giovedì 21 aprile 2011

ARGILLA:

Come tanti vado ogni tanto al paesello nativo, e con sorpresa vedo costruire case nel terreno che mio padre ha lavorato per più di 20 anni. Anni difficili, lavorare a mezzadria un terreno magro e argilloso e sfamare la famiglia.... Tutti gli anni mio padre seminava grano e immancabilmente una frana distruggeva una parte del campo.
Fino alla metà dell'ottocento per la purezza della argille c'era una fornace.
Arrivo e lascio l'auto al lato della strada, poi scherzando dico ad un amico: la ritroverò quì ho dovrò andare a riprenderla nel piano?. Non capisce, allora io le faccio presente quanto ho scritto sopra. E... ma allora sei rimasto al medioevo! esclama. Se tu avessi visto che gettate di cemento.... poi il costruttore per primo ha costruito la casa nel punto più ripido ci ha fatto la piscina......
LA PISCINA E VOLATA A VALLE INSIEME A TUTTO IL CEMENTO E ORA LE CASE SONO SUL MARGINE DELLA ENORME FRANA.......Eppure geologi, ingegneri, hanno fatto studi.... MA L'ARGILLA NON SI DOMA, QUANDO DICE DI -ANDARE- NON LA FRENA NESSUNO.

4 commenti:

Sara ha detto...

Evidentemente c'è chi coltiva l'illusione che con i soldi si compra anche l'essenza delle cose.

Il poeta sulle 23 ha detto...

Condivido appieno il commento di Sara. Vuoi che i geologi, gli ingegneri, non si rendessero conto, che si stava costruendo su un terreno franoso.
Purtroppo, ahimè, l' ingordigia dei soldi, e gli interessi privati, hanno la priorità su tutto, Berlusconi ce lo insegna ormai da un ventennio...
Ciao e Buona Pasqua, a te e famiglia
Patrizio e Lory

Adriano Maini ha detto...

E dire che se la sono cercata?

Sandra ha detto...

Un po' ... imbecillotti. O no?
Buona Pasqua, Maresco. Ci si vede tra un po'!