mercoledì 23 marzo 2011

IL GERARCA E IL CONTADINO



Dopo che gli aerei avevano bombardato Empoli mio padre, presa zappa e altri atrezzi cominciò a scavare il rifugio. C'era sotto casa una grotta di tufo alta dodici metri, scelse il punto più adatto e cominciò a scavare. Io curioso come tutti i bambini non perdevo un attimo del suo lavoro. Fece un disegno con un ferro e quindi iniziò a scavare. Fù all'inizio molto difficile scavare per via dei tanti fossili,poi appena cominciò ad adentrarsi si fece il tufo più morbido.
Arriva il padrone del podere che lavoravamo e grida: ma cosa fai? il rifugio, disse mio padre. Smetti subito e vai a lavorare il podere, ma cosa ti sei messo in testa!
Gli americani che sono sbarcati in Sicilia li ributteremo in mare e la guerra la vincerà la Germania,ed andò via. Era, il padrone del podere maggiore dell'esercito nonchè segretario del fascio.Il giorno dopo il padrone ripartì e lo rivedemmo nel 1946 a seguito della amnistia di Togliatti, mio padre riprese a scavare e nell'interno il tufo si scavava bene e in due settimane fù completato. Sì rifugiarono ad ogni allarme aereo e al passaggio del fronte 50 persone anche i familiari del gerarca padrone.

1 commento:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Quando ero piccino, passavo sempre davanti al rifugio di Catignano, nel Comune di Gambassi, e mi faceva paura, perchè a quel rifugio, associavo sempre scene di bombardamenti e di guerra.
Chiudo, ringraziandoti per il tuo commento, di ieri sera.
Ciao
Patrizio