Non sò se anche da altre parti, ma credo in molte zone quando si supera certi anni anche se alti e grassi sono definiti omino. Categoria che da tempo milito: e quando i giovani parlano di noi dicono: ho quell'omino lì è i' tu nonno?, oppure: quando viene quell'omino a potà la siepe, e se proviamo a parlare coi nostri lunghi paragoni: -che palle quell'omino-. C'è persino un blog a Bologna che ridicolizza la nostra insaziabile curiosità nell'osservare il prossimo.
A volte mi lascio andare a lunghi discorsi poi all'improvviso mi interrompo, meglio fare una sintesi breve.... ma l'ominide riprende il sopravvento.
Sono 5 anni che presento in tv i percorsi trekking in piccole ma belle realtà della mia zona, quando mi rivedo mi terrorizza in mio aspetto: sono 77 anni, t'ai voglia di lisciatti Maresco! sei proprio un omino.
Basta smetto, perbacco! un pò di dignità! Ma poi quando incontro la gente che mi chiede di quel luogo, i titolari insistono: dove lo trovo uno che conosce a menadito molti luoghi della nostra campagna, ormai sei un personaggio!- pensa: che un cliente che ho proposto la pubblicità non conosceva il nome della trasmissione, poi ha capito:- ha dove c'è quel vecchio che cammina.......- Mi verrebbe la voglia di fare un montaggio -che cammino sull'acqua e mandare affanculo tutti. Ma in fin dei conti, a proposito non percepisco conpensi, non li vorrei, mi basta far conoscere un poco delle mie campagne a tanta gente distratta che preferisce andare all'estero e non fare un giro- dietro casa.
Direte: ma quanto la fa lunga quell'omino! in fondo non lo ammette si è innamorato di quel puntino rosso in cima alla cinepresa.........
sabato 9 marzo 2013
venerdì 8 marzo 2013
Guandando giu' nel torrente: c'era una volta........I MULINI A MALTEMPO
E si cammina ore, in piagge assolate, o in inverno su strade inghiaiate: piagge spoglie, solo frumento o erba, solo giù fra una piaggia e l'altra rovi e piante coprono tutto: Qua e la una casa vacanze o un rudere. Questo appare al frettoloso viandante il vasto territorio delle argille toscane. Ma se ti domandi: nel passato ci vivevano migliaia di famiglie, come potevano vivere in un territorio cosi ostile specie in estate quando la siccità durava. Per avere risposta bisogna scendere nelle forre, nei torrentelli e qualcosa rimane a ricordare come per esempio la piccola valle del torrente Orlo a Montaione. Quà e la fra i rovi si trovano resti di costruzioni: Sono - i mulini a maltempo-
l'Orlo è un piccolo torrente che scorre giù dal lato orientale della collina di Montaione, una gola stretta circondata da piaggioni argillosi, niente sorgenti, se piove c'è acqua se, specie in estate nei periodi siccitosi niente, asciutto. Ebbene nella valle dell'orlo c'erano sei mulini sin dal 1200.
Addirittura erano regolati da regole quasi cooperative: chi era socio macinava gratis gli altri pagavano.
Ma, ritorniamo a come macinavano: in inverno pioveva e ogni mulino aveva la sua gora, invaso per trattenere molta acqua, in estate al primo temporale si prevenivano così: il mulino più in alto mandava un ragazzo ad avvertire il mulino più in basso che iniziava a macinare, il quale aspettava l'acqua che scendesse nella sua gora e prima di incominciare a macinare spediva un ragazzo ad avvertire quello sotto. Così di mulino in mulino utilizzando la stessa acqua si poteva macinare. I contadini, non avevano chi li avvertiva?, Col passaparola e con le corse di qualche ragazzo.
l'Orlo è un piccolo torrente che scorre giù dal lato orientale della collina di Montaione, una gola stretta circondata da piaggioni argillosi, niente sorgenti, se piove c'è acqua se, specie in estate nei periodi siccitosi niente, asciutto. Ebbene nella valle dell'orlo c'erano sei mulini sin dal 1200.
Addirittura erano regolati da regole quasi cooperative: chi era socio macinava gratis gli altri pagavano.
Ma, ritorniamo a come macinavano: in inverno pioveva e ogni mulino aveva la sua gora, invaso per trattenere molta acqua, in estate al primo temporale si prevenivano così: il mulino più in alto mandava un ragazzo ad avvertire il mulino più in basso che iniziava a macinare, il quale aspettava l'acqua che scendesse nella sua gora e prima di incominciare a macinare spediva un ragazzo ad avvertire quello sotto. Così di mulino in mulino utilizzando la stessa acqua si poteva macinare. I contadini, non avevano chi li avvertiva?, Col passaparola e con le corse di qualche ragazzo.
giovedì 7 marzo 2013
8 MARZO.
Un pensiero ed un ricordo a mia madre e alle tante migliaia di donne che come lei hanno vissuto una vita senza clamori ma sono state delle eroine giorno dopo giorno per procurarci il pane a volte le medicine, in momenti drammatici come guerra e carestie.
Mi ricordo mia madre col sacchetto del grano - e insieme al grano l'orzo perche il grano non bastava- andare al mulino, perchè gli uomini stavano nascosti per paura di essere deportati dai tedeschi, partire con quel sacchetto di grano con il rischio dei bombardamenti. O andare al mercato a vendere qualche coniglio per comperarci medicine, tornare e portare sulla schiena il ramato, fare il pane, il bucato.
Donne del passato: dopo avere sgobbato da sole a sole la sera rammendare i calzini,fare lavoretti malgrado la stanchezza.
Voglio ricordarla l'8 Marzo mia madre col suo nome e cognome: Calvani Nella!
Mi ricordo mia madre col sacchetto del grano - e insieme al grano l'orzo perche il grano non bastava- andare al mulino, perchè gli uomini stavano nascosti per paura di essere deportati dai tedeschi, partire con quel sacchetto di grano con il rischio dei bombardamenti. O andare al mercato a vendere qualche coniglio per comperarci medicine, tornare e portare sulla schiena il ramato, fare il pane, il bucato.
Donne del passato: dopo avere sgobbato da sole a sole la sera rammendare i calzini,fare lavoretti malgrado la stanchezza.
Voglio ricordarla l'8 Marzo mia madre col suo nome e cognome: Calvani Nella!
mercoledì 6 marzo 2013
RACCONTO: UNA STORIA DI INGANNO.
Sai chi è morta?, chi? rispondo a mia sorella. Rossana! Rimango in silenzio, poi dico: la trovavo spesso al mercato, sempre bella. Con la stessa pettinatura uguale a quando la conobbi, allora aveva 18 anni e io ero un tredicenne, ne è passato del tempo.
-Erano gli anni 20 quando Luisa, la madre di Rossana rimase vedova, a quei tempi un contadino se lo portava via una polmonite, rimase vedova con tre figli di pochi anni, un podere da lavorare a mezzadria col padre ed un fratello menomato. Lavoro nel podere, in casa, l'unica donna, c'è da immaginarsi come era la vita di Luisa, solo alla domenica si recava alla messa nella vicina chiesa.
Un giorno arrivarono i muratori a restaurare la casa e uno di essi cominciò ad avere attenzioni per la giovane vedova, li per lì lei non ci fece caso ma questo giovane cominciò a corteggiarla dicendo che l'avrebbe sposata,sembrava sincero, serio, le raccontava che viveva con la madre nella sua casa di Gambassi. I lavori durarono mesi, il muratore riusci nel suo intento e Luisa rimase incinta. Appena gli disse di essere incinta lui sparì: che fare? recati a Ganbassi le fu consigliato e parlaci. Una mattina Luisa parti a piedi dal Vignale e prima di mezzogiorno arrivò in Gambassi, si recò dal prete e seppe: quel muratore era sposato ed aveva tre figli, si svenne, poi volle recarsi a casa di lui, disse che non ci aveva avuto niente con lei e sua moglie la chiamò puttana.
Accettò la nascita e Rossana venne al mondo accettata dagli altri fratelli.
Dicevo: quando la conobbi aveva 18 anni ed aveva un grande desiderio, conoscere suo padre, non perchè impresario agiato, ma per vederlo, un giorno partì per Gambassi suonò alla porta, il padre, si affacciò alla porta, Rossana come lo vide rimase in silenzio un attimo, mi raccontò dopo anni, poi lei si voltò e venne via di corsa: vedere quella persona mi pentii di averlo cercato.
-Erano gli anni 20 quando Luisa, la madre di Rossana rimase vedova, a quei tempi un contadino se lo portava via una polmonite, rimase vedova con tre figli di pochi anni, un podere da lavorare a mezzadria col padre ed un fratello menomato. Lavoro nel podere, in casa, l'unica donna, c'è da immaginarsi come era la vita di Luisa, solo alla domenica si recava alla messa nella vicina chiesa.
Un giorno arrivarono i muratori a restaurare la casa e uno di essi cominciò ad avere attenzioni per la giovane vedova, li per lì lei non ci fece caso ma questo giovane cominciò a corteggiarla dicendo che l'avrebbe sposata,sembrava sincero, serio, le raccontava che viveva con la madre nella sua casa di Gambassi. I lavori durarono mesi, il muratore riusci nel suo intento e Luisa rimase incinta. Appena gli disse di essere incinta lui sparì: che fare? recati a Ganbassi le fu consigliato e parlaci. Una mattina Luisa parti a piedi dal Vignale e prima di mezzogiorno arrivò in Gambassi, si recò dal prete e seppe: quel muratore era sposato ed aveva tre figli, si svenne, poi volle recarsi a casa di lui, disse che non ci aveva avuto niente con lei e sua moglie la chiamò puttana.
Accettò la nascita e Rossana venne al mondo accettata dagli altri fratelli.
Dicevo: quando la conobbi aveva 18 anni ed aveva un grande desiderio, conoscere suo padre, non perchè impresario agiato, ma per vederlo, un giorno partì per Gambassi suonò alla porta, il padre, si affacciò alla porta, Rossana come lo vide rimase in silenzio un attimo, mi raccontò dopo anni, poi lei si voltò e venne via di corsa: vedere quella persona mi pentii di averlo cercato.
lunedì 4 marzo 2013
SI RITORNA PER CONOSCERE
In un post avevo parlato di una mia escursione a Vignale- Montaione- Questa volta ho raggiunto Vignale dalla Cappella Del Lupo , una marginetta a meta strada fra San Vivaldo e Castelfalfi. e seguendo la bella segnalazione del sentiero trekking n 5 di Montaione. bello e selvaggio e abbandonato ora Vignale,case, chiesa, castello, mulino tutto in rovina. Perchè sono ritornato: un desiderio morboso conoscere dove negli anni dal 20 al trenta abitava una famiglia che ho avuto vicini di casa e soprattutto Santi,il mio maestro di vita: è stato lui che mi ha portato a vedere il primo spettacolo di varietà al teatro del popolo a Castelfiorentino, in casino la prima volta, a vedere passare il giro d'Italia a Poggibonsi ecc. Ma anche Neno, uno sfortunato menomato mentale a seguito di un brutto episodio fra bambini, ne parlo nel mio libro: -alla Grazia di Guarda chi C'è- Ma Neno nella sua confusione mentale mi parlava della bellezza di una ragazza: Teresa, del mulino sul Roglio. Teresa, mi diceva era bellissima peccato che puzzava di lezzo! Era fantastico Neno nel raccontare a modo suo avvenimenti di quei luoghi, aveva come molti abitanti del sud di Montaione un dialetto che si avvicinava al pisano: Er mi bimbo n'indette a chiappa' i granocchi ner pegalo, quando tornò sembrava r'maiale.....
Ore di cammino niente solo silenzio, eppure fino agli anni 50 vi abitavano centinaia di persone, tutte discese nelle valli industriali della Vald'Elsa e del vald'Arno.
E passando dal mulino, ora un rudere, mi sono immaginato una fila di asini o muli scesi a macinare da Iano, da san Vivaldo il mugnaio infarinato, i mugugni in estate quando la gora non aveva più acqua e bisognava attendere che in ruscello la riempisse.
Passiamo da una casa in mezzo alle sterpaglie, mi sono immaginato che lì abitasse la bella Teresa che Neno raccontava vuoti sogni erotici: cosa hai fatto con Teresa: una scodatina come r'gallo!
Si cammina, si ammira e si fantastica su un mondo lontano........
Ore di cammino niente solo silenzio, eppure fino agli anni 50 vi abitavano centinaia di persone, tutte discese nelle valli industriali della Vald'Elsa e del vald'Arno.
E passando dal mulino, ora un rudere, mi sono immaginato una fila di asini o muli scesi a macinare da Iano, da san Vivaldo il mugnaio infarinato, i mugugni in estate quando la gora non aveva più acqua e bisognava attendere che in ruscello la riempisse.
Passiamo da una casa in mezzo alle sterpaglie, mi sono immaginato che lì abitasse la bella Teresa che Neno raccontava vuoti sogni erotici: cosa hai fatto con Teresa: una scodatina come r'gallo!
Si cammina, si ammira e si fantastica su un mondo lontano........
sabato 2 marzo 2013
MENTRE ATTENDO L'ALBA
Come ogni mattina esaurito il sonno sono alzato perchè non sò stare a letto sveglio. Dormo abbastanza perchè alle 21 tocco il letto e mi addormento. Uscire non mi và, poi ho preso questa abitudine da moltissimi anni da quando: visto che ancora è buio ve lo racconto:
- negli anni 70, anni di lotte, ero operaio calzaturiere,facemmo lotte per il contratto, per la difesa della salute, tutte le sere riunioni dibattiti, conferenze in stanzette delle case del popolo, dalla camera del lavoro dove il fumo passivo toglieva il respiro,poi fui eletto in consiglio comunale e lì consigli fiume a volte fino all'alba. Un pomeriggio mentre parlavo ad una assemblea mi cedette all'improvviso la voce, dovetti scendere dal palco e rimanere in silenzio, la voce mi ritornò poco dopo ma fioca, e nei giorni successivi il fenomeno si ripetè, andai dal medico e mi consigliò una visita specialistica. Sentenza: un polipo alle corde vocali. Mi operai, una operazione ambulatoriale e dopo 3 giorni di silenzio tutto tornò normale. Ma ogni volta che andavo in un ambiente fumoso mi veniva la febbre, non febbre alta ma con tosse alla gola tremenda. Ero in consiglio comunale e di impegni ce ne erano, ma ogni volta che frequentavo ambienti fumosi mi ammalavo.
Dissi basta: niente bar, niente frequentazioni al chiuso e tutto è andato bene. Ho fatto sport, ho fatto trekkking,ho lavorato da artigiano quanto un nero, tutto bene, ma isolandomi la sera sono sempre andato a letto presto e questa abitudine l'ho conservata anche quando è uscita finalmente la legge Sirchia.......
Vedo che fuori è gia giorno, devo accendere il fuoco alla stufetta, ormai è un rito, poi essendo Domenica arriverà mia nipote e avrò da fare............
- negli anni 70, anni di lotte, ero operaio calzaturiere,facemmo lotte per il contratto, per la difesa della salute, tutte le sere riunioni dibattiti, conferenze in stanzette delle case del popolo, dalla camera del lavoro dove il fumo passivo toglieva il respiro,poi fui eletto in consiglio comunale e lì consigli fiume a volte fino all'alba. Un pomeriggio mentre parlavo ad una assemblea mi cedette all'improvviso la voce, dovetti scendere dal palco e rimanere in silenzio, la voce mi ritornò poco dopo ma fioca, e nei giorni successivi il fenomeno si ripetè, andai dal medico e mi consigliò una visita specialistica. Sentenza: un polipo alle corde vocali. Mi operai, una operazione ambulatoriale e dopo 3 giorni di silenzio tutto tornò normale. Ma ogni volta che andavo in un ambiente fumoso mi veniva la febbre, non febbre alta ma con tosse alla gola tremenda. Ero in consiglio comunale e di impegni ce ne erano, ma ogni volta che frequentavo ambienti fumosi mi ammalavo.
Dissi basta: niente bar, niente frequentazioni al chiuso e tutto è andato bene. Ho fatto sport, ho fatto trekkking,ho lavorato da artigiano quanto un nero, tutto bene, ma isolandomi la sera sono sempre andato a letto presto e questa abitudine l'ho conservata anche quando è uscita finalmente la legge Sirchia.......
Vedo che fuori è gia giorno, devo accendere il fuoco alla stufetta, ormai è un rito, poi essendo Domenica arriverà mia nipote e avrò da fare............
venerdì 1 marzo 2013
RIPENSANDO AL LINGUAGGIO.
A me non è che non mi scappi dalla lingua qualche parolaccia, ma fare delle parolacce una lingua proprio non comprendo. Mio padre terza elementare vissuto contadino tutti i suoi 92 anni non l'ho mai sentito usare parole volgari, gesti, accenni ma mai parolacce continue. Mio padre era un non credente, ma se noi avessimo bestemmiato in sua presenza ci avrebbe tirato dietro quello che aveva fra le mani. Mai in casa avrebbe sopportato parolacce volgari.
Quando leggo o sento da chi viene votato usare un linguaggio volgare, non frasi o qualche parola ma fare del volgare la sua lingua mi vengono i brividi. Non sono un puritano, a volte scappa la parolaccia. ma perbacco se scappa a chi perde il lavoro, a chi non ha avuto modo di studiare passi, ma a chi è educatore: educatore sono chiunque si esibisce in pubblico, tv, comizi, spettacoli ecc mi arrabbio e dall'alto della mia licenza di 5 elementare le dico: Andate a quel paese.
Quando leggo o sento da chi viene votato usare un linguaggio volgare, non frasi o qualche parola ma fare del volgare la sua lingua mi vengono i brividi. Non sono un puritano, a volte scappa la parolaccia. ma perbacco se scappa a chi perde il lavoro, a chi non ha avuto modo di studiare passi, ma a chi è educatore: educatore sono chiunque si esibisce in pubblico, tv, comizi, spettacoli ecc mi arrabbio e dall'alto della mia licenza di 5 elementare le dico: Andate a quel paese.
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