mercoledì 11 novembre 2009

il vento della luna- ultima lettura

Alla mia età tornano sempre alla mente episodi di vita vissuta, poi faccio il confronto con l'oggi. Questa sera ho finito di leggere il libro sopra citato di Antonio Mugnos Molina, ho trovato in quel libro la conferma che chi lavorava la terra era trattato uguale in tutto il mondo. Il libro parla del passato,precisamente dell'anno 1969, con riferimenti alla guerra civile in Spagna. Scopro che anche in Spagna c'era la mezzadria, c'era il duro lavorare manualmente come da noi, la cura degli orti, degli ulivi,la stessa vita che da noi, l'acqua attinta dal pozzo , lo spostamento con il mulo con l'asino, la cura maniacale nel preparare i semi, mi viene alla mente Neno il mio amico del racconto del mio primo libro: tante zucche, ognuna conteneva un seme diverso appese in colombaia.
Il mondo che rievoca Molina, e uguale a quello della mia infanzia quando lavorare la terra era produrrere senza violentare il territorio, non come fanno adesso:arature profonde e verticali alle colline, monocoltura, concimazione forzata e chimica, la violenza dei diserbanti che uccidono erbe e insetti.Allora si coltivava seguendo la rotazione delle colture, si ripulivano i fossi orizzontali alle colline,l'acqua defluiva a valle lentamente, i cigli non venivano sovraccaricati come adesso e non franavano. Si rispettava la natura come un bene prezioso non come ora cercando solo profitto. Solo il doloroso ricordo pensando al passato della ingordigia di proprietari terrieri che trattavano il contadino come uno schiavo.E come parla nel finale quando guarda i grattaceli e non vede più gli orti e le grandi distese degli uliveti. La realtà ai miei occhi è uguale: non vedo più nel piano i tanti filari di pioppi,i campi seminati a grano, ma vedo gli enormi capannoni di Ponte a Egola,S.Croce,la gigantesca costruzione dell'interporto, i centri commerciali.... Mi ricordo,il piano di Granaiolo,vanto della fertile vald'Elsa,ora cassa d'espansione.
E l'aqua: che arriva a valle portando tutto, terra, foglie, piante sradicate; intasando i tubicini delle urbanizzazioni fatte al risparmio. Questo libro mi ha fatto ricordare il passato e riflettere su come viviamo oggi,poi Molina da quel grande scrittore che è nel descrivere la realtà mi ha conquistato e non da ora. Non per nulla un suo scritto apre il mio primo libro:-come ci si può concedere la frivolezza di inventare quando tante vite meritano di essere raccontate.- E in questo libro:- Ogni mattina ritorno da un viaggio lunghissimo quando al risveglio vedo dalla finestra una foresta di grattaceli scuri dove comincia ad accendersi qualche luce,- lo consiglio.

1 commento:

patrizio ha detto...

Grazie per i tuoi consigli di lettura.
E' vero, l'uomo sta deturpando sempre di più la Natura.