mercoledì 17 novembre 2010

Da -RADICI CONTADINE,

Il treno appariva sbuffando da dietro Granaiolo lasciandosi dietro una scia bianca di fumo nella valle fredda in inverno, poi traversando la valle davanti alla mia vista scompariva dietro le prime case di Castelfiorentino lasciando in cielo una nube di fumo biancastro che si scioglieva lentamente. Io bambino col naso schiacciato al vetro della finestra della mia casa in collina a Castelnuovo restavo incantato, poi davanti a me rimaneva la valle col lungo serpente del fiume Elsa e difronte Cambiano e la grande villa. Poi traslocammo e portimmo per altri luoghi, altri panorami, altre abitudini, altra vita ma sempre lavoro duro, sempre gente uguale a te, dapprima diffidente, poi amica.
Sono passati moltissimi anni da quando lasciai la valle dell'Elsa,ma quando parlo ancora di lei sento che ancora qualcosa è rimasto dentro di me, sento che sono ancora uno di loro. E ora, avanti con gli anni torno sempre più spesso dove ho lasciato le radici, la valle mi attira sempre più.
I suoi sentieri,le sue colline,i suoi boschi,i suoi calanchi, le sue rocce,i suoi borghi, i tanti castelli,le fattorie, torri, chiese antiche,i paesi di fondo valle con il loro grande sviluppo e la loro operosità. Infine la gente, quella che non scorda e ti accogle come se fossi partito ieri.
Mi................. -da in giro a Cambiano e Catelfiorentino. maresco martini

1 commento:

Sandra Maccaferri ha detto...

Maresco, mio marito si è portato con sè a Milano i tuoi libri: li ha finiti e dice che si è commosso. In particolare per alcune pagine. Domani ritorna e mi dirà. E ti dirò.