mercoledì 29 febbraio 2012

CAMMINARE PER CONOSCERSI E CONOSCERE IL NOSTRO TERRITORIO.


La Unicoop Firenze nelle varie sezioni organizza passeggiate per la salute e per conoscere il territorio, la sezione del Valdarno inferiore comprendente i comuni di SANTA CROCE SULL'ARNO, MONTOPOLI SULL'ARNO, CASTELFRANCO DI SOTTO E SAN MINIATO mi ha incaricato di preparare diversi percorsi, ne ho preparati due bellissimi e alla portata di tutti. UNO CON PARTENZA E ARRIVO NEL BORGO DI CIGOLI Un anello che attraversa il bosco di Regli e risale al borgo, quasi tutto in sentiero.SABATO 31 POMERIGGIO CON PARTENZA ORE 15 ESATTE, CHI C'è C'è! Non sarò una guida ma un indicatore di percorsi nel senzo che i partecipanti camminino e dialoghino fra loro.L'ORARIO DI PARTENZA è PRESTABILITO, L'ARRIVO FATE VOI,AVETE IL POMERIGGIO A DISPOSIZIONE.
L'altro si svolgerà SABATO 14 APRILE SEMPRE ORE 15 ESATTE CON PARTENZA E ARRIVO NEL BORGO DI STIBBIO. Un anello che ci portera ad atraversare il parco GERMAGNANA MONTALTO, CON VISTA SU MONTOPOLI VALD'ARNO E RITORNO A STIBBIO
Per coprire le spese assicurative della iniziativa viene chiesto un contributo di tre euro. AL TERMINE DELLE CAMMINATE LA COOP OFFRIRA'UN RISTORO A BASE DI FRUTTA.

Memorie: la poesia orale

Negli anni settanta un inviato del giornale l'Unità Riccardo Longone passò da Castelnuovo d'Elsa dove era in corso la festa dell'Unità fù avvicinato da un uomo timido che le diede dei fogli dicendo: queste sono poesie di mio padre. L'inviato al ritorno a Roma le lesse e le piaquero: Allora sull'Unità c'era la terza pagina dedicata alla cultura- ci scrivevano i maggiori scrittori, registi ecc. Ebbene in una edizione la terza pagina dell'Unità fù dedicata quasi interamente alle poesie di Pannocchi Gelasio.
Purtroppo tutte le poesie le conservava suo nipote sono andate perse, solo alcune rimaste nella memoria di qualche anziano sono state recuperate.

martedì 28 febbraio 2012

MEMORIE : PIETRO TOZZI fine

Seguito del post precedente
E per primo dal tozzi si rifanno
e principiano a spiegare in su modelli
e calcolonno bene in un baleno
che il pollaio ha sfondo al pianterreno.
Allora-dissan fra sè-questo faremo
a ciò resta compiuta la funzione.
Ma il vecchio Tozzi sentì scalpitare
e alla finestra si vuol tosto affacciare
e disse:-Pietro mio c'enno a rubare
l'uscio di casa nostra è spalancato.
Lui le galline si vede mancare
corre pè strada come un disperato
lo vide uno di guardia al capannino
-babbo venite via il ladro è vicino.
E gli và dietro come un can mastino
il ladro scappa via come un leone
alla fonte l'aveva li vicino
quasi per agguantallo pe i' groppone
si volta indietro il vile malandrino
gli tira un colpo senza compassione
e quando vide che il Tozzi cascava
altri due colpi gli tirava.
Allora il poro Tozzi si fermava
il ladro scappò via al barroccino
e ognuno di loro su montava
e trottarono via pel sù destino.

Ecco il babbo del Tozzi che arrivava
del sù figliolo dice- poverino
che t'anno fatto tu stai cosi torto
risponde- babbo mio son morto.
Dal gran dolor l'igenitor fu colto
a braccia aperte l' figlio reggeva
con tanta voce lo chiamava
con tal lamento la gente accorreva
Che tanno fatto mio caro figliolo
piangendo il genitore diceva
io vedo ben che in piedi non stai ancora
babbo non posso più ti lascio solo.
La sua povera moglie quasi al volo
corre davanti al suo consorte amato
gli chiede-o perchè ritto non stai solo
O Nonziatina mia mi hanno ammazzato
Pochi momenti fà sotto il lenzuolo
eravamo ambedue sposi adorati
ora ti trovo in fondo della via
negli ultimi momenti d'agonia.
ho come posso fare madre mia
il mio caro Pietrino è belle morto
figli di cani me l'an portato via
figli di cani chi v'à ingenerati.
ho come mai Vergine Maria
tu che la nave in salvo guidi al porto
perche non ai salvato il mio Pietrino
dalle mani crudel di un assassino?
Tu sai che sono incinta ed ho un bambino
che compisce appena venti mesi
chi chiamerà babbo poverino
che i suoi labbri mai sospesi?
E allora gli amici di vicino
d'accordo pe sarvallo si son presi
e fra il pianto le lacrime e passione
lo riportonno alla sua abitazione.
Figuratevi voi le l'esclamazione
appena visto le sorelle
anche ad avere il cuore di nerone
quella notte facea stacca la pelle.
trovate un mezzo quì di guarigione
salvateci il fratello, dicean quelle
deh per piacere, fateci il favore
subitamente chiamate il dottore.
Marco Regini quasi a vapore
subito a Castelnuovo fu arrivato
al medico racconta quell'orrore
che Pietro Tozzi l'hanno assassinato
subitamente dice al servitore:
fa che il cavallo mio sia apparecchiato
prende le guide e veloce corre
come clorinda che incendiò la torre.
Arrivo lassù senza discorre
principiò a visitare il disgraziato
e da un braccio vide il sangue scorre
che la palla aveva traforato.
Con ansia prestamente al corpo scorre
e disse:-aimè tre colpi glian tirato
quello del basso ventre uno al polmone
difficile sarà la guarigione
Subitamente con gran precisione sia portato a Castelfiorentino
all'ospedale per l'operazione
ma vedrete la morte è già vicino.
Ma rimedio non fù poro Pietrino
da bravi professori lo curonno
ma rimedio non c'era un lo salvonno.
E il lunedì sera lo portonno
al camposanto con pena e dolore
gli amici di Castello tutti andonno
a accompagnare il loro suonatore.
Per il povero Tozzi li pregonno
che volasse nel braccio del signore
e pregonno per tutta la famiglia
che per gran tempo bagnerà le ciglia.

O grande udienza amabile e vermiglia
se scrissi male mi perdonerai
dal pianto mi grondan le ciglia
perche amico mio lo capirai.
Chi volentieri la mia storia piglia
il mio nome e cognome capirai
stò a Castelnuovo, mio popolo caro,
son Pannocchi Gelasio calzolaro.

MI SCUSO PER LA LUNGHEZZA DEL POST MA QUESTO è STORIA POPOLARE.

lunedì 27 febbraio 2012

MEMORIE: LA STORIA DI PIETRO TOZZI NARRATA IN RIMA DA PANNOCCHI GELASIO

Pannocchi Gelasio calzolaro in Castelnuovo d'Elsa, mio paese natale, oltre che calzolaro era un grande poeta in ottava rima. Le sue -storie- furono cantate in tutte le piazze e mercati della Toscana, nelle veglie contadine, io l'ho conosciuto,era fra l'altro zio di mia nonna anche se avevano quasi gli stessi anni. diverso tempo fà ho pubblicato in un post il suo testamento in rima.
Questa invece essendo lunga la metterò a - puntate.
Pietro Tozzi, un giovane contadino della fattoria di Meleto era a letto con la moglie, quando senti del rumore venire dalla parte del pollaio, scese dal letto e corse a vedere fuori, si sentì uno sparo i familiari accorsero e lo trovarono in agonia, fu soccorso ma mori. Delitto impunito, chi fossero a sparare è rimasto per sempre un mistero. Pannocchi Gelasio scrisse in rima la storia e da come la descrisse il maresciallo lo convocò in caserma c redendo che ne sapesse più di lui. Naturalmente Gelasio da grande poeta quale era scrisse un capolavoro, ma ne sapeva quanto gli altri, cioè niente.

Se avrai pazienza o popolo garbato
ti narrerò una dolorosa storia
che tutto il piano d'Elsa ha impressionato
ed essa è degna di tenè a memoria.
Il 15 Gennaio giorno ingrato
quando il sole un avea più la baldoria
una frotta di ladri e di assassini
principionno a rubà dal Caparrini.
Gli presen gallin chiocce e pulcini
senza che nessun potesse sentir niente
Poi sartonno da i Bardi li vicini
fecen lo sfondo ma fù inutilmente.
Ci trovonno tre o quattro pollastrini
poi il Romagnoli gli venne nella mente
ma nel pollaio un ci potenno entrare
perchè il cane principiò ad abbaiare.
allora fun costretti di scappare
ognuno a gamba lesta zitto e cheto
vanno al barroccio per deliberare
decisero d'andà verso Meleto.
Amici miei principia il lacrimare
se pazienza ne avrete non mi cheto
sentirete di lor l'arte e l'nganno
il gran sistema di rubar che hanno.
Due in fondo al barroccino laggiù stanno
e gli altri con le balle e grimaldelli
dal Tozzi e dal Regini se ne vanno
proprio decisi di rubare a quelli.
CONTINUERò NEL PROSSIMO POST.

domenica 26 febbraio 2012

E DA QUì PASSO' LA STORIA.



Una leggera brezza rinfresca una bella mattina di Settembre, è Domenica. Già dalla sera prima avevamo deciso di ritornare in Vald'Elsa per camminare un giorno sulle colline di Certaldo e Barberino d'Elsa. Avevamo deciso di parcheggiare in fondo la salita di Vico d'Elsa, ma giunti ai piedi della salita non c'era posto per parcheggiare, siamo tornati indietro di cento metri nella statale in direzione di Certaldo; vedo sulla destra una stradina asfaltata con indicatore San Donnino, la prendo e trovo subito uno spiazzo, parcheggio.Dico a Chiara, questa strada non la conosciamo,bene, risponde, forse ci porta a Barberino, andiamo. Iniziamo il cammino, nei campi è tutto un volare fagiani, è riserva di caccia,ai lati della strada ci sono cartelli col nome della riserva.
....e subito è salita dura, sulla sinistra una vigna non vendemmiata dall'uomo ma dai fagiani, penzolano dalle viti solo i raspi. Mi viene in mente subito quando mezzadri quanti danni subivamo dai fagiani per il divertimento del marchese Pucci, naturalmente niente indennizzi....
Si sale verso la collina una dritta mozzafiato, vediamo in cima una grande colonica che sembra in cielo. La raggiungiamo passandoci vicino, l'asfalto finisce e termina la salita. Ora camminiamo in pari avendo a sinistra un filare di olivi, sul lato destro della strada una piaggia mezzo arata e in sosta un enorme trattore, vi sarà impiantata certamente una vigna.
Ci guardiamo attorno,in vald'Elsa appena raggiungi la cima di una collina il panorama è di incanto: ecco davanti a noi le torri di San Gimignano col Poggio del Comune che le fà da cappello, ti volti ed ecco il borgo medievale di Certaldo Alto, intorno vedi quà e là fattorie con parchi di leccio e cipresso, poi vigne, tante vigne, olivi,campanili, e sparse diverse coloniche con la classica colombaia, qualche boschetto nei pendii più ripidi.
Camminiamo in silenzio ammirando questa meraviglia di paesaggio, non passa nessuno, la strada bianca procede sul crinale della collina appena ondulata, ogni tanto vediamo una colonica non distante dalla strada. Ecco, dopo un boschetto, dietro una curva una chiesetta, poco distante alcune case seminascoste dal bosco. La chiesetta è chiusa ma da una finestra vediamo un altare in pietra serena con sopra l'immagine di una madonna in terracotta smaltata.
Ora la strada continua con ai lati cipressi , intorno vigneti e continuando in questo paesaggio veduamo diverse case restaurate nel recente passato, forse seconde case.
Dopo l'abbandono delle campagne dai contadini, molte case rimasero abbandonate e furono poi comperate da cittadini facoltosi che ne fecero case vacanze per un periodo, per abbandonarle di nuovo, alcune frequentate saltuariamente altre trasformate in casa vacanza.
Per anni nel dopoguerra i contadini schiacciati dalla miseria sono stati costretti a cercare nell'industria sviluppatasi nei paesi di fondovalle,una vita migliore a quella di miseria che l'avevano costretti gli agrari. Quanta tribolata era la vita su queste colline della vald'Elsa, senza acqua in Estate, strade fangose in inverno, lavorare tutto l'anno e poi dare metà raccolto al padrone, sempre tiranneggiati da fattori e guardie che tiranneggiavano i contadini. E i preti, sempre pronti a aumiliare la gente semplice con prediche e imposizioni medievali, sempre schierati dalla parte dei padroni, loro stessi padroni di poderi, da quì un proverbio che la sa lunga: -povero scannato e contadin di un prete.
Hanno lottato! abbiamo lottato, anche i in gioventù era uno di loro, i mezzadri della valle dell'Elsa prima di lasciare queste belle colline, ma sorda è stata la risposta alle giuste rivendicazioni da parte dello stato. E gli agrari prima di concedere qualcosa hanno preferito il degrado.
Ora i figli, i nipoti di questi contadini vedono queste colline in gite domenicali, qualcuno ha avuto benessere economico e compera casa in collina ma scimmieggia i vecchi padroni: recinge,fa di una casa che prima era ospitale una prigione per se stesso.Vediamo molte case belle restaurate con piscina, ora l'acqua c'è apparsa come di incanto, giardini con piante esotiche.Ma sono case morte, senza canti, senza bimbi a scorrazzare chiassosi, senza polli a svolazzare davanti casa.Vediamo davanti casa solo il lindo pratino all'inglese; i pochi che vi swoggiornano sono chiusi in casa o sdraiati al sole, i pochi che si incontrano danno un secco buongiorno e via.
Saliamo di nuovo sopra un cucuzzolo,c'è una fattoria,la strada si arrampica fra alti muri di massello, nei campi moderne strutture di coltura di ortaggi, sulla sinistra una bella piantagione di olivi. Arriviamo in cima, diverse case, una chiesetta, più in alto una grande villa padronale. Una breve discesa con sulla destra un bosco che degrada a valle, un cartello stop ci segnala l'asfalto della provinciale che sale da Certaldo. Si cammina ora in salita al lato della strada sempre con lo stesso paesaggio di vigne e olivi, davanti a noi la collina scura di San Donnino: poche case una chiesa con sopra una boscaglia di lecci secolari, la salita si fà dura con secchi tornanti, alcune case vacanza e la strada spiana un poco, una dritta e si intravede in cima la fine della salita. Eccoci dopo poco finalmente in cima ad una grande spianata. Questa è la vald'Elsa: che panorama! intorno a noi:il borgo medievale di Locardo, il castello di Santa Maria Novella, i calanchi di Casale, con subito sotto le torri e le mura di Certaldo. più lontano Gambassi Terme e Montaione, le torri di San Gimignano, la cinta muraria di Monteriggioni, danvanti a noi Barberino. quì siamo sul suolo dove sorgeva Semifonte la grande città medievale che i fiorentini rasero al suolo nel 1200. Lo scempio che ha tolto alla vald'Elsa un'altro gioiello storico.Quanto è stato detto e scritto da sempre sulle guerre, quanto ha sofferto l'umanità con le guerre. Ma l'uomo ha sempre trovato pretesti per farle. Ora all'uomo si può solo impedire di fare la peggio,quella atomica, fare della terra una necropoli planetaria, come diceva monsignor Ernesto Balducci.
Neppure un mattone è rimasto a ricordare Semifonte, solo dopo due secoli dove era la città fu costruita una cappella tuttora bene conservata e visitabile il pomeriggio. La cappella ha la stessa cupola di Santa Maria del Fiore di Firenze. all'incrocio il cartello segnala Barberino km 5 ora camminiamo più spediti in pari verso la vicina Petrognano Semifonte. Grandi edifici colonici precedono la fattoria con la grande villa, grandi portali in pietra serena attorno grandi piante di cipresso e leccio, ma l'occhio si posa su di una lapide scolorita, un nome: morto nell'Ottobre 1944 da splosione di ordigno bellico, uno dei tanti contadini che andati a lavorare rimanevano vittime ni ordigni e mine.
Mezzogiorno, cerchiamo un ciglio sottovento dopo Semprognano per pranzare mezzora di sosta e di nuovo in cammino verso BARBERINO. Non si può descrivere, bisogna attraversarlo e vedere quanto è bello questo gioiello in cima ad un colle magico, con intorno a vista d'occhio il Chianti, bello e ormai in ostaggio di ricchi stranieri.
Ritorniamo indietro per un tratto e poi prendiamo la strada per Vico d'Elsa che raggiungiamo dopo avere camminato fra casali vigne e oliveti. Vico è una terrazza su San Gimignano, una sosta e giù in discesa verso l la fine del cammino.
NELLE FOTO BARBERINO D'ELSA

sabato 25 febbraio 2012

Vecchia strada di bosco



Se camminando in un bosco e restate disorientati, niente panico, non andate verticalmente ma di traverso vi aiuterà una amica di sempre: una vecchia strada sconnessa, si più la strada è sconnessa, scavata corrosa più facile far ritrovare l'uscita dal bosco. Non fidatevi mai dentro un bosco di stradine senza cigli,sono strade fatte di recente dai tagliaboschi hanno una direzione, se prendete quella sbagliata vi può condurre in mezzo alla foresta e tuttuntratto finisce. Ma se una strada di bosco passa dentro cigli alti quella ti conduce fuori dal bosco. Nei folti boschi la vegetazione difende dalla corrosione delle piogge,mentre nella via il terreno rimane nudo e l'acqua che vi scorre poco alla volta porta via terreno, più corrode e più si abbassa la carreggiata mentre intorno la vegetazione non permette erosioni.Più alti sono i cigli ai lati di una via di bosco, più vecchia anche di secoli è la strada.E se la strada è vecchia più importante è la sua esistenza. Una strada dentro cigli alti ha secoli di vita ed è servita per tante generazioni per collegare: un villaggio, una via importante,prendetela e vi condurrà fuori dal bosco.

NELLE DUE FOTO UN TRATTO DELLA VIA FRANCIGENA DOPO LA PIEVE DI COIANO . da quì è passata tanta storia.

ORA INCOMINCIA.......

Appena comincia una pioggerellina senti brontolare: che stagionaccia, ora incomincia.....ci mancava che oggi piovesse ecc. Come se l'acqua che adoperiamo in abbondanza, anche sprecandola la mandasse chissà chi. Presto in Toscana se continua questa siccità invernale ci saranno in qualche zona razionamenti e interruzioni. Trascorso l'autunno, ora anche quasi tutto l'inverno con solo sporadiche pioggerelline e una spruzzata di neve che non tolgono neppure la polvere c'è da essere preoccupati.Si cammina in letti asciutti di torrenti, le sorgenti si prosciugano, i pozzi non producono acqua,i boschi sono a rischio incendio in Febbraio...... Appena cade una goccia senti il coro nei bar, nei supermercati: ora incomincia, come si stà bene col beltempo.... Ma concittadini miei! che al novantacinque per cento siamo figli o provenienza contadina certo se piove o non piove non saranno le vostre lamentele a modificare il tempo, ma per favore state zitti! non rendiamoci più ridicoli di quello che siamo.

venerdì 24 febbraio 2012

CHE FORTUNATO SONO! HO AMICI POETI

Ecco una poesia in rima del mio amico poeta CACCIANELLO scrtta nel 2006


ENIGMA
Quardo il mondo con grande attenzione
scopro le meraviglie del creato
e penso al mare, ai monti che emozione
la luna, il sole ed il cielo stellato
tutto perfetto che organizzazione
l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato.

La pioggia, il vento, l'uomo e gli animali
simili sono ma non sono uguali.

L'alba e il tramonto sono eccezionali
la nascita dell'uomo è un gran mistero
anche da dei rapporti occasionali
puo nascere la vita questo è vero
l'uomo e la donna sono passionali
e prevalgono i sensi sul pensiero.

Ma se ti lasci andar solo un minuto
ecco che può scapparti uno starnuto.

L'uomo moderno può sembrare astuto
ma i fatti stanno lì a dimostrare
ultimamente è stato sprovveduto
ed ha messo un pagliaccio a governare
or che il mandato è pressoche scaduto
e i cittadini tornano a votare.

Mi chiedo mentre mi tocco i coglioni
....ma il mondo l'avrà fatto Berlusconi?
CACCIANELLO.

giovedì 23 febbraio 2012

Raglia, la mercegaglia.


Il sindacato difende i vagabondi e i ladri:O!!!! Ma come si permette, come facciamo a permetterglielo! Ho settantasei anni e ne ho viste di tutti i colori le ingiustizie e come certi industriali e agrari in che condizioni ci facevano lavorare.Dal non rispetto dei contratti all'ambienti di lavoro. Quanti operai conciari, calzaturieri, cavatori,ammalati e morti di tumori lavoranti a domicilio e contadini, sì anche contadini ammalati da comcimi chimici, crittogramici, schiacciati sotto trattori. Sono migliorate le condizioni di vita,negli ambienti di lavoro, ma quanti scioperi abbiamo dovuto fare per la salute negli ambienti di lavoro?. Voi industriali e agrari ve ne stavate negli uffici o nelle fattorie ma chi respirava in ambienti malsani le porcherie che ci facevate produrre? noi lavoratori. Quanti industriali sono falliti per andare a puttane o altro lasciando senza liquidazioni e senza versare contributi ai lavoratori?
Mi sembra di essere un sopravvissuto avendo respirato come altri che non c'e l'hanno fatta, i veleni delle lavorazioni nocive.E' stato il sindacato che in tutti questi anni mi ha difeso e mi difende anche da pensionato e ora mi indigno! sì non accetto che si dia del vagabondo e ladro a chi vi ha fatto fare i quattrini!!

martedì 21 febbraio 2012

PANORAMI E ANTICHITà



















Non faccio l'elengo dei luoghi dove sono passato, lo farò -nei sentieri di Maresco-
Questo anello è veramente bello e lo dimostro con le foto.
Siamo a nord di Empoli nei Comuni di Vinci e Capraia e Limite, zona Montalbano.

lunedì 20 febbraio 2012

Presto a Terra Nostra

Mentre ad ANTENNA5 canale72 continuano le repliche, presto forse a Marzo riprenderanno i nuovi servizi di TERRA NOSTRA, ora col digitale visibile in tutta la Toscana, parte dell'umbria e viterbese. Sono lieto di potere ancora continuare a mostrare le belle campagne toscane e le realtà cosiddette minori, paesi, borghi, fattorie, che poi sono l'insieme che fà bella la Toscana. video

domenica 19 febbraio 2012

RICORDI E FARFALLE

Nella vita di un lavoratore poche sono le comquiste tante le delusioni. Mi ricordo di una volta che gli operai conciari fecero molti scioperi, vertenza difficile non si sbloccava. Il sindacato dovette fare un accordino che praticamente non otteneva niente e mi ricordo quando in una sala gremita di operai il segretario di zona non sapeva da dove cominciare a spiegare agli operai che l'accordo era quasi una beffa per salvare la faccia.Si avvicinò al migrofono e fece finta di prendere la scossa dicendo una battuta che fece sorridere i presenti alleggerendo la tensione.
Ecco San Remo,che - distoglie il popolino dal lavorio sotto sotto alla chetichella per far dimenticare certi diritti acquisiti in tanti anni di lotte dai lavoratori.
Occhio!! la farfallina di belen è la farfalla della processionaria. Belen è la farfalla che si trasformerà in bruco, la Fornero, POI VI GRATTERETE, E COME VI GRATTERETE!.

sabato 18 febbraio 2012

La strada

Sono passati più di trentanni da quando sono tornato su questa collina e dal 1959 quando per salire a San Miniato passai per la prima volta da questa strada. Mi ricordo come fosse adesso, avevo da fare un certificato in comune e passai da questa stradina bianca in ghiaia. Abitavo da pochi mesi giù nella pianura. Andai in bici, la Lambretta l'aveva qualla mattina mio fratello, e notai subito la bellezza del luogo. Appena saliti i tre tornanti brevi la strada spiana subito rimasi incantato dalla bellezza di un uliveto con tanto di cartello-uliveto dimostrativo. Erano gli ulivi di Pozzolino, che poi ho conosciuto,passato la casa sulla sinistra ricomincia la salita e poi loro: tre ulivi secolari dalla chioma maestosa, come non notarli. Molti anni dopo erano i miei, 120 kg di olive tutti gli anni. Ma durò poco. Ecco in cima alla collina nuovi edifici scolastici i pulman passavano male, non potevano scambiarsi, la strada dovette essere allargata e toccò agli ulivi farsi dapparte. Non dormii per tutta la notte, non volli neppure i tronchi.
Ora la strada si presenta bene agli automobilisti:larga, scorrevole, quello che ci vuole per andare veloci, cosa importa se al posto degli ulivi di pozzolino c'è la macchia, al posto dei miei c'e una siepe? basta che il traffico scorra.

venerdì 17 febbraio 2012

IL MONTE FUMAIOLO racconto

Arriviamo ai piedi della salita dopo un lungo viaggiare dal Valdarno,alla Consuma, attraversato il Casentino, giù in Romagna. Ora l'auto sale verso Balze. Non eravamo stati mai in questi luoghi, abbiamo deciso divenire quassù attirati dalla altitudine del campeggio, 1100 mt e dalla sorgente del Tevere.
Ma appena siamo arrivati in paese abbiamo visto che era un posto speciale.Costruito esposto a sole, riparato dai venti del nord da enormi rocce, molto grande per essere un paese di montagna.Siamo saliti ancora un km e siamo al campeggio. Dopo avere piazzato la tenda ci siamo incamminati costeggiando il Tevere, un rigagnolo,dopo poche centinaia di metri lasciamo la strada persalire fra faggi alla sorgente del Tevere. Continuiamo in salita e giungiamo di nuovo sulla strada ad un grande parcheggio, andiamo a sinistra e dopo poco siamo in vetta. Niente di eccezionale la vetta del Fumaiolo. la vegetazione impedisce la visibilità. Pranziamo al fresco di un faggio e poi ridiscendiamo fino al campeggio.
Lasciati gli zaini e dopo un riposo in tenda ci siamo incamminati verso il paese. Non sappiamo spiegarci come un posto così bello non avevamo sentito nominare.
C'è animazione in paese, è fine Luglio e come tutti i paesi di montagna in Estate c'è gente, diversi come noi turisti, ma i più sono i paesani che partiti per la piana in Estate ritornano in paese dove hanno lasciato casa, genitori, parenti, e tanti amici. Tutti insieme rigenerano il paese con iniziative varie. Noi due, con Trek ai piedi, seduti al bar con piacere vediamo la gente salutarsi, contenti di essere di nuovo insieme. Vediamo i bimbi correre liberi per le vie del paese senza traffico inventarsi giochi. Come era bella un tempo la libertà che avevano i bambini!, quanto è negato ai bambini dalla vita programmata di oggi:dopo la scuola. ginnastica, musica, danze, ed altro programmate dai grandi.Comincia a scurire, disse Chiara, ho sonno e c'è da risalire al campeggio. La mattina dopo ci alzammo e fuori la tenda era freddo, facemmo colazione e dopo scambiammo due parole con i vicini di tenda tutti Romagnoli.Preparati gli zaini e sù in cammino e alla sorgente del Tevere facemmo provvista di acqua. Risaliamo in parte il sentiero del giorno precedente per poi andare a destra. Saliamo fra enormi piante di faggio e abete e in poco tempo raggiongiamo un rifugio in cima al monte poi iniziamo a percorrere una larga via dove in inverno fanno scì di fondo. Molto bella questa pista, si procede per qualche km quasi in pari a semicerchio fino alla strada per San Piero di Romagna, quì il panorama si apre sino giù alla valle, Ritorniamo indietro e ritorniamo vicino il rifugio, e prendiamo un sentiero in leggera discesa dentro una faggeta stupenda. Per noi il faggio è la pianta più bella che troviamo in montagna. Il faggio è una pianta imponente che non lascia crescere piante da sottobosco, ha un fogliame spesso ma lascia filtrare luminosità, sotto i faggi c'è fresco ma mai scuro.Entri in una faggeta immensa e hai l'impressione di essere in un luogo amico. Sosta pranzo, un riposino e di nuovo in cammino. Dopo un'ora che camminiamo in questa splendida foresta, sempre in leggera discesa, udiamo il suono di una campana. Sembra vicina ma nel silenzio del bosco tutto è falsato. Camminiamo ancora dieci minuti prima di scendere in una valletta dove al centro c'è un romitorio. Che posto! che meraviglia, la chiesetta è circondata da tre lati dal monte, intorno faggi secolari. All'interno si sente pregare, non entriamo per non disturbare. Osserviamo dall'esterno questo luogo di pace. Ci sediamo su una panchine di pietra, come stiamo bene,mi viene alla mente un vecchio detto: dove stà preti frati e monache non c'è ne caldo e ne freddo.Dal romitorio una mulattiera fra i faggi ci riconduce in breve a Balze, attraversato il paese risaliamo al campeggio. Ci alziamo il mattino dopo e ci incamminiamo verso Balze e scendiamo ad est e per strada fino al poggio dei Tre Vescovi, poi torniamo in paese per comperare del cibo caldo che mangiamo subito fuori il paese.Appena fuori Balse andiamo senza sapere dove, in una strada in salita verso un monte, in diretta, molto ripida e farla a- stomaco piano fù più dura. La stradella finisce e diventa un sentiero con sulla sinistra il filo spinato del pascolo. Finisce il bosco e iniziano dei prati con mucchi di faggi, non è più dura la salita, ora si scende in una cunetta per risalire ripidi e finalmente in vetta.Che meraviglia! sotto di noi la Romagna montana con i suoi calanchi e piagge a vista dìocchio, sotto di noi diversi borghi e la campagna aspra. Si vede il monte Feltro, il monte Carpegna, il sasso di Simone, l'Alpe della Luna,a sud il monte Penna, Poggio Scali e tutte le foreste Casentinesi fino al monte Falco.Da un panorama così non verresti via più,,,, Dietro i monti Marchigiani un temporale pomeridiano si allontana verso l'Adriatico.
Come è stato bello visitare questi luoghi, ma è ora di ritornare a casa:galline,orto ci reclamano......

Dopo del tempo vado in biblioteca e come sempre guardo nella bacheca delle novità, noto un libro, dal titolo: All'ombra del Cerro, di Silvia Di Natale, lo prendo e quando incomincio a leggerlo scopro che la trama parla della lotta partigiana nella zona di Balze Balze.Quì nel 1944 c'era la linea gotica, furono battaglie, rastrellamenti crudeltà, paesi incendiati. Nomina i luoghi da noi visitati: il Romitorio, il poggio dei tre Vescovi ecc.
Ecco,dopo avere letto quel libro tutto si trasforma. il monte Fumaiolo, Balze,cambiano aspetto, non è più per mè un luogo, uno dei tanti luoghi turistici che ho visitato apprezzando l'ambiente:rocce, calanchi boschi che ti lasciano ricordi piacevoli col tempo dimenticati, il Fumaiolo diventa storia.
Se un giorno tornassi in quei luoghi, rivivrei nella mia mente le vicende lette in quel libro. Immaginerei quanto sia stato duro combattere con la fame, il freddo,con le tante crudeltà dei nazifascisti in quei luoghi e quanto hanno dato quelle genti per la nostra libertà.

FINALMENTE!

Era ora, da ieri ho riposto l'ascia, non l'ascia di guerra, ma una ascia piccola che tenevo vicino al pollaio per rompere il ghiaccio all'abbeveratoio delle galline, da ieri dicevo niente ghiaccio ma solo una brina, e stamani finalmente + uno.L'ultima neve che stazionava dove il vento l'aveva ammucchiata si è sciolta. Per la verità non ne è venuta molta quì a san Miniato,un 15 cm ma il gelo l'ha conservata fino a ieri.
Il podere sembra spoglio dopo tanto gelo ma a prima vista sembra che gli olivi non ne abbiano sofferto, i nespoli che erano fioriti li ha fulminati,ma ha resistito l'insalata, le fave hanno abbassato la testa ma spero si riprendano.E noi inperterriti abbiamo camminato tutti i giorni, ma pochi km integrando un poco di movimento con la ciclette. Sono rimasto in silenzio per diversi giorni a causa di problemi al compiuter.

domenica 12 febbraio 2012

Dietro la siepe


Io come sapete non ho studio,quello che sò in fatto di tempo e clima ed è pochissimo, lo devo alle osservazioni, e per molti anni lavorando in campagna e abitando in campagna si osserva, e si memorizza. Io abito nel Valdarno inferiore FRA Empoli e Pontedera. Zona fredda e in parte umida ma in parte protetta dalle correnti fredde da nord est: intendiamoci, la tramontana soffia e come ma difficilmente porta la neve. C'è un detto Toscano che dice: non nevica mai bene se dalla Corsica non viene. Sì perchè se il nuvolo arriva col zero gradi e viene da occidente può venire una nevicata grande, poi se dopo arriva la tramontana e gela può creare problemi. Ma come è avvenuto ora che il freddo viene direttamente da est nord est difficilmente nevica tanto. Le notizie delle nevicate eccezionali nella Toscana orientale e meridionale io le spiego con l'abbassamento di altitudine degli appennini. E noi che abbiamo davanti a farci da - siepe-la catena più alta degli appennini siamo protetti dall'afflusso diretto delle correnti siberiane.
Nella foto di repertorio innevati vediamo gli appennini settentrionali dal Cimone al Rondinaio.

venerdì 10 febbraio 2012

Ricordi: Mario

Si può dare dell'ignorante a chi bestemmia? Certo che oggi sì,ma un tempo quando la fatica ti stremava,la cultura era terra terra, non dico che bestemmiare era una cosa bella, ma si poteva anche capire,poi c'erano personaggi che bestemmiare era il loro linguaggio: una parola e tre moccoli- bestemmie-! Ne ho conosciuti diversi che quando, diciamo si accaloravano erano moccoli, Mario era uno di quelli,tre moccoli una parola, poi non poteva vedere i preti, bastava nominarli che cominciava col dire: col meglio, ammazzerei il peggio. Ma il papa? ci farei tanta soppressata e giù maccoli. Una mattina caldissima venne a chiamarmi: vieni con me, andiamo a cercare nidi di rigogolo. Il rigogolo, bellissimo uccello dal piumaggio giallo nidifica nei tronchi scavi. Mario cercava salici e infilava la mano negli scavi incurante di ramarri che saettavano fra le mani di Mario e lui giù moccoli, ne diceva dei buffi che avrebbero fatto ridere anche un prete. Due ore a cercare nidi, tanti ramarri e lucertole ma nidi niente, e mentre si attraversava i filari, moccoli.Abitava col fratello sposato e la madre. Sia la madre che la cognata erano molto religiose. Ma quando muoi ce lo voi il prete, le dicevamo per farlo arrabbiare, risortirei dalla bara per rincorrerlo e giù moccoli.
Morì investito da un'auto, la cognata le fece lo spregio più grosso,il funerale col prete.Era un uomo modestissimo, ma bravo con tutti,aveva un vizietto, smoccolava, c'è chi fa di peggio e non bestemmia: ruba al prossimo.

L'orologio canino


Come scrissi tempo fà dopo la morte di Trek mia figlia vedendoci abbattuti in segreto andò ad un allevamento di cani prese un cucciolo e lo portò.
Vedemmo arrivare all'imbrunire la macchina, scese con un cucciolo in braccio e disse:- a Roma quando muore un papa ne fanno un altro- ci mise in casa questo cagnetto. Mi arrabbiai perchè avevamo deciso di non metterne più.Poi un cane di razza?. Dove lo facciamo dormire? primo problema, per ora in casa , ma se abbaia,i vicini?. Decisione: nella cuccia sotto il letto. E quì è rimasto, e come si comporta bene, è educato non fà bisogni indesiderati se non fuori; ho è di razza inglese! Ma un difetto lo ha! alle 5, 30 precise emette uno sbadiglio talmante rumoroso che è meglio alzarsi per non sentirne altri. Niente di brutto io a quall'ora sono già sveglio,l'unico problema è in questi giorni di freddo accompagnarlo fuori.

mercoledì 8 febbraio 2012

Il padule di bientina racconto

Pomeriggio domenicale caldo, aspettiamo le ore sedici e poi partiamo per la solita camminata. Questa volta lasciamo colline e monti per recarci a visitare la palude di Bientina. Oltrepassiamo Bientina, Cascine di Buti e dopo qualche km in località Caccialupi a destra per un centinaio di metri è sulla sinistra ecco l'indicatore ww ff, parcheggiamo l'auto e ci mettiamo in cammino. Davanti a noi l'immensa piana del padule. Ci incamminiamo in una bella strada bianca con sulla sinistra un bel canale dove scorre una acqua limpida dalla quale emergono erbe palustri fiorite. Al nostro passaggio si sentono i piccoli tonfi delle rane,e il canto di qualche uccello rompe il silenzio, più avanti vola una gazzella, non lontano canta un fagiano. Un lieve venticello muove appena le foglie di salici e pioppi. Dietro a sinistra l'alta mole dei Monti pisani con i suoi boschi di pino e castagno, poco sopra il caratteristico paesino di Castelvecchio di Compito.
Eccoci ora arrivati all'oasi del ww ff recintato e l'ingresso chiuso, le visite guidate sono al mattino e a noi non rimane che proseguire. Al primo incrocio c'è da scegliere: diverse strade bianche si diramano in diverse direzioni, noi andiamo a sinistra seguendo il fosso sempre più fiorito, percorriamo una dritta per più di un km con ai lati campi fioriti, con fiori di un giallo intenso. Lo sguardo spazia lontano fino a vedere il campanile di Orentano, e più lontano ogni tanto a tratti fra le piante appare il campanile di Altopascio, quello famoso detto - Della Sperduta, una campana suonata all'imbrunire nel passato per indicare la via ai pellegrini in quelle allora zone selvagge.Camminare in questa palude con davanti a noi tanta bellezza è il massimo che possiamo chiedere, appassionati come siamo della natura.
Parliamo, mentre camminiamo di come saranno stati questi luoghi Quando c'èra il lago di Sesto e Bientina era un borgo di pescatori,quando il Serchio, prima della deviazione lo attraversava per confluire in Arno dopo Vico Pisano. Poi l'uomo nei secoli ha modificato, deviato,fatto canali, prosciugato, coltivato, poi abbandonato lasciando un degrado e lasciando di nuovo alla nartura di ricreare, ma non sarà più come prima.
Siamo alla fine della dritta c'è sulla sinistra uno dei terreni allagati dove molte gazzelle frugano col becco alla ricerca di vermi, le passiamo vicino, continuano il loro lavoro ignorandoci. Andiamo a sinistra in direzione del monte, si vedono alcune case coloniche, più lontano il paese, comincia un bosco di querci secolari a destra ora la zona allagata e sulla sinistra, tanti fiori un paesaggio inico. Praticamente ora torniamo indietro percorrendo dal lato del monte, finisce una dritta e curviamo a sinistra ma ecco sul ciglio una grossa lapide di marmo a farci ritornare indietro agli anni di guerra. Non ricordavo più questo tragico episodio, l'avevo letto molti anni fà in un libro sulla resistenza.
Nel 1943 in questo luogo c'era un campo di prigionia per soldati inglesi catturati dal nostro esercito, erano controllati da nostri militari ma vivevano in semilibertà lavorando il giorno dai contadini e alla fattoria. Alla notizia dell'armistizio l' otto settembre festeggiarono e già si sentivano a casa, ma giunsero gli invasori tedeschi che chiesero al comandante italiano la consegna dei prigionieri. Il comandante italiano si rifiutò dicendo che lui rispondva agli ordini del governo italiano. I tedeschi disarmarono e fucilarono i militari italiani.Il marmo riporta i loro nomi e ricorda che questo eccidio è l'inizio della resistenza in provincia di Lucca. Dopo avere letto ci incamminiamo di nuovo commentando di quanto è disseminata di lapidi questa nostra bella regione.
Ripercorriamo indietro ora la strada bianca per ritornare all'auto. Diverse persone ora che è più fresco camminano,un cenno e via. Arriva un'auto , scende un uomo e pianta un cartello che segnala una gran fondo di mountan bike. Osserviamo in lontananza le cime degli Appennini arrossate dal tramonto, quì il sole è già sparito dietro i monti pisani.
Ecco la macchina, saliamo e dico a Chiara: anche questa è fatta!. Sali Trek! il cane come sempre fiuta attorno prima di salire, a i suoi tempi,girella un attimo poi sale controvoglia in auto.

martedì 7 febbraio 2012

GHACCIO E NEVE. E DOPO?

C'è bisogno che le previsioni lo dicono?, dopo tutta la neve e soprattutto il ghiaccio ci sarà chi si preoccuperà per il dopo?. Si scioglierà lentamente o arriverà, visto che ci si avvicina alla fine dell'inverno, un'ondata di scirocco e tutta questa neve sciogliendosi rapidamente creerà problemi seri come frane è alluvioni. Ci sarà chi informa o si farà come sempre a scaricabarile? Visto come è abbandonato il nostro territorio un disgelo improvviso potrà creare problemi più seri delle nevicate.

domenica 5 febbraio 2012

NEVE, IL PIANO HA FUNZIONATO





E per una volta lasciatemelo dire: nel nostro comune, San Miniato il piano neve ha funzionato. Già il comune in accordo con gli agricoltori diversi giorni prima si era allertato. Io che quella mattina mi sono alzato presto ho visto ogni pochi minuti passare trattori spargisale, trattori con pale, risultato tutte le strade percorribili senza catene sin da quando ha smesso di nevicare. Dirò che la nevicata non è stata come in altre zone, ma nevicando a vento c'erano degli accumoli non indifferenti. Cosa dimostra questo successo: attivare nei momenti di emergenza le forze più capaci di affrontare difficoltà e i contadini sono i primi.

sabato 4 febbraio 2012

Racconti inediti di camminate.

il racconto dal titolo: Monte Maggio, fa parte di una serie di racconti dal titolo:Terra Nostra, che mi sono esercitato a scrivere. Se gradite ditelo nel commento, continuo. Se niente, mi fermo quì. Capisco che per un blog sono lunghi, ma io mi provo a vedere dove arriva la vostra - sopportazione.

venerdì 3 febbraio 2012

MONTE MAGGIO racconto


Imbocco la valle in macchina di primo mattino e subito il sole mi abbaglia, sempre così quando a Ponte a Elsa curvo a destra per immettermi nella valle nativa. E sempre una emozione mi prende, cosi è da sempre:si può andare a vivere nei posti più belli del mondo, ma dove sei nato è sempre il più bello.
Non c'è traffico, la macchina corre veloce,e lascia visioni di attimi a luoghi familiari:Castelfiorentino,Certaldo, Poggibonsi; ecco la superstrada per Siena: Colle nord, Colle sud,Monteriggioni.Esco un piccolo tratto di Cassia che aggira a sud la grande cinta muraria, poi svolta a sinistra e raggiungo il grande parcheggio.
Scendiamo, l'aria è frizzante, ci sono ancora nelle zone in ombra tracce di brina.
Il sole comincia a scaldarci quando indossiamo gli scarponi.L'enorme parcheggio è movimentato da tanti escursionisti, qualche cane gironzola felice di avere l'asciato l'auto e Trek il nostro cane approfitta per fare conoscenze.
Zaini e via, davanti a noi la scura molle del Monte Maggio. Lasciamo alle spalle le famose mura di Monteriggioni, attraversiamo la cassia e finalmente camminiamo sulla strada bianca in direzione del monte.La lunga fila degli escursionisti avanza verso il monte e si dirada prendendo i vari sentieri formando piccoli gruppi. Noi tre, io Chiara e Trek camminiamo diretti verso il monte a noi molto noto per le tante escursioni fatte negli anni passati, conosciamo a menadito tutti i sentieri, ma ripercorrerli è sempre una emozione.
Dopo il tratto in salita che porta alla deviazione della via Francigena, la strada spiana per poi cominciare la salita vera.Eccoci all'agriturismo il Mandorlo storica e bella residenza e all'altezza della casa ci viene incontro una cucciola di asino, docilissima,si lascia accarezzare, una signora dal terrazzo ci racconta che le è morta la mamma e le danno il latte col biberon, Ci prega di scacciarla, diverse volte l'hanno dovuta andare a riprenderla sul monte.
Ora ad una vigna la stradella finisce, comincia un sentiero tortuoso nel bosco, è roccioso, dal terreno emergono rocce calcaree bellissime, la poca terra di colore rossastro- terra di Siena- mostra il lavoro notturno dei cinghiali scampati alle cacciate invernali. Dopo una lunga salita eccoci ad una bellissima casa attorniata da lecci secolari, andiamo a destra in pari in un paesaggio da favola lecci e rocce dalle forme caratteristiche, per un km e raggiungiamo la strada che porta a casa Giubileo dove nel 1944 morirono 19 partigiani.Bellissimo questo luogo. una casa museo, che troviamo chiusa una lapide ricorda i giovani partigiani. Fu quì che il 23 Marzo del 1944 i partigiani furono sorpresi dai fascisti repubblichini di Siena guidati da un fascista del luogo, accerchiati combatterono, diversi tentarono la fuga due morirono, gli altri si arresero con la promessa di avere salva la vita, furono tolte loro le scarpe e caricati su un camion portati più in basso e in uno spiazzo fucilati, uno ce la fece a fuggire e benchè ferito gravenmente raggiunse un contadino e riuscì a salvarsi e raccontare.Io ricordo bene quell'eccidio, avevo 9 anni, la notizia di bocca in bocca commosse tutta la valle dell'Elsa.
Sostiamo sopra un muretto per pranzare poi ci mettiamo in cammino per scandere a Abbadia a Isola. Giungiamo allo spiazzo dove fucilarono i giovani partigiani.SOSTIAMO DAVANTI A QUEI 19 NOMI CHE ONORANO LA VALD'ELSA. Poi scendiamo ad Abbadia a Isola dove c'è la famosa pieve e l'ospitale della via Francigena, UN saluto ad un grande amico di San Miniato Giovanni Corrieri, guida famosa della via Francigena che è a guidare una comitiva del nord, poi i pochi km verso Monteriggioni. Saliamo ed entriamo dalla porta ovest, attraversiamo il paese e prima di scendere al parcheggio un ultimo sguardo al Monte Maggio, alto scuro e immenso dove terra, bosco roccia si fondono e fanno per valle
Elsa uno scrigno con dentro la sua natura, la sua storia. Uno scrigno aperto al mondo.

giovedì 2 febbraio 2012

Riflessioni prima dell'alba

Come ogni mattina mi sono alzato alle cinque.Da quando mia figlia vedendoci addolorati dopo la morte di Trek ci ha portato un cucciolo. Trek dormiva giù nella stanza dove tengo la legna in una vecchia poltrona. Ma il cucciolo non ne vuol sapere, abbaia, quindi lo teniamo in casa, sapete dove dorme? ebbene sì, sotto il letto e ci stà bene fino alle cinque, poi comincia a sbadigliare a lupo e io che sono già sveglio mi alzo,lui mi segue ed eccoci quì vicino la stufetta, lui in poltrona e io al compiuter.Non è un sacrificio, anzi mi sono sempre alzato presto al mattino,anche quando lavoravo.Dopo una scorsa veloce al compiuter mi piace riflettere nel silenzio sulle varie cose e penso a come è strana la vita. Ci si arrovella il cervello su una miriade di cose, dell'ambiente, dell'avvenire,di quello che sarà il mondo domani, e pensare che uno starnuto è via, non ci saremo più. Di una cosa non riesco a pensare: ad un'altra vita -dopo- Più frequento credenti, e vedo le loro cerimonie e meno mi fanno credere. Cosa sei ateo? boo!
Quando vedo gli altri esseri viventi che chiamiamo animali, che noi assoggettiamo ma che hanno più umanità di noi, se essere umani è un pregio. Poi pregare, essere umili fino ad essere schiavi,non mi convince. Quindi lascio al destino quello che sarà. Non me ne vogliano i tanti credenti, li rispetto e li stimo.

COME CI SI SCALDAVA UN TEMPO

In tempi di gelate e nevicate varie ritorna a molti colleghi di età la memoria di come un tempo si combatteva il freddo e i tanti aneddoti. Io che sono sempre vissuto in campagna posso raccontare tanti fattarelli.
Comincio col raccontare dei vari metodi per scaldarci: il focolare con ai lati due fornelli che servivano per mettere le pentole o i tegami e per scaldarli veniva prelevato il fuoco con la paletta e messo sulla griglia del fornello, per scaldarsi lontano dal fuoco lo scaldino detto da noi cardano,anche nello scaldino il fuoco veniva messo con la paletta:la paletta era di ferro ed aveva un manico lungo, se ne trovano ancora in commercio.-Barzelletta di allora: Un attempato uomo disse alla moglie: vai a letto che poi ti raggiungo, proviamo a fare qualcosa, la moglie va a letto e il marito col calore del fuoco si eccita, ma salendo le scale al freddo quando raggiunge la camera si affloscia. Ritorna sul fuoco e subito riparte diciamo armato, ritorna al freddo delle scale, di nuovo si affloscia, Allora ritorna sul fuoco e quando è pronto prende una palettata di fuoco e con essa sale le scale: se ti abbassi ti bruci- .
Noi bambini allora avevamo imparato uno scherzo: quando non eravamo visti introducevamo una castagna nel cardano, la castagna non incisa esplode.
Ci sarebbe molto da parlare degli strumenti per scaldarci, io posso dire grazie al freddo perchè se non finivano la legna non ero nato.
Era Febbraio e mio padre e mia madre scesero nel bosco per procurarsi legna e laggiù fra le fresche frasche vennero certe voglie e sul più bello mio padre si trovò impedito nella ritirata da un ago di acacia puntato al sedere..... cosi ho saputo non molto tempo fà, tranne racconti ad amici....