mercoledì 30 gennaio 2013

Il Vincio

Ieri non avevamo voglia di stare tanto in macchina e arrivati a Lazzeretto, una frazione di Cerreto Guidi mi sono fermato e lasciata l'auto appena 15 metri dal semaforo ho parcheggiato. Zona il cerretese a me nota dal 1952 ebbene non avevo mai camminato lungo il Vincio un torrente che scende dal Montalbano e prende il nome da Vinci, il paese di Leonatdo. Grande sorpresa i 5 km che separano Lazzeretto da Vinci sono da percorrere lungo quel ruscello uno delle centinaia di ruscelli che alimentano la più grande palude interna d'Italia,il padule di Fucecchio, lungo quel ruscello abbiamo visto volare aironi garzelle, e cormorani. poi intorno i vigneti di Cerreto Guidi E in quelle terre che ho vissuto i migliori anni della mia vita, dai 17 ai 22, lavorando duro ma facendo una esperienza bella.
Arrivati in Vinci comincia il Montalbano è il regno dell'olivo, una distesa infinita di olivi e quì si sale, non e campagna, è giardino, piante secolari, piantagioni giovani ma tutte coltivate bene, e le case, in pietra con aranci e limoni davanti casa a dimostrare che la tramontana la lasciano ai pistoiesi.
Eal ritorno prima di scendere a Lazzeretto siamo passati sulla collina cerretana, silenzio, non come in gioventù quando si udivano le voci dialettali della zona: Mi son levo, mi son lavo, ho mangio e ancora non ho lavoro punto. Dieletto come ce ne erano tanti, belli espressivi!  uccisi dalla scuola e dalla tv.
A dirla alla cerretese: sono rimonto in auto e sono torno a casa!   

4 commenti:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Maresco, maremmamaiala, ma in quanti posti di queste zone sei vissuto???

maresco martini ha detto...

8 volte ho purtroppo cambiato residenza, Castelnuovo, Castelfiorentino zona Praticelli, poi Cerreto Guidi zona Poggio Tempesti, San Romano di Montoppoli, e san miniato: catena, ontraino, ponte a egola, e da 35 anni Sam miniato alto.Tieni presente che ho sempre dato arttività sindacale e politica a livello di base, ho avuto la fortuna di frequentare migliaia di persone molte delle quali, quelle viventi me le tengo amiche.

maresco martini ha detto...

Tieni presente, Patrizio, che molto ho frequentato il mondo contadino, tanto tempo per parlare, specie in inverno ma anche negli scambi di lavoro ore di conversazione battute ecc. Il mio periodo più crudo è stato entrare in fabbrica, mi sono adattato anche lì un certo tempo poi l'artigiano si avvicinava più al contadino. Ho fatto l'artigiano in campagna e quando figliava una vacca mi chiamavano ad aiutargli.
Come vedi tante esperienze mi manca, e l'ho scritto molte volte di essere paesano di un posto solo, mi entusiasmo di ogni luogo di campagna. Sarò un poco .zingano-a dilla alla castellana, o zinghiro a dirla alla montopolese???

Il poeta sulle 23 ha detto...

Mamma mia. Hai arricchito anche la parlata. Dal castelnovino al montopolese.
Anno orsono, il Faraoni, il venditore ambulante di jeans, che credo tu conosca, mi confidò che lui a forza di fare mercati, sapeva distinguere dall' accento della parlata uno di San Miniato Basso, da uno di Brusciana.
Se si considera che le due località distano si e no due chilometri, l'una dall' altra, è davvero una cosa curiosa.
Ciao Maresco, ti saluto e salutami anche il nuovo poeta di Terra Nostra.