nessun potesse sentir niente
Poi sartonno da i Bardi li vicini
fecen lo sfondo ma fù inutilmente.
Ci trovonno tre o quattro pollastrini
poi il Romagnoli gli venne nella mente
ma nel pollaio un ci potenno entrare
perchè il cane principiò ad abbaiare.
allora fun costretti di scappare
ognuno a gamba lesta zitto e cheto
vanno al barroccio per deliberare
decisero d'andà verso Meleto.
Amici miei principia il lacrimare
se pazienza ne avrete non mi cheto
sentirete di lor l'arte e l'nganno
il gran sistema di rubar che hanno.
Due in fondo al barroccino laggiù stanno
e gli altri con le balle e grimaldelli
dal Tozzi e dal Regini se ne vanno
proprio decisi di rubare a quelli.
CONTINUERò NEL PROSSIMO POST.

domenica 26 febbraio 2012

E DA QUì PASSO' LA STORIA.



Una leggera brezza rinfresca una bella mattina di Settembre, è Domenica. Già dalla sera prima avevamo deciso di ritornare in Vald'Elsa per camminare un giorno sulle colline di Certaldo e Barberino d'Elsa. Avevamo deciso di parcheggiare in fondo la salita di Vico d'Elsa, ma giunti ai piedi della salita non c'era posto per parcheggiare, siamo tornati indietro di cento metri nella statale in direzione di Certaldo; vedo sulla destra una stradina asfaltata con indicatore San Donnino, la prendo e trovo subito uno spiazzo, parcheggio.Dico a Chiara, questa strada non la conosciamo,bene, risponde, forse ci porta a Barberino, andiamo. Iniziamo il cammino, nei campi è tutto un volare fagiani, è riserva di caccia,ai lati della strada ci sono cartelli col nome della riserva.
....e subito è salita dura, sulla sinistra una vigna non vendemmiata dall'uomo ma dai fagiani, penzolano dalle viti solo i raspi. Mi viene in mente subito quando mezzadri quanti danni subivamo dai fagiani per il divertimento del marchese Pucci, naturalmente niente indennizzi....
Si sale verso la collina una dritta mozzafiato, vediamo in cima una grande colonica che sembra in cielo. La raggiungiamo passandoci vicino, l'asfalto finisce e termina la salita. Ora camminiamo in pari avendo a sinistra un filare di olivi, sul lato destro della strada una piaggia mezzo arata e in sosta un enorme trattore, vi sarà impiantata certamente una vigna.
Ci guardiamo attorno,in vald'Elsa appena raggiungi la cima di una collina il panorama è di incanto: ecco davanti a noi le torri di San Gimignano col Poggio del Comune che le fà da cappello, ti volti ed ecco il borgo medievale di Certaldo Alto, intorno vedi quà e là fattorie con parchi di leccio e cipresso, poi vigne, tante vigne, olivi,campanili, e sparse diverse coloniche con la classica colombaia, qualche boschetto nei pendii più ripidi.
Camminiamo in silenzio ammirando questa meraviglia di paesaggio, non passa nessuno, la strada bianca procede sul crinale della collina appena ondulata, ogni tanto vediamo una colonica non distante dalla strada. Ecco, dopo un boschetto, dietro una curva una chiesetta, poco distante alcune case seminascoste dal bosco. La chiesetta è chiusa ma da una finestra vediamo un altare in pietra serena con sopra l'immagine di una madonna in terracotta smaltata.
Ora la strada continua con ai lati cipressi , intorno vigneti e continuando in questo paesaggio veduamo diverse case restaurate nel recente passato, forse seconde case.
Dopo l'abbandono delle campagne dai contadini, molte case rimasero abbandonate e furono poi comperate da cittadini facoltosi che ne fecero case vacanze per un periodo, per abbandonarle di nuovo, alcune frequentate saltuariamente altre trasformate in casa vacanza.
Per anni nel dopoguerra i contadini schiacciati dalla miseria sono stati costretti a cercare nell'industria sviluppatasi nei paesi di fondovalle,una vita migliore a quella di miseria che l'avevano costretti gli agrari. Quanta tribolata era la vita su queste colline della vald'Elsa, senza acqua in Estate, strade fangose in inverno, lavorare tutto l'anno e poi dare metà raccolto al padrone, sempre tiranneggiati da fattori e guardie che tiranneggiavano i contadini. E i preti, sempre pronti a aumiliare la gente semplice con prediche e imposizioni medievali, sempre schierati dalla parte dei padroni, loro stessi padroni di poderi, da quì un proverbio che la sa lunga: -povero scannato e contadin di un prete.
Hanno lottato! abbiamo lottato, anche i in gioventù era uno di loro, i mezzadri della valle dell'Elsa prima di lasciare queste belle colline, ma sorda è stata la risposta alle giuste rivendicazioni da parte dello stato. E gli agrari prima di concedere qualcosa hanno preferito il degrado.
Ora i figli, i nipoti di questi contadini vedono queste colline in gite domenicali, qualcuno ha avuto benessere economico e compera casa in collina ma scimmieggia i vecchi padroni: recinge,fa di una casa che prima era ospitale una prigione per se stesso.Vediamo molte case belle restaurate con piscina, ora l'acqua c'è apparsa come di incanto, giardini con piante esotiche.Ma sono case morte, senza canti, senza bimbi a scorrazzare chiassosi, senza polli a svolazzare davanti casa.Vediamo davanti casa solo il lindo pratino all'inglese; i pochi che vi swoggiornano sono chiusi in casa o sdraiati al sole, i pochi che si incontrano danno un secco buongiorno e via.
Saliamo di nuovo sopra un cucuzzolo,c'è una fattoria,la strada si arrampica fra alti muri di massello, nei campi moderne strutture di coltura di ortaggi, sulla sinistra una bella piantagione di olivi. Arriviamo in cima, diverse case, una chiesetta, più in alto una grande villa padronale. Una breve discesa con sulla destra un bosco che degrada a valle, un cartello stop ci segnala l'asfalto della provinciale che sale da Certaldo. Si cammina ora in salita al lato della strada sempre con lo stesso paesaggio di vigne e olivi, davanti a noi la collina scura di San Donnino: poche case una chiesa con sopra una boscaglia di lecci secolari, la salita si fà dura con secchi tornanti, alcune case vacanza e la strada spiana un poco, una dritta e si intravede in cima la fine della salita. Eccoci dopo poco finalmente in cima ad una grande spianata. Questa è la vald'Elsa: che panorama! intorno a noi:il borgo medievale di Locardo, il castello di Santa Maria Novella, i calanchi di Casale, con subito sotto le torri e le mura di Certaldo. più lontano Gambassi Terme e Montaione, le torri di San Gimignano, la cinta muraria di Monteriggioni, danvanti a noi Barberino. quì siamo sul suolo dove sorgeva Semifonte la grande città medievale che i fiorentini rasero al suolo nel 1200. Lo scempio che ha tolto alla vald'Elsa un'altro gioiello storico.Quanto è stato detto e scritto da sempre sulle guerre, quanto ha sofferto l'umanità con le guerre. Ma l'uomo ha sempre trovato pretesti per farle. Ora all'uomo si può solo impedire di fare la peggio,quella atomica, fare della terra una necropoli planetaria, come diceva monsignor Ernesto Balducci.
Neppure un mattone è rimasto a ricordare Semifonte, solo dopo due secoli dove era la città fu costruita una cappella tuttora bene conservata e visitabile il pomeriggio. La cappella ha la stessa cupola di Santa Maria del Fiore di Firenze. all'incrocio il cartello segnala Barberino km 5 ora camminiamo più spediti in pari verso la vicina Petrognano Semifonte. Grandi edifici colonici precedono la fattoria con la grande villa, grandi portali in pietra serena attorno grandi piante di cipresso e leccio, ma l'occhio si posa su di una lapide scolorita, un nome: morto nell'Ottobre 1944 da splosione di ordigno bellico, uno dei tanti contadini che andati a lavorare rimanevano vittime ni ordigni e mine.
Mezzogiorno, cerchiamo un ciglio sottovento dopo Semprognano per pranzare mezzora di sosta e di nuovo in cammino verso BARBERINO. Non si può descrivere, bisogna attraversarlo e vedere quanto è bello questo gioiello in cima ad un colle magico, con intorno a vista d'occhio il Chianti, bello e ormai in ostaggio di ricchi stranieri.
Ritorniamo indietro per un tratto e poi prendiamo la strada per Vico d'Elsa che raggiungiamo dopo avere camminato fra casali vigne e oliveti. Vico è una terrazza su San Gimignano, una sosta e giù in discesa verso l la fine del cammino.
NELLE FOTO BARBERINO D'ELSA

sabato 25 febbraio 2012

Vecchia strada di bosco



Se camminando in un bosco e restate disorientati, niente panico, non andate verticalmente ma di traverso vi aiuterà una amica di sempre: una vecchia strada sconnessa, si più la strada è sconnessa, scavata corrosa più facile far ritrovare l'uscita dal bosco. Non fidatevi mai dentro un bosco di stradine senza cigli,sono strade fatte di recente dai tagliaboschi hanno una direzione, se prendete quella sbagliata vi può condurre in mezzo alla foresta e tuttuntratto finisce. Ma se una strada di bosco passa dentro cigli alti quella ti conduce fuori dal bosco. Nei folti boschi la vegetazione difende dalla corrosione delle piogge,mentre nella via il terreno rimane nudo e l'acqua che vi scorre poco alla volta porta via terreno, più corrode e più si abbassa la carreggiata mentre intorno la vegetazione non permette erosioni.Più alti sono i cigli ai lati di una via di bosco, più vecchia anche di secoli è la strada.E se la strada è vecchia più importante è la sua esistenza. Una strada dentro cigli alti ha secoli di vita ed è servita per tante generazioni per collegare: un villaggio, una via importante,prendetela e vi condurrà fuori dal bosco.

NELLE DUE FOTO UN TRATTO DELLA VIA FRANCIGENA DOPO LA PIEVE DI COIANO . da quì è passata tanta storia.

ORA INCOMINCIA.......

Appena comincia una pioggerellina senti brontolare: che stagionaccia, ora incomincia.....ci mancava che oggi piovesse ecc. Come se l'acqua che adoperiamo in abbondanza, anche sprecandola la mandasse chissà chi. Presto in Toscana se continua questa siccità invernale ci saranno in qualche zona razionamenti e interruzioni. Trascorso l'autunno, ora anche quasi tutto l'inverno con solo sporadiche pioggerelline e una spruzzata di neve che non tolgono neppure la polvere c'è da essere preoccupati.Si cammina in letti asciutti di torrenti, le sorgenti si prosciugano, i pozzi non producono acqua,i boschi sono a rischio incendio in Febbraio...... Appena cade una goccia senti il coro nei bar, nei supermercati: ora incomincia, come si stà bene col beltempo.... Ma concittadini miei! che al novantacinque per cento siamo figli o provenienza contadina certo se piove o non piove non saranno le vostre lamentele a modificare il tempo, ma per favore state zitti! non rendiamoci più ridicoli di quello che siamo.