giovedì 27 ottobre 2011

TERRA CALPESTATA 2

Se prendi un bimbo coccolato, vissuto in casa con tv, giocattoli e nutella, lo porti in una foresta e ce lo lasci, non può sopravvivere.
Cosi è il territorio delle colline e della montagna. In una generazione, la mia, si è visto l'abbandono in modo rapido dei territori coltivati o a pascolo, e il territorio ha subito un abbandono rapido, lasciato a se stesso. Mi ricordo di fossi ripuliti in estate, l'erba ce la liticavamo per il bestiame, il lavoro era fatto con zappe e vanghe,e tutto era regolato. In pochi anni è arrivato la fuga dalle campagne per miseria e abbandono, non rendevano i terreni di collina e montagna, ed era vero,tutti in giù verso fabbriche e pianure lasciando il bimbo viziato: -la terra- sola alle prese con un riassetto naturale, ma prima l'uomo l'aveva cambiata per suo uso e consumo.
Non contenti di lasciarla a se stessa è arrivata la meccanizzazione: trattori e ruspe, poi ci volevano strade e quindi taglia piante e cementa.
C'è voluto il commercio internazionale e si è inportato con rapidità la malattia del cipresso. del pino e ora del castagno.
E la terra è li ferma ad aspettare che l'acqua scenda dal cielo ed è risaputo che-l'acqua va in discesa, e passa se non regolamentata dove trova la strada.
Faranno certamente altri convegni illustri geologhi, politici, programmatori del territorio, ma mancherà la materia prima: un contadino con una balla in capo a sistemare in fosso vicino casa o nel podere quando l'acqua non scorre. Perchè i contadini li hanno voloti in fabbriche, e molte volte fanno comodo per togliere il fango delle alluvioni perchè si ricordano ancora come si tiene una pala in mano.

4 commenti:

Sandra M. ha detto...

Veritiere e amare considerazioni.

Adriano Maini ha detto...

Non so, ahimé, quali autorità vorranno infine ascoltare voci di monito come la tua!

Ernest ha detto...

sempre senza parole

Il poeta sulle 23 ha detto...

Maresco, non scherziamo. I pochi contadini, che si ricordano come si tiene la pala in mano, sono quelli della tua età, e qualcuno, forse anche della mia. Te la sentiresti, di riprendere in amno la vanga e la pala per rifare il corso dei fossi?
Scusami, ma io non credo. Forse, lo potresti fare per una mezza giornata alla tua età, ben portata.
Io, farei, un' altra cosa. Prenderei i migliaia di extracomunitari ai quali diamo già un sussidio per non fare niente, e gli fare quei lavori, che i nostri giovani non sanno più fare, e gli darei lo stipendio dovuto, così almeno, renderebbero un servizio utile al paese che li ospita.