domenica 22 aprile 2012

ORA RICORDI

A volte si ritorna al paese nativo per un funerale di una persona cara, magari trascurata per anni e poi alla notizia della morte, un sussulto misto di dolore, dovere e ricordo ci fà partire per l'ultimo addio. E questo primo pomeriggio sono corso a Castelfiorentino per dare l'addio ad una persona cara. Era l'ultimo di tre fratelli e due sorelle di una famiglia di Mezzadri cugini di mia madre. Sono quelli del racconto Tresanti, per chi ha letto il mio primo libro. Cugini di mia madre che nel 1947 in un bruttissimo periodo per la mia famiglia non esitarono a venirmi a prendere e tenermi da loro dei mesi, lontano da miseria e desolazione e fù da loro che ritrovai serenità e essendo contadini mezzadri con bestiame imparai come si tratta una vacca, come si mette il giogo e tante cose che mi sono servite poi nella vita. Tanto ho imparato da loro e proprio da quella esperienza è nato l'amore per il lavoro più bello e più difficile al mondo: lavorare la terra.

1 commento:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Il lavoro più bello al mondo: lavorare la terra.
sottoscrivo al 120%, Maresco. Parola, di un figlio di contadini, che ahimè, non ha svolto il lavoro dei genitori. Purtroppo anche loro, per tanti motivi, non ultimo quelli economici, li costrinsero a rinunciare al podere per fare altri lavori.