venerdì 29 agosto 2014

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E poi lo dirai anche tu: fra poco non conosco nessuno, si va bene a parte i contatti con questo aggeggio, ma se non frequenti rimani tagliato dalla società.
Ma come si fà a frequentare in un mondo che liquida tutto con un cenno, magari poi si chiamano al cellulare e chiacchierano minuti. Ma perchè non esci, dice Colei vai alla casa del popolo al bar: chi ci trovi? nessuno: fanno colazione e via prendono il caffè e via, quei pochi parlano di calcio mandandosi affanculo a vicenda, unico modo di aggregazione sono a tavola, tutto si svolge a tavola ed io che odio le ammicchiate a tavola sono segato poi un ci capisco niente, le voci si sovrappongono e perdo il filo del discorso, faccio risolini da ebete facendo finta di aver capito, non sono sordo ma orecchie strausate per decenni come le mie avrebbero bisogno di sentire voci regolari, invece incominci a parlare con uno un altro all'improvviso ti fa una domanda: ci sei andato mai sul tale monte? faccio: è!!! poi il discorso precedente chi se lo ricorda più.
Adoravo le conversazioni di gruppo quando si faceva - cerchio e si parlava di un argomento, ora più di 10 secondi ti seguono, poi capisci che è meglio smettere. Anche nei libri della narrativa moderna c'è subito - il fatto- non c'è: era una notte tenebrosa, il vento sibilava fuori dalla finestra , lei vestita di ..... e durava la descrizione..... No! nei libri d'oggi trombano subito un atto come se si grattasse il formaggio, si scolasse la pasta, manca oggi il preliminare in tutto.
Un sarà mica - per il tempo del fare?-: fra poco i libri gialli incominciano con la sepoltura del cadavere Rinpiango i miei tempi quando si discuteva, si corteggiava, mica come ora se tornasse in vita il mio maestro Santi direbbe: si fa tutto come il gallo: una scodatina e via.

2 commenti:

strega bugiarda ha detto...

Maresco, ti capisco perfettamente, grande insoddisfazione a stare con gli altri, meglio in casa con in miei libri, i miei lavoretti il ricamo e il computer... e fra un po di giorni, proprio per non sentirmi sepolta viva, verrò nella mia seconda patria, e dalla loggia godrò di un panorama sereno, e i miei piedi saranno lungamente a contatto con la natura,il camminare in chianti è un percorso interiore ineguagliabile.
Gingi la stregheta

Piesse ha detto...

IL POETA SULLE 23
Maresco, sei grande. Stai divenntando un filosofo. Meglio di Platone!
Ciao