giovedì 11 settembre 2014
LA REGIONE E IL PAESAGGIO
Si vuole chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. La regione Toscana fa il nuovo piano per la difesa del paesaggio quale? Una grossa quantità di oliveti sono abbandonati, i terreni che non sono a vigneti in collina non sono coltivati escluso pochi terreni, il pino marittimo è quasi espinto, i castagneti muoiono,in montagna non si vede quasi più una pecora, quelle poche sono pasto per i lupi, le piccole valli e sono tante sono spazzate da annuali alluvioni. Il bello è solo nei vigneti, ma anche li c'è chi coltiva ma anche chi abbandona in complesso la coltivazione regge e allora in do si picchia : limitare i vigneti. Nessuno si preoccupa più che intere vallate si spopolano, basta girare per paesi e vedere le case vuote, intorno i paesi orti abbandonati con capanni sfasciati e rovi macchia che si avvicina alle case, e torrentelli nati sull'abbandono che scendono in diretta nei fondo valle. Paesaggio toscano io che sono un lamentone non perche sono un vecchio ma perchè ancora lucido mi ricordo come era prima e stò male a sentir parlare di piani per il paesaggio: con chi lo vogliono fare questo piano? con tre scribacchini al compiùter? o con chi ci abita? ma chi ci abita nei nostri paesi semiabbandonati? nelle ville Tedeschi, nelle case fattiscenti: stranieri. Dove lo trovate un toscano contadino? ormai c'è solo quel che è stato creato in tanti anni: degrado.
lunedì 1 settembre 2014
A NORD E EST DI VOLTERRA
BELLA CAMMINATA OGGI NEL COMUNE DI VOLTERRA
Arrivati in fondo la Salita ecco la chiusura per frana, male per chi vi passa noi camminiamo tranquilli
ecco la frana che dall'inverno impedisce il transito su una strada importante per il turismo e non solo.
La immensa boscaglia del poggio del comune e del parco castelvecchio che nasconde il grande borgo medievale abbandonato da secoli
Al Cornocchio ci vogliono queste giornate fredde per vedere la bellezza del volterrano
Questa colonica e siamo a Pignano è una delle più fotografate e dipinte della zona
Altra colonica agrituristica di una fattoria molto gettonata dagli stranieri, il parcheggio alla villa era pieno di auto
il castello trasformato in villa: agriturismo da quattrinai....
presa di culo : io ci ho lavorato con quegli attrezzi,
Strada bianca per turisti che collega i vari agriturismi.
Piagge e querce solitaria, un paesaggio dove mi ci trovo benone!
Questo è il volterrano: argilla e boscetti sui crinali
Siamo vicino un pastore, il gregge è nella lecceta
casa del pastore, molti cani ci accolgono ma si limitano a seguirci , non siamo persone sospette e loro lo sanno.
La casa del pastore vista dalla valle. C'era anche un grosso recinto a 5 stelle dove quattrinai credono di essere liberi in campagna pagando in realtà se non si rinchiudono non sono felici.
U
Un bosco bello e verdissimo ci accompagna sulla statale per Volterra e non poteva mancare i rotoli di fieno nelle immense piagge.
E la lontano fra volterra e Montecatini Valdicecina brilla lontanissimo il mare della Caprraia.
Arrivati in fondo la Salita ecco la chiusura per frana, male per chi vi passa noi camminiamo tranquilli
ecco la frana che dall'inverno impedisce il transito su una strada importante per il turismo e non solo.
La immensa boscaglia del poggio del comune e del parco castelvecchio che nasconde il grande borgo medievale abbandonato da secoli
Al Cornocchio ci vogliono queste giornate fredde per vedere la bellezza del volterrano
Questa colonica e siamo a Pignano è una delle più fotografate e dipinte della zona
Altra colonica agrituristica di una fattoria molto gettonata dagli stranieri, il parcheggio alla villa era pieno di auto
il castello trasformato in villa: agriturismo da quattrinai....
presa di culo : io ci ho lavorato con quegli attrezzi,
Strada bianca per turisti che collega i vari agriturismi.
Piagge e querce solitaria, un paesaggio dove mi ci trovo benone!
Questo è il volterrano: argilla e boscetti sui crinali
Siamo vicino un pastore, il gregge è nella lecceta
casa del pastore, molti cani ci accolgono ma si limitano a seguirci , non siamo persone sospette e loro lo sanno.
U
Un bosco bello e verdissimo ci accompagna sulla statale per Volterra e non poteva mancare i rotoli di fieno nelle immense piagge.
E la lontano fra volterra e Montecatini Valdicecina brilla lontanissimo il mare della Caprraia.
venerdì 29 agosto 2014
MATTUTINO
ore 5, 22
Mi sono affacciato appena alzato alla finestra, ho visto nel buio una stella anche oggi dovrebbe essere bella. Non è che cambiasse molto per me quando ero operaio o artigiano, chiuso stavo ma l'istinto contadino era ed è rimasto: ogni gorno di sole a fine agosto e fino alla vendemmia era per l'uva un aumentare la maturazione e poi la vendemmia se pioveva era un tormento perchè oltre a noi di famiglia c'era gente sì perchè a vendemmiare venivano volentieri tutti ed era una festa, poi le mangiate che si faceva! dei giorni anche due conigli in umido con patate e mia nonna li faceva -parlare- li metteva al fuoco lento di prima mattina, quando si arrivava a mezzogiorno era da leccarsi i baffi, Alla vendemmia io ero il bigonciaio, cioè io prendevo i cesti raccolti e li pigiavo nella bigoncia di legno di castagno, avevo un cesto vuoto e alla voce; l'ho pieno! accorrevo. E i vendemmiatori parlavano mentre staccavano l'uva: i vecchi di disgrazie e soldi è molti erano in sù con gli anni, se c'era giovani si diceva battute. Ero una molla, molte volte non aspettavo che mi chiamassero, colpo d'occhio e via. A sera una sciacquata e via a veglia: c'era quasi sempre una riunione di partito o sindacale, finita si faceva il capannello e giù discussioni a non finire.
Sono andato anni fà ad aiutare vendemmiare, sembrava di essere in guerra: stiamo attenti se passa l'ispettore del lavoro mi rovinano! Ho ma chi fà le leggi oggi non ha cervello! ma come, la vendemmia! ma è una festa staccare pigne e parlare.... quanti pensionati andrebbero a vendemmiare? Ma, forse no! ormai ci hanno incasellati ho a badare un bambinotto o seduti a vedere don Matteo. I bambini di allora quando tornavano da scuola venivano a vendemmiare anche loro mica come ora che li lasciano a far le seghe a mezze giornate a quei giochini stupidi.. Ho quando incomincio a scrivere non smetterei mai più: sono peggio della novella dello stento, che dura tanto tempo,,,,,, Vedo che fuori- Barluggina- bella questa definizione, che farla lunga: comincia a schiarire, il giorno si avvicina. Barluggina- bel mi dialetto! : una parola e si capisce tutto. bongiorno e du ova!
5,30
,30
E poi lo dirai anche tu: fra poco non conosco nessuno, si va bene a parte i contatti con questo aggeggio, ma se non frequenti rimani tagliato dalla società.
Ma come si fà a frequentare in un mondo che liquida tutto con un cenno, magari poi si chiamano al cellulare e chiacchierano minuti. Ma perchè non esci, dice Colei vai alla casa del popolo al bar: chi ci trovi? nessuno: fanno colazione e via prendono il caffè e via, quei pochi parlano di calcio mandandosi affanculo a vicenda, unico modo di aggregazione sono a tavola, tutto si svolge a tavola ed io che odio le ammicchiate a tavola sono segato poi un ci capisco niente, le voci si sovrappongono e perdo il filo del discorso, faccio risolini da ebete facendo finta di aver capito, non sono sordo ma orecchie strausate per decenni come le mie avrebbero bisogno di sentire voci regolari, invece incominci a parlare con uno un altro all'improvviso ti fa una domanda: ci sei andato mai sul tale monte? faccio: è!!! poi il discorso precedente chi se lo ricorda più.
Adoravo le conversazioni di gruppo quando si faceva - cerchio e si parlava di un argomento, ora più di 10 secondi ti seguono, poi capisci che è meglio smettere. Anche nei libri della narrativa moderna c'è subito - il fatto- non c'è: era una notte tenebrosa, il vento sibilava fuori dalla finestra , lei vestita di ..... e durava la descrizione..... No! nei libri d'oggi trombano subito un atto come se si grattasse il formaggio, si scolasse la pasta, manca oggi il preliminare in tutto.
Un sarà mica - per il tempo del fare?-: fra poco i libri gialli incominciano con la sepoltura del cadavere Rinpiango i miei tempi quando si discuteva, si corteggiava, mica come ora se tornasse in vita il mio maestro Santi direbbe: si fa tutto come il gallo: una scodatina e via.
E poi lo dirai anche tu: fra poco non conosco nessuno, si va bene a parte i contatti con questo aggeggio, ma se non frequenti rimani tagliato dalla società.
Ma come si fà a frequentare in un mondo che liquida tutto con un cenno, magari poi si chiamano al cellulare e chiacchierano minuti. Ma perchè non esci, dice Colei vai alla casa del popolo al bar: chi ci trovi? nessuno: fanno colazione e via prendono il caffè e via, quei pochi parlano di calcio mandandosi affanculo a vicenda, unico modo di aggregazione sono a tavola, tutto si svolge a tavola ed io che odio le ammicchiate a tavola sono segato poi un ci capisco niente, le voci si sovrappongono e perdo il filo del discorso, faccio risolini da ebete facendo finta di aver capito, non sono sordo ma orecchie strausate per decenni come le mie avrebbero bisogno di sentire voci regolari, invece incominci a parlare con uno un altro all'improvviso ti fa una domanda: ci sei andato mai sul tale monte? faccio: è!!! poi il discorso precedente chi se lo ricorda più.
Adoravo le conversazioni di gruppo quando si faceva - cerchio e si parlava di un argomento, ora più di 10 secondi ti seguono, poi capisci che è meglio smettere. Anche nei libri della narrativa moderna c'è subito - il fatto- non c'è: era una notte tenebrosa, il vento sibilava fuori dalla finestra , lei vestita di ..... e durava la descrizione..... No! nei libri d'oggi trombano subito un atto come se si grattasse il formaggio, si scolasse la pasta, manca oggi il preliminare in tutto.
Un sarà mica - per il tempo del fare?-: fra poco i libri gialli incominciano con la sepoltura del cadavere Rinpiango i miei tempi quando si discuteva, si corteggiava, mica come ora se tornasse in vita il mio maestro Santi direbbe: si fa tutto come il gallo: una scodatina e via.
lunedì 25 agosto 2014
DOVE C'ERA DUE PODERI
E, come avrete visto ho fatto ieri pomeriggio con mia moglie naturalmente, una visitina al lago.ma era troppo presto per vederci il tramonto, bello vedere il tramonto dal lato cartiera, già la cartiera, quando tornai all'Ontraino la cartiera lavorava sempre, passavano camion con dei rotoli grossi e passavano i camion della rena prelevata dai due poderi di Mori e Taverni contadini della fattoria Castelvecchio, due bei poderi, si sarebbe detto un tempo: terra bona di riporto, voleva dire tante bestie nella stalla, grano, granturco,io mais un lo chiamo, insomma reddito anche se a mezzadria buono.
Li conobbi i due contadini quando da mezzadri decidemmo di fare una lotta nuova:volevamo dividere il grano al sessanta per cento dall'attuale 53 e lo facemmo, scattò una denucia del proprietario per furto, sembrava che il pretore mandasse i carabinieri a riprenderlo, fu proclamato all'istante uno sciopero generale io e Ricci partimmo con l'altoparlante su un auto a noleggio e in mezzora tutta San Miniato che lavorava era li su quell'aia in solidarietà con i contadini e solidarietà venne dal pretore che non ritenne furto ma un motivo di lotta.
Ora c'è il lago dove un tempo erano due poderi, cassa d'espansione per le piene dell'Arno, sì perchè a forza di cementificare con la terra dei poderi ora vanno protetti i tanti capannoni case fatte dove doveva passare l'acqua delle piene....
Giri di parole, molte volte confuse è la vecchiaia che avanza e mescola ricordi cose viste nei tanti anni dove non si è fatto altro che rimiscolare territorio, professioni, politiche, usanze in poco tempo, forse faccio confusione ma sono tanti i racconti che dovevamo raccontare e che li abbiamo repressi per inseguire il fumo del moderno
sabato 23 agosto 2014
TESTO INTEGRALE DEL POST SOTTO,
Scesi ieri quel tornante della Vandelli la storica via apuana subito ho cercato la sorgente: da un pezzetto di gomma sgorgava acqua abbastanza: sarà come allora? si! come più di trenta anni fà buona ma gelida, acqua di neve, si sarebbe detto un tempo, e come allora ne ho bevuta a piccoli sorsi perchè gela la gola.
Non ero mai stato su quei monti, tutti ne parlavano: la Tambura, la via Vandelli.. -SI Và! dissi a mio figlio una mattina che eravamo a Carrara dai suoceri, si! disse mio figlio dodicenne si portò una borraccia e a Resceto vicino il monumento all'ingegner Vandelli alla fonte prendemmo l'acqua. Emozionati di salire sù alla Tambura si inizia a salire.Al ponticello del torrente vicino la lizza già era caldo: -babbo ho sete;disse mio figlio, le allungai la borraccia e bevve. La Vandelli è più lunga della fame: una serie di tornanti e sembra che la cima si allontani: babbo ho sete! l'acqua nella borraccia spariva, avevo sete anche io ma la serbavo per il ragazzo. Ero preoccupato, troverò sorgenti? ma l'apuane sono avare di sorgenti,
L'acqua finì due tornanti sotto passo Tambura, avevo una sete da cani, finalmente il passo Tambura la sua spettacolarita ci fece scordare la sete. Ma dietro queste rocce c'è dell'erba piu verde, li sarà una sorgente?: calammo e trovammo un buchetto dove sgorgava un filo di acqua, Devemmo a piccolissimi sorsi, era freddissima: babbo come è ghiaccia si bevrebbe bene con un cucchiaio....
Bevemmo, riempimmo la borraccia, ci rinfrescammo la faccia, e ritornammo indietro verso Resceto.
Scesi ieri quel tornante della Vandelli la storica via apuana subito ho cercato la sorgente: da un pezzetto di gomma sgorgava acqua abbastanza: sarà come allora? si! come più di trenta anni fà buona ma gelida, acqua di neve, si sarebbe detto un tempo, e come allora ne ho bevuta a piccoli sorsi perchè gela la gola.
Non ero mai stato su quei monti, tutti ne parlavano: la Tambura, la via Vandelli.. -SI Và! dissi a mio figlio una mattina che eravamo a Carrara dai suoceri, si! disse mio figlio dodicenne si portò una borraccia e a Resceto vicino il monumento all'ingegner Vandelli alla fonte prendemmo l'acqua. Emozionati di salire sù alla Tambura si inizia a salire.Al ponticello del torrente vicino la lizza già era caldo: -babbo ho sete;disse mio figlio, le allungai la borraccia e bevve. La Vandelli è più lunga della fame: una serie di tornanti e sembra che la cima si allontani: babbo ho sete! l'acqua nella borraccia spariva, avevo sete anche io ma la serbavo per il ragazzo. Ero preoccupato, troverò sorgenti? ma l'apuane sono avare di sorgenti,
L'acqua finì due tornanti sotto passo Tambura, avevo una sete da cani, finalmente il passo Tambura la sua spettacolarita ci fece scordare la sete. Ma dietro queste rocce c'è dell'erba piu verde, li sarà una sorgente?: calammo e trovammo un buchetto dove sgorgava un filo di acqua, Devemmo a piccolissimi sorsi, era freddissima: babbo come è ghiaccia si bevrebbe bene con un cucchiaio....
Bevemmo, riempimmo la borraccia, ci rinfrescammo la faccia, e ritornammo indietro verso Resceto.
TESTO integrale del post sotto.
Scesi ieri quel tornante della Vandelli la
storica via apuana subito ho cercato la sorgente: da un pezzetto di
gomma sgorgava acqua abbastanza: sarà come allora? si! come più di
trenta anni fà buona ma gelida, acqua di neve, si sarebbe detto un tempo, e come allora ne ho bevuta a piccoli sorsi perchè gela la gola.
Non ero mai stato su quei monti, tutti ne parlavano: la Tambura, la via Vandelli.. -SI Và! dissi a mio figlio una mattina che eravamo a Carrara dai suoceri, si! disse mio figlio dodicenne si portò una borraccia e a Resceto vicino il monumento all'ingegner Vandelli alla fonte prendemmo l'acqua. Emozionati di salire sù alla Tambura si inizia a salire.Al ponticello del torrente vicino la lizza già era caldo: -babbo ho sete;disse mio figlio, le allungai la borraccia e bevve. La Vandelli è più lunga della fame: una serie di tornanti e sembra che la cima si allontani: babbo ho sete! l'acqua nella borraccia spariva, avevo sete anche io ma la serbavo per il ragazzo. Ero preoccupato, troverò sorgenti? ma l'apuane sono avare di sorgenti,
L'acqua finì due tornanti sotto passo Tambura, avevo una sete da cani, finalmente il passo Tambura la sua spettacolarita ci fece scordare la sete. Ma dietro queste rocce c'è dell'erba piu verde, li sarà una sorgente?: calammo e trovammo un buchetto dove sgorgava un filo di acqua, Devemmo a piccolissimi sorsi, era freddissima: babbo come è ghiaccia si bevrebbe bene con un cucchiaio....
Bevemmo, riempimmo la borraccia, ci rinfrescammo la faccia, e ritornammo indietro verso Resceto.........
Non ero mai stato su quei monti, tutti ne parlavano: la Tambura, la via Vandelli.. -SI Và! dissi a mio figlio una mattina che eravamo a Carrara dai suoceri, si! disse mio figlio dodicenne si portò una borraccia e a Resceto vicino il monumento all'ingegner Vandelli alla fonte prendemmo l'acqua. Emozionati di salire sù alla Tambura si inizia a salire.Al ponticello del torrente vicino la lizza già era caldo: -babbo ho sete;disse mio figlio, le allungai la borraccia e bevve. La Vandelli è più lunga della fame: una serie di tornanti e sembra che la cima si allontani: babbo ho sete! l'acqua nella borraccia spariva, avevo sete anche io ma la serbavo per il ragazzo. Ero preoccupato, troverò sorgenti? ma l'apuane sono avare di sorgenti,
L'acqua finì due tornanti sotto passo Tambura, avevo una sete da cani, finalmente il passo Tambura la sua spettacolarita ci fece scordare la sete. Ma dietro queste rocce c'è dell'erba piu verde, li sarà una sorgente?: calammo e trovammo un buchetto dove sgorgava un filo di acqua, Devemmo a piccolissimi sorsi, era freddissima: babbo come è ghiaccia si bevrebbe bene con un cucchiaio....
Bevemmo, riempimmo la borraccia, ci rinfrescammo la faccia, e ritornammo indietro verso Resceto.........
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