lunedì 28 marzo 2011

mangiabullette-chiodi-

Avevo tredici anni e alla mia sorellina si ruppe un sandalo e io subito mi improvvisai calzolaro per ripararlo. Misi i piccoli chiodini in bocca per prenderli uno alla volta alla maniera dei calzolari ma,uno mi scivolò in gola. subito chiamai mia madre che allarmata mi cambiò d'abito e mi condusse al vicino ospedale di Castelfiorentino.
Mi condussero in radiologia e videro il piccolissimo chiodo conficcato nello stomaco; mi rispedirono a casa con una dieta particolare: pastasciutta e mollica di pane e ogni volta che abbassavo i pantaloni controllo! Passarono tre giorni prescritti: niente. Si ritorna all'ospedale e la mia affezionata bullettina era sempre li infilata nello stomaco.
Il medico disse: bisogna che lo ricoverate a Firenze.
Fù così che salii in treno per la prima volta dopo averlo visto sbuffare senza mai salirci sopra. A Firenze mi ricoverarono in chirurgia in uno stanzone dove c'erano decine di ricoverati. Che orrore erano nel dopoguerra le corsie degli ospedali! C'era un puzzo nauseante, un misto didisinfettante scorregge puzza di piedi e fiati di malati,un traffico di padelle....

Al pomeriggio mi portano in radiologia e la mia bullettina era sempre li nello stomaco, se non esce, dissero a mia madre Lunedì prossimo si opera.
Arrivai a sera stanchissimo, frastornato fra il viaggio e tutto il resto e mi addormentai e nella notte feci un sogno bellissimo:- mi trovavo in un campo fiorito di fiori rossi di sulla ed ero insieme a Damiana, una bellissima ragazza che abitava vicino casa mia. io le chiesi: ma il tuo fidanzato piscia così? e incominciai a pisciare spillando sui fiori, Damiana guardava sorridendo.-
Mi svegliai improvvisamente: avevo bagnato metà letto.
La disperazione: se se ne accorgono gli infermieri scoglionati- brontoloni- come sono c'è da sentirli. Al mattino quando passò il turno avevo il letto in ordine e in silenzio covai l'ultima pisciata a letto.
Al Venerdì mi richiamarono in radiologia, cercarono tanto ma con mio sollievo la bulletta era uscita. Ritornai a casa ed ebbi fortuna: il soprannome di mangiabullette non me lo misero.
DAL MIO LIBRO: ALLA GRAZIA DI GUARDA CHI C'è

5 commenti:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Forse, Castelnuovo è la patria dei mangiabullette?....
Oh Maresco, ne ho trovato un' altro che veniva a camminare sulla Via Coianese, che di soprannome lo chiamavano mangiabullette....era sempre insieme ad un altro tipo buffo, che è morto qualche anno fa alla veneranda età di 94 anni, che da giovane, aveva fatto il calciatore....ma non mi ricordo il suo soprannome....
Il mangiabullette che ho conosciuto io, pareva reggesse l' anima coi denti....ma non sò dirti se è già nell' altro mondo....
Ciao

Adriano Maini ha detto...

Intanto, da sottolineare la fortuna di essertela cavata senza operazione. Ma, poi, da riconoscere un'altra tua pagina di vera storia.

maresco martini ha detto...

EZIO SI CHIAMA MANGIABULLETTE, MENTRE L'ALTRO ALDO LO CHIAMAVANO IL BURI FORSE?
proprio per quel soprannome temevo..... ti saluto Patrizio.

Krilù ha detto...

Un interessante e simpatico racconto di vita vera.

Cinzia ha detto...

Che bellissimi ricordi!
Cinzia