sabato 18 febbraio 2012

La strada

Sono passati più di trentanni da quando sono tornato su questa collina e dal 1959 quando per salire a San Miniato passai per la prima volta da questa strada. Mi ricordo come fosse adesso, avevo da fare un certificato in comune e passai da questa stradina bianca in ghiaia. Abitavo da pochi mesi giù nella pianura. Andai in bici, la Lambretta l'aveva qualla mattina mio fratello, e notai subito la bellezza del luogo. Appena saliti i tre tornanti brevi la strada spiana subito rimasi incantato dalla bellezza di un uliveto con tanto di cartello-uliveto dimostrativo. Erano gli ulivi di Pozzolino, che poi ho conosciuto,passato la casa sulla sinistra ricomincia la salita e poi loro: tre ulivi secolari dalla chioma maestosa, come non notarli. Molti anni dopo erano i miei, 120 kg di olive tutti gli anni. Ma durò poco. Ecco in cima alla collina nuovi edifici scolastici i pulman passavano male, non potevano scambiarsi, la strada dovette essere allargata e toccò agli ulivi farsi dapparte. Non dormii per tutta la notte, non volli neppure i tronchi.
Ora la strada si presenta bene agli automobilisti:larga, scorrevole, quello che ci vuole per andare veloci, cosa importa se al posto degli ulivi di pozzolino c'è la macchia, al posto dei miei c'e una siepe? basta che il traffico scorra.

7 commenti:

Rita Baccaro ha detto...

io sono pugliese ed anche per me l'ulivo è molto più che parte del paesaggio in cui vivo.
Purtroppo qui da noi stanno facendo posto a distese di pannelli fotovoltaici...

Grazie del passaggio e della fiducia
a presto
Rita

Sara ha detto...

Non avevano altro posto dove fare le scuole? la collina mi sembra già un po'scomoda.

maresco martini ha detto...

SARA: solo il clientelismo.il liceo è pericolante ed è stato trasferito in basso, le magistrali e le ragionerie hanno studenti tutti dal basso, lunghe file di auto e pulman salgono per portare studenti dal basso con tanti disagi.

Alberto ha detto...

Vedo che certi sfregi al paesaggio, e alle sue piante messe a dimora dai nostri antenati, non è una prerogativa della sola Liguria, che è la mi terra.

gio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
gio ha detto...

fabbricano scuole ma non sanno nulla di natura , di salvagurdia del territorio poi si meravigliano quando succedono disastri, da noi per portare fuori dal bosco del legname,giustamente tagliato, hanno devastato mezzo bosco passando con dei grossi trattori Gio

Il poeta sulle 23 ha detto...

Oh Maresco filosofico, assai empatico, poco patetico, che fa il viatico, all' ufficio civico di Samniniati(co), scarso matematico, dedotto il calcolo temporale assai empirico, si evince che, pur aggiungendo il companatico che è passato un tempo ciclico di mezzo secolo ( altro che trentanni)....
con amicizia, bon amico mio, ti saluto