venerdì 28 dicembre 2018

Passano gli anni e tu nel tuo camminare per forsa ti ripeti: una due, dieci volte. Camminare spesso come facciamo noi con i limiti di lontananza che l'età impone sono sempre gli stessi luoghi anche se il nostro giro è ampio.
Si, camminare fa bene, dicono i dottori, ora lo dice anche la gente quando ci vede passare, ma per noi non è il camminare fare movimento fisico, il nostro camminare non è percorrere distanze ma e seguire la realtà della natura intorno.....Guarda lì c'è una proda di viti, poi vediamo la stessa cinquecento gialla parcheggiata nello stesso posto di tempo fa:La cinquina! Eppure ci caricavamo pelli di capretto e pelli di vitello da fodera. Ti ricordi quella carica di rocce da Carrara, furono clementi quei Carabinieri quando ci fermarono....Poi col Renolt 4, allora era duro fare lunghi viaggi ma si caricava bene.
Quarda il salice rosso: ne avesse Italo ci farebbe cesti capolavori. Poi un saluto, uno scambio sul tempo. Basta poco a degli anziani per goderci della natura dei nostri luoghi ci pensano le stagioni a cambiarci scenario.
Eravamo in cima alla salita, la strada spianava, sulla destra su un cucuzzolo rotondo si vedeva una bella villa, la recinzione arrivava al limite della strada, vedo bat impennarsi: dilà alla rete una lupa silenziosa ci guardava, bat si avvicina, i due si fiutano, si leccano. Arrivati al'altezza del sentiero lo prendiamo e anche lì la recinzione e la lupa ci seguiva e con bat di qua dalla rete si coccolavano, ho allungato la mano e l'ho accarezzata: un pelo di una bellezza, mi si è girata ed ho potuto ammirare il lungo muso bellissimo.
Intanto la recinzione girava in giù e noi ci allontanavamo sempre più , allora la lupa chiamandoci ha emesso un lungo ululato che se fosse stato in una foresta ce la saremmo fatta sotto, invece ci chiamava ad intervalli: un lungo ululato un poco di silenzio e ricominciava. ho acceso la digitale per registrarla, magari facendo il ganzino come delle sale pranzo: la registrazione non è venuta, meglio il ricordo.

giovedì 27 dicembre 2018

E un giorno che non avevamo lavoro capitava mancava la pelle o altro, che ci si fa a casa? Via si va in Montagna e si stacca dai rumori, dal telefono ….. Zaini e via destinazione Pania della Croce dalla Garfagnana. Si arriva a Piglionico, deserto , nessuna macchina Zaini in spalla e su nel sentiero sei. Si sale bene non fa caldo poi la faggeta e freschissima, siarriva salendo sino alla fonte sotto L'Omo Morto ci si rifornisce e al rifugio Rossi si tira dritti Afoci di valli si fa un riposino poi via nella ascesa della valle dell'inferno. Il canino che avevamo, Brek vola in cima al crinale e ci guarda come dire: gnamo! La Pania è tutta nostra.
Sopra la costa Pulita ci apprestavamo a pranzare: Che bello! Siamo soli. Il nostro canino guarda verso la Croce e inizia ad abbaiare, spunta uno incazzato: lega codesto cane sennò gli tiro una sassata!
O! arrivare su una vetta e nel giro di km ne indoviniamo uno cosi! Metto il guinzaglio al cane e questo continuava an inveire, l'ho lasciato perdere se ne ò andato brontolando.
Uno scala una montagna è se aveva voglia di litigare anche lì c'era da farlo :
Lo spavento fu tanto quella mattina del 10 ottobre 43 quando i bombardieri alleati tornando da bombardare Firenze sganciarono una bomba a poche centinaia di metri da noi che stavamo vendemmiando un grande spavento,dopo poco fu bombardata Livorno e la colonna di fumo si vide anche da Castelnuovo.
Ormai gli allarmi aerei suonati dalle fornaci, dal Ferruzzino dallo zuccherificio di Granaiolo ci facevano correre nel fossone, si sentiva il tetro ronzare dei bombardieri ma puntavano oltre.
Quel S.Stefano eravamo a tavola e finire la minestra in attesa di quel rosbiff sentito nominare da giorni quando le sirene da Castello, g
Granaiolo, S Matteo cominciarono quel suono lento prolungato, lugubre in quei giorni.
Via! Gridò il mio babbo nel fossone: nel tempo che si scende il ciglione cominciò il bombardamento su Empoli.
In linea d'aria Castelnuovo da Empoli dista poco, lo scoppio delle bombe ci terrorizzava, se cadevano lì era finita. Io mi ero sdraiato con le mani sotto la pancia, come ci aveva insegnato il maestro Bagagli, chi ricorda quanto durò, mio padre disse: via andiamo a finire di mangiare e domani si inizia a costruire il rifugio nel masso.

mercoledì 26 dicembre 2018

Di che sa un paese senza avere orti coltivati intorno? Erano belli gli orti intorno ai piccoli paesetti con un capanno su un lato magari coi conigli qualche gallina....
Vò all'orto.....
Ho aspetta un poino c'e sempre brinata, sennò codesto catarrone tu lo porti alla fossa!.
Intanto vò il là poi addorcisce,c'è già il sole.... ma ti colgo il cavolo?
Vengo io più tardi, sennò chissà che mi combini.....
Diamine! Che ti pareva! ….fammi andà via sennò te ne dio due!
E poi da scepre a scepre i dialoghi,, le conversazioni , i litigi se c'è un cane che abbaia......
Ora i nuovi pensionati stano in casa: tv o cellulare tutto presi a guardare aggeggi per comunicare ma che ti creano solo solitudine.

domenica 23 dicembre 2018

Vedessi Empoli come è bello e quanta gente c'è... Vai io dentro un negozio mi anniento, non è il mio mondo,io finisco di concimare gli olivi così domattina...
Si ho in mente di passare una giornata in bosco e anche in quel bosco lì dove corbezzoli fioriti si mescolano ad agrifogli e pini per disintossicarmi da babbi natale presepi artistici, gente frenetica che si da da fare per riempire pance e discariche, un bel pranzo a base di cardoni su qualche diripo ammirando il mondo esterno magari su qualche muretto a secco
fatto dall'uomo quando la terra valeva....

martedì 18 dicembre 2018

Passo spesso da questa lunga valle che poi finisce al limitare di un bosco di querci e oggi mi ha accolto con un tappeto di foglie.
E questo tappeto per me l'addobbo natalizio più bello:camminare e sentire sotto i piedi il frusciare le ruvide foglie di quercia è per mè musica che rievoca tante cose come del resto questa lunga valle ricordo lontano ma vivo della mia infanzia.
Arriva un auto si ferma, più avanti non puù la strada è solo per trattori, scende il cane: vedo che prende il vanghino: tartufi? Si fà per fà ma ora l'abitat non è quello, spariti i contadini.....
Elì i ricordi: venivano in paese con gli zoccoli derisi dai paesani ora ricordati come tutori dell'ambiente: C'erano salici fosse rii con le vettricile, viti a pioppo ora abbandono e ruspe ogni tanto nel rio
Si sale ora verso la chiesa la fra i rovi un tempo c'era una fornace,
Sono belli i ricordi ti mentengono nel sogno la gioventù......