venerdì 24 settembre 2010

IN CAMMINO SULLA COLLINA


Questo pomeriggio siamo tornati a camminare sulle nostre colline. Finito il caldo eccoci di nuovo nei nostri luoghi.Come è bella e coltivata questa collina: ulivi carichi di frutto, vigne in parte vendemmiate, altre ancora col frutto. campi con erba medica verde. Il percorso tutto collinare e panoramico,con diversi agriturismi e una fattoria storica col magnifico parco. Poi i cipressi di Campriano e laggiù il mio paese nativo Castelnuovo d'Elsa......>> A proposito: Sabato 2 Domenica 3 Ottobre a Castelnuovo d'Elsa c'è il raduno nazionale delle vie Francigene, miracolo! mi vestirò da frate! speriamo che il diavolo non se ne abbia a male! è una rappresentazione boccaccesca, sarò il frate fratello di padre cipolla!>>
A Campriano ho fatto visita a una famiglia contadina amici da tanto.
Il figlio minore ha scelto di lavorare la terra e si vedono i risultati: ulivi e vigne bellissimi, la stalla piena di bestiame, la scelta biologica. Scelta difficile ma con tanto entusiasmo.Visita alla collinetta panoramica dove si vede mezza Toscana o quasi e ritorno a casa.

1 commento:

patrizio ha detto...

Caro Maresco, ti chiedo scusa a te, e ai tuoi lettori, se mi permetto di pubblicare questo commento sboccac-cesco. Visto che ti appresti a recitare la parte del fratello di Fra' Cipolla, viene proprio a fagiuolo.

Titolo
L' apoteosi dei culi d' Italia, una mia parodia aggiornata della più cellebre L' apoteosi dei culi d' Orta del poeta Ernesto Regazzoni, da questi composta nel lontano 1920. La mia che ho composto e che qui pubblico come commento, vuole essere uno sberleffo, contro il mazzo che ci rifila quotidiamente il nostro premier B.



Culi d’ Italia, esultate! O culi avvezzi
al giuoco duro, del temibil rostro
che cerca d’ infilzar con tutti i mezzi
le bianche chiappe e lo pertugio vostro.
Culi goderecci o di tremendi doli
costretti a borbottar per li fagioli…

Culi che conoscete la vita dura
di quest’ Italia smorta che bivacca
in questo tempo di gran sciagura
che tutto rischia di mandare in vacca
esposti a quello Stuprator di Mandrake
tornate a indossar le rinforzate brache…

Culi vogliosi che un desio ribelle
spinge a osannar quel lestofante
che ci disonora con le sue cappelle
fermatevi vi prego per un istante
preghiamo che non faccia altro danno
e levi alfin il cul, dall’ Alto Scranno.

O che cuccagna, culi miei, di razza
Non più servitori biechi e senza orgoglio
farebber mostra di se nell’ Ampia Piazza
nei bei palazzi di fianco al Campidoglio.
Oh culi miei, è ben dura rinsavire
dove la gente non sa più cosa dire….

Per fortuna, le nostre genti laboriose
riescono col poco lavoro che rimane
forti di menti vivide e ingegnose
a evitare al Paese un disastro immane.
Puntellano un ‘ economia senza slancio
e colmano tanti buchi nel bilancio.

Per voi dunque, culi d’ Italia, i cieli
con animoso brio ognora invoco
che una morbidezza a quattro veli
vi dia sollievo almeno nel buio loco …
Tanto la vita è grama e tanta la jella
che non si vede più la buona stella.

E’ l’ ora di tornar un paese normale
che parla con voce univoca e profonda
senza far pernacchie al connazionale
sentiamoci italioti da ogni parte e sponda.
Culi miei, questo vi dico e non al vento
ognuno segua la via del ravvedimento…

A te Italia mia, che soffri e sogni
tra l’ Africo mare e l’ Alpe verde
sorrida un destino provvido ai tuoi bisogni
e tolga dalla cacca un popolo di merde.
Alto e forte grido, per togliermi lo sfizio
In culo, a chi ce lo mette dentro l’ orifizio!




Patrizius
http://poetaperdere.splinder.com