domenica 8 aprile 2012

Forza che ce la fai

C'erano dei rovi e due viti e un salice abbandonati in quel ciglio con una piana esposta a sole. Quando la vidi dissi fra mè: ecco un bel posticino per avere primizie in primavera, tolsi le viti e i rovi e a fine lavoro ecco una pianetta di pochi metri quadrati riparata dai venti freddi da nord e dal maestrale. Subito dopo averla vangata vi inpiantai l'insalata ma l'acqua era lontana. In un ciglio vicino pochi metri vidi la terra umida scavai e per incanto cominciò a sgorgare delle gocce di acqua, Culo, ai culo Maresco, dissi fra me, subito scavai il terreno e vi misi un deposito prefabbricato. Dopo due giorni era pieno. Da allora da Ottobre a Giugno ho acqua abbastanza per innaffiare le culture primaverili. Questa terribile siccità non ha permesso alla sorgente di essere alimentata, solo poche gocce la notte poi niente,devo portare l'acqua da casa trecento metri.E 15 giorni fà neanche la notte ha prodotto acqua: sembrava morta.
Sono passato questo pomeriggio e dopo qualche tentativo di pioggia, appena bagnata la polvere, ma essendo il cielo coperto, ha ridato vita alla sorgente: ogni tanto cade una goccia nel deposito come per dire: vivo ancora. Chi ama la campagna ama tutto, ogni cosa che scompare è una ferita. Sembrerò patetico ma quante ferite viene fatto all'ambiente costruendo ferrovie, strade case, senza pensare a quello che scomparirà e non tornerà più?

1 commento:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Oh Maresco, rabdomante
trovi l' acqua in un istante
sei pur meglio di Mosè
trovi l' acqua dove un c'è...
e la trovi a garganella
per la rapa e cavolella
tu la trovi fresca di polla
sia per l'aglio che la cipolla
tu la trovi fresca e piovana
che rinfresca per una settimana