domenica 8 gennaio 2012

QUELLO CHE NON SI SA' QUELLO CHE NON SI VUOL RICORDARE.

Tutte le sedi sindacali, le case del popolo, con l'avvento del fascismo furono devastate prima, poi diventarono sedi del fascio.Nel dopoguerra ritornarono le sedi naturali ma una brutta legge fatta appositamente dalla d.c dichiarava i beni dei fascisti beni dello stato. Così sedi sudate dai cittadini vennero requisite, diverse diventarono caserme per i carabinieri nei paesi. Solo alcune non poterono essere requisite perchè c'erano i documenti che dimostravano la paternità dello stabile: furono salvate quelle che le azioni erano conservate da singoli rischiando anche la vita.Ma in molte, dove i documenti furono bruciati dalle scquadracce fasciste nel 21, furono requisite dallo stato. Così, dopo proteste, cariche della polizia i cittadini dovettero con grandi sacrifici ricostruire di nuovo le case del popolo e le sedi sindacali. Ci sarebbe da raccontare molto sulla storia del nostro paese e delle tante ingiustizie fatte ai lavoratori. Tutti assieme, amici cattolici, il passato insegna..... ma ha chi ha preso le manganellate della celere e vede piazze intitolate a chi comandava i manganellatori, scusate: non mi lego a questa schiera..........

4 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Dovresti insistere di più su questi momenti di storia, tu che li conosci bene! Da racconti orali, presumo, che sono vere fonti documentarie.

Il poeta sulle 23 ha detto...

Oh Maresco perchè tuoni
con i cattivi e con i buoni?
Quel che dici, è forse niente....
quando vedrai al sol ridente
una piazza intestata a Berlusconi!

Ernest ha detto...

grazie per questo momento di storia davvero importante... la memoria ci può salvare.

Sandra M. ha detto...

Io la penso allo stesso modo. Chi c'era deve raccontare e raccontare e raccontare...fino a restare senza voce, se occorre.