lunedì 16 gennaio 2012

IL MAIALEdal mio primo libro. alla grazia di guarda chi c'è

Cosa si mangerebbe tutto l'anno senza il maiale?disse Gosto, e aveva ragione,non avremmo potuto andare avanti tutto l'anno intero a fichi secchi,uva secca e qualche uovo. I polli li dovevamo vendere insieme ai conogli, le spese minute erano tante e poi ci pensava il male ad aggiungerne altre: qualcuno in famiglia si ammalava e le medicine le dovevamo pagare.
Il maiale era necessario perchè fra insaccati, spalle e prosciutto- dico prosciutto perchè uno dovevamo darlo al padrone. La carne di maiale, insaccata, ho salata la mangiavamo tutto l'anno e lavorando duro - da sole a sole, -dall'alba al tramonto-era un alimento necessario.
Lo comperavamo piccolo, appena spuppato. Alimentarlo in estate non era difficile: qualche zucca,qualche mela caduta precocemente e un poco di semola di grano.A Settembre dovevamo cominciare a ingrassarlo, ci occorreva farina buona di fave e ghiande.Appena vendemmiato e prima della semina, perciò andavamo in bosco a cercare ghiande. Mio padre saliva- a gatto sulle quercia e con la pertica scuoteva i frutti, noi le raccoglievamo, a sera un sacco era pieno.
Ricordo una volta mio padre salì su una querce secolare, per salire ebbe difficoltà ma ce la fece,e dopo avere scosso i frutti non riusciva più a scendere.
Da sopra gridò a mio fratello: Vai dal Barzotti a farti dare una fune, se no non ce la faccio a scendere. Si mise seduto su di un ramo e quando arrivò la fune le fù gettata al volo la mise ad un ramo e scese. Era di una agilità mio padre, poi e sempre stato magrissimo.Le ghiande venivano essiccate in forno, tolta la buccia lagnosa macinate erano un alimento calorico formidabile.
Arrivati a Gennaio il maiale era pesante e grasso. Il giorno che in cui veniva ammazzato: col ,buaciri- in lingua bucamaiale,un ferro acuminato che le veniva infilato nel cuore, noi bambini ci tappavamo le orecchie per non sentire gli strilli del povero animale,che aveva il solo torto di essere buono da mangiare.
Il giorno che veniva il norcino in casa era tutto un movimento:da chi cuoceva i fegatelli a chi aiutava il norcino. Poi grande mangiata di rostinciane. Il grosso maiele veniva selezionato parte insaccato: salame , salcicce, soppressata ecc. le spalle i il prosciutto vanivano salati, un prosciutto veniva portato, rinpiangendolo , al padrone.Questo accadde fino al 1945 poi dopo scioperi per legge vennero abolite le regalie, prima conquista di lotta. C'era sempre qualche ruffiano che portava le regalie al padrone, peggio per lui, ne mangiava una di meno.

2 commenti:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Oh Maresco, dove l'hai messo il maiale???

Il poeta sulle 23 ha detto...

Capperi Maresco, mi fai venire in mente, quand' ero un ragazzo e andai a fare ghiande, in un bosco di lecci, nelle vicinanze di Piazza Calda, sotto Poggio al Cielo, con la buon anima di un vicino e delle sue due figliole.
Ne raccogliemmo, quasi due sacchi, in una giornata ottobrina. Mi ricordo il maiale nostro e dei nostri vicini, che se le sgranocchiavano insieme alle mele nel trogolo. Quelli sì, che erano maiali felici, tranne quando arrivava a dicembre il norcino, che le infilzava, povere bestie con il lungo ago che gli trapassava i cuore. Che scene orribili! Per fortuna quella pratica così atroce, venne proibita e bisogna uccidere i maiali con la pistola, che assomigliava ad una pompa ad aria per gonfiare le gomme delle biciclette. Però, che profumi, che prelibatezze! Quando c'era il norcino per la casa, c'erano effluvi di spezie, che insaporivano le carni in lavorazione, pronte per diventare salsicce, salami, finocchiona, mallegato, spalle, prosciutto, ecc. ecc.
Che tempi eran quelli!