sabato 10 novembre 2012

RICORDI. LE CACCIATE DEL MARCHESE PUCCI.

Ero bambino ma ricordo bene, sotto casa mia  c'era una valletta con cigli di ginestra e acace il proprietario come gli altri di tutta la zona davano in concessione il terreno al marchese Pucci per la riserva di caccia. Il marchese aveva una grossa fattoria con tanti poderi e bosco ma prendeva in concessione i terreni che gli occorrevano per pochi soldi, che dava ai padroni e niente al contadino mezzadro
Una mattina accerchiarono la valletta per fare la cacciata il marchese con i suoi invitati. I cacciatori stavano alla posta, cioè nei punti dove dovevano passare lepri e fagiani mentre i guardiacaccia con operai  andavano dietro ai cani per fare - gli scaccini, cioè stanare gli animali. Mentre i cani cacciavano uno dei cani del marchese comincio a ululare, corse il guardiacaccia e lo liberò. -Cosa ha fatto quel cane? chiese il marchese al guardiacaccia, è rimasto impigliato nei rovi, e finì li. Alla sera arriva il guardia a casa mia da mio padre come una furia: ti butto in galera!, disse, tu metti i lacci alle lepri ma io ti rovino. Calmati, disse il mio padre io lavoro, come faccio a sapere chi ha messo il laccio, il terreno non è recintato chiunque può entrare. Stai attento questa volta il marchese mi ha creduto ma se ti trovo un laccio ti rovino! Si, perchè se il guardiacaccia diceva al marchese che il cane era rimasto ad un laccio poteva dire: ma tu che guardiacaccia sei.
Per la cronaca i lacci li metteva il proprietario del podere che lavoravamo.

3 commenti:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Capperi, Maresco, ma il Marchese Pucci, ai contadini lasciava solo cacciare i beccafichi?

maresco martini ha detto...

I CONTADINI SI TROVAVANO DISTRUTTE DAI FAGIANI E DOVEVANO STARE ZITTI.

Soffio ha detto...

epico come sempre, questi sono i veri racconti