domenica 16 settembre 2012

Il giorno del paiolo

Ma che dura salita dalla chiesa di Samminiatello fino lassù oltre il cimitero. oltre i tanti vigneti. Finalmente in cima alla collina e all'inizio del bosco, una radura e tre grandi pini, posto ideale  per pranzare. Posto ideale, un panorama mozzaiato, fresco e in lontananza una musica continua, ma la distanza non permetteva di distinguere che musica fosse, arrivava a tratti appena, quando iil vento di tramontana rallentava il fruscio delle foglie. Ci deve essere un agriturismo o una casa con dei giovani intenti a sentire musica prima del pranzo, dice Chiara.
Terminato il pranzo e un breve riposo ci rimettiamo in cammino, una lunga strada di bosco in pari ci avvicinava a quella musica e più ci avvicinavamo ci rendevamo conto che non era musica nota, era una musica orienteggiante solo strumentale anche piacevole.
Ecco una radura, sul lato due tende al centro della radura due pali e una catena sorreggevano un paiolo e due uomini  conversavano fra loro in una lingua sconosciuta mentre alimentavano un fuoco, due donne con bimbi più distanti sedute.
Il paiolo, quel recipiente di rame che attaccavamo alla catena del camino per fare polenta, quanti ricordi, le cantilene prima di dormire- fummo- fummo vai in catena- c'è tu mà che ha fatto cena, che l'ha fatto un bel bambino- che si chiama Piccinino,- Piccinino andette in Francia- con la scure e con la lancia- ad ammazzare il capitano. Il capitano corri, corri buttò via la sacchetta- Santa Barbara benedetta!--
Basta un niente, a volte, per riaffiorare ricordi.....
Mi sarebbe piaciuto fermarmi parlare con quella gente raccontare la senzazione che ho avuto alla vista del paiolo, farmi raccontare a loro le tradizioni i modi di dire.
Non c'era cani fra loro, forse se avevano un canino come Bat ci avrebbero aiutato loro a solidarizzare, gli animali sono più ,pratici di noi.......
Siamo passati e via, mi sarebbe piaciuto scattare una foto al paiolo ma potevo disturbare........
Siamo scesi fino all'Arno e l'abbiamo atraversato sul ponte di Camaioni zona nota negli anni 70 perchè vi abitava Franco Bitossi il grande campione ciclista detto -cuore matto- e da lì per raggiungere Capraia non conoscevamo la strada, domando ad un cacciatore: per andare a Capraia....  mi dice: salite lassù a Paiolo........  

2 commenti:

Pierrot ha detto...

Come sempre mi sono perso nelle tue descrizioni delle tue passeggiate immaginando per un pò di poterci essere stato anch'io.
Grazie.
Pierrot

Il poeta sulle 23 ha detto...

Bello il paiolo, quando i contadini, si facevano un bel paiolo...