giovedì 29 agosto 2013

CONTADINI SI NASCE!

Un giorno che giravamo con l'altoparlante io e Renato Scarselli da una strada all'altra per invitare i mezzadri a partecipare ad uno sciopero a microfano spento Renato mi disse: si fa, ma ormai per i mezzadri e persa, l'industria ne ingoia parecchi al giorno, è una categoria finita...... Non dormii dopo tutta la notte e la mattina dopo mi dacisi: anche io cesso di fare il contadino.
Mi piaceva il tagliatore di tomaie e un parente era del tempo che mi diceva: vieni da me che ti insegno, poi trovi presto una fabbrica.
E una mattina alle otto sono già al lavoro. Non la faccio tanto lunga, in poco tampo ero operaio, in diversi anni artigiano.
Ho lavorato fino alla pensione professionalmente bene, ho lavorato da e per nomi prestigiosi, ma la libertà quella di affacciarsi alla finestra e guardare il tempo, quella di leggere un libro e gustarmelo, quella di scambiare qualche parola senza guardare l'orologio ed altre cose che forse molti non capiranno l'ho avuta con la pensione, non per i quattro soldi che mi danno, ma per la libertà!
Ho fatto tante esperienze, tanti amici, ho potuto, lavorando sodo, comperarmi la casa e il terreno, ma contadini si nasce e per fortuna mia contadino sono ritornato, anche se per divertimento.
Nel frattempo sono spariti i vicini di podere, quelli che ci chiamavamo di poggio in poggio, se ce ne sono, hanno un trattore e li vedi se per caso ci si incontra alla Coop.
A volte mi domando, mentre zappo o vango: sono vivo ho sono il fantasma di Neno, Santi,il Pascano, Nano del Dugo...........Ecco perchè sono quì con questo aggeggio a raccontare.... un pò troppo tardi, la memoria vacilla, vù direte perchè non lo ai raccontato prima?
Ero distratto dall'orologio: mi guadagnavo da vivere -a ore- non a stagioni

2 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

Caro Maresco,
mi sono imbattuto nella tua riflessione poco fa. Io da pensionato non ho avuto il tuo stesso percorso, forse non l'ho a sufficienza cercato, forse non c'erano le occasioni adatte, forse ero così lontano dalla mia campagna siciliana che non ho osato. Ieri ero al parco di Monza, dove vado spesso e osservavo seduto quelli che ogni tanto passavano correndo per mantenersi in forma, i giovani li capisco ma gli anziani molto meno: in forma perché!? Facevo questa riflessione che te la passo.
Memoria rarefatta
mentre cerco il cappello
che tenevo sulla testa
passano uomini
che corrono
seguiti da altri uomini
che corrono.
ti saluto e buona campagna
francesco zaffuto

Il poeta sulle 23 ha detto...

Qualcuno lo diventa. Non mi riferisco a me, che mi aspetta un futuro di campanaro, come tu sai.
Forse, nemmeno quello, perchè prima che arrivi io, nel frattempo il prete ha già tirato le cuoia.
Ciao