domenica 15 agosto 2010

notte dopo il ferragosto


Sono quì seduto al compiuter non per raccontare la solita escursione, ma per fare alcune riflessioni circa la mia età. Ho quasi raggiunto i settantacinque anni, c'è chi dice che -li porto bene- ho vitalità, sono ancora un buon camminatore, oggi ho percorso 23 km, lavoro l'orto, scrivo, leggo, insomma sono un vecchietto attivo. Vi domanderete? dove vuole arrivare col discorso?. Mi sento appagato per come ho vissuto? ho realizzato quello che volevo?. Dirò che ho avuto molto più dalla vita di quello che mi aspettavo, ma non sono soddisfatto come ho realizzato io e la mia generazione quello che abbiamo avuto. Abbiamo noi vecchi, chi più, chi meno, cose ottenute a scapito delle generazioni che verranno. Quando morirò, più tardi possibile, non ci sarà nei fiumi il pesce che vedevo da bambino, non ci sarà fertilità nel terreno bruciato dai concimi chimici e dai diserbanti, non ci sarà purtroppo quei diritti maturati in tanti anni di lotte. Abbiamo, la mia generazione, distrutto molto per ottenere comodità effimere. Prima vespe e lambrette poi l'auto sempre più moderna, case, arredamenti, io mai come certi arricchiti producendo inquinamento, ma anche io ho dato il mio contributo, non sono stato un eroe ecologista come diversi miei conoscenti che viaggiano in Mercedes a metano. Non la faccio più lunga! sennò non la leggete. Ora ho davanti a me un avvenire più o meno corto. Mi arrendo? niente affatto! cercherò di lottare ancora contro lo spreco di energie per ridare alle nuove generazioni un pochino, di quel tanto che abbiamo sprecato noi inquinando e depredando senza ritegno.

1 commento:

patrizio ha detto...

Grande riflessione, Maresco.
Purtroppo così va il mondo...