mercoledì 30 maggio 2012

ALTRI SETTANTA: POI VEDREMO.......

Si avvicina al traguardo dei 70 Chiara, colei che ha scelto di vivere con me. Non è stato facile come non lo è stato per molti che dal lavoro delle proprie mani ricavano la sopravvivenza, fin quì c'e l'abbiamo fatta.    E molta strada l'abbia mo fatta stando vicini, nel lavoro e nel cammino.
Che dire: altri settanta camminando per sentieri e strade bianche, se nel frattempo non ce le asfaltano, poi vedremo. So che odi la pubblicità, non vuoi foto ho apparire : sei una montanara nata! ma io contadino chiacchierone da veglie nelle stalle e nelle case del popolo, non resisto una foto la metto. GRAZIE CHIARA E AUGURI. 

Ma come ti vesti?

Ci sono delle persone perfette: nel vestire, io proprio no! dammi il vestiario più bello, vestimi con indumenti alla moda, ed ecco subito che qualcosa spunta  che non và, un calzino da rovescio, un lembo di camicia che ece fuori. Potrei fare un lungo elenco di sbadatezze nel vestirmi, Metterò prossimamente un video di una ripresa televisiva con i pantaloni con tre risvolti , a volte l'operatore mi suggerisce: chiudi la- Bottega- la cerniera dei pantaloni. -Più che mi piacciono le persone precise guarda chi mi sono messa fra i piedi!- Dice Chiara, lei che da ragazza dirigeva un grande negozio di abbigliamento e la precisione era il suo motto.
Ma proprio no! non posso stare - a pennello- sembrerei il maiale con la cravatta.
Datemi un paio di gins, una camicia  che non sia bianca, le spalle protette da uno zaino e mi sento il più elegante del mondo! 

lunedì 28 maggio 2012

PIANTE E ERBE NEI PAESI SUOI

Parafrasando in vecchio proverbio:  moglie e buoi nei paesi suoi ,va a pennello con la tanta rapidità dei trasporti internazionali i quali oltre a trasferire cose utili a volte possono arrivare amare sorprese,come ad esempio la malattia del cipresso,venuta da lontano che ha fatto temere l'estinzione della monumentale pianta., quelle due recenti la malattia dei pini marittimi e del castagno che satanno decimando colline e media montagna. Poi quella dei granchi Californiani che hanno invaso le paludi toscane e oltre decimando pesci e anfibi.
Ebbene voglio parlare ora di un ometto che emigrato in america al ritorno si è portato alcune piantine di una acacia americana per costruire in seguito cestini. I cestini non li fa nessuno ma le acacie stanno infestando il territorio proprio lì dove madre natura   ci ha conservato alcuni reperti della preistoria: Parlo del lago di Sibolla un piccolo laghetto alla periferia di Altopascio che alimentandosi con sorgenti proprie ci ha conservato fino a noi alcune erbe: muschio dell'era glaciale dove  ci cresce sopra una felce tropicale, persate che rarità è questo laghetto: nel 1950 Walt  Disnej ci inviò una troupe per il film -La natura e le sue meraviglie una serie di documentari famosa- Ebbene quella acacia infestante è il maggiore pericolo per quel gioiello.   Quando il regista mi invierà il filmato lo metterò nel blog.

IL RITORNO DEL FIORDALISO E' POSSIBILE?

Dopo essere stati tre volte a vedere la fioritura a Castelluccio di Norcia sui Sibillini ed essere rimasti incantati della fioritura del fiordaliso, abbiamo comperato una busta di semi. Sono due anni che rinascono spontanei nello stesso posto. Ma in questa primavera ecco la sorpresa: a 15 metri dal luogo dove sono gli altri,  in un ciglio ecco la sorpresa: 4 piante di un bell'azzurro sono fiorite e più belle di quelle nel giardinetto di Chiara. Chi avrà portato il seme gli uccelli?, il vento? chissa! una cosa è certa: lascerò che cada il seme e se son fiordalisi fioriranno.

domenica 27 maggio 2012

MESTIERI SCOMPARSI

Arrivava al mattino credo che avesse un giorno del mese stabilito proveniente da San Miniato e cominciava il lavoro prima da Biagio il barrocciaio, quello che ho dato il nome al mio primo libro, per chi lo ha letto, poi da Romeo detto _ il peoro- altro barrocciaio, poi dal noni ,da paghino e infine da mio padre: era il sellaio. 
Chi aveva cavalli, asini o muli difficilmente passava una settimana senza che una cinghia di cuoio si strappasse o per usura o per una tirata violenta. Il sellaio riparava tutto quello che era in cuoio. 
A mezzogiorno appena suonava la campana  arrivava a casa mia e mio padre lo invitava a pranzo. Non era un pranzo speciale: un piatto di minestra di fagioli e per secondo una frittata con pancetta o un piatto di fagioli lessi. Appena arrivava la pentola con la minestra- taglierini spianati da mia nonna- lo servivano per primo e subito lui la- condiva- con un bicchiere di vino rosso, io e mio fratello ci schifavamo a vedere rigirare questi taglierini nel vino rosso e scappavamo da tavola con una scusa.  Ci auguravamo  che non si rompesse niente ma immancabilmente una cinghia si rompeva sempre. Poi venne la guerra e del sellaio non ho sentito parlare più, ma quando vedo cucinare della selvaggina e vedo, come ci vuò, versare del vino rosso sul cibo, mi viene a mente lui quell' omino paziente che rattoppava selle e cinhghie di cuoio.

Nella foto Castelnuovo d'Elsa visto da nord 

sabato 26 maggio 2012

UN RICORDO.

L'ultima volta che ci vedemmo fù quella sera in una casa di Castelnuovo ad un incontro fra poeti, io non ci entravo: ero capitato lì insieme all'operatore di Antenna5 dal ritorno dalla ripresa di un sentiero a Colle Vald'Elsa e per risparmiagli un viaggio rimasi. Sapevo di trovarci amici ma non lui.
Ci salutammo come si salutano due vecchi amici, Una pacca sulle spalle: -come và- come vogliono rispose.Ho saputo poi da mia sorella che stava male. Al tg di Antenna5 la sua foto e l'annuncio della sua morte.
Lui era grande, tutta la vita a lottare con i lavoratori prima, coi pensionati poi. Era in Empoli stimato e conosciuto da tutti. Otre che bravo sindacalista della cgil era un bravo poeta  dell'ottava rima e nelle sue poesie non mancava mai il riferimento sociale. Non era nato ad Empoli ma si era inserito bene lui proveniente dal volterrano terra di argille: difficile da lavorare,ma terra dove nascono anche gente difficile da domare. Io modesto ,lui grande, una cosa avevamo in comune la provenienza dal mondo contadino e l'amore per quel mondo lontano nel tempo per le tradizioni di lotta dei mezzadri toscani.
Come sapevi  Rolando Mannucci io non sò rimare: ti dedico alcune foto del tuo paese là fra le immense piagge del volterrano.

Strada scava di bosco

Quando si cammina in un bosco sconosciuto e si cerca di uscirne è  di regola scegliere una strada di bosco scava. Più alti sono i cigli, più sicura è la meta. Lo stesso vale per un sentiero di montagna, più è corroso dalle piogge, più ti porta ad una meta.
A volte cammino in stradelle con cigli alti senza minimamente pensare che dietro quelle pareti di tufi , argille o rocce, magari cercando fossili, c'è passata tanta storia: contadini. boscaioli, braccianti; ogni tanto un nobile a caccia, cercatori di funghi. Mentre cammino solitario penso a quanti sentieri ci hanno regalato permettendo di arrivare a noi, Mendicanti, contadini braccianti che nei secoli hanno battuto le impervie carreggiate per rincorrere la loro sopravvivenza. Barzellette! ci raccontano nei convegni sulle antiche vie. Chi ha permesso di consegnare a noi la grande rete dei sentieri? chi, con uno straccio in testa ha corretto un torrente, una frana. Mantenere un sentierio in collina o in montagna è stato possibile solo dal lavoro certosino di migliaia di sconosciuti, che con fatica hanno mantenuto la percorrenza senza impedire al tempo di modificare. Si è abbassata la carreggiata  ma si percorre. Ecco perchè se vi trovate spersi affidatevi ad una via scava, è quì che generazioni hanno permesso il cammino.
Nella foto la via Francigena dopo la la Pieve di Coiano.

giovedì 24 maggio 2012

Tentazioni?

Leggere, camminare, i lavori nel poderino:  La pensione mi aveva tolto da un lovoro artigianale certosino e uggioso e molto precario, ero al settimo cielo.Poi lo scrivere, il compiuter, la tv e quella poca notorietà locale, mi anno stravolto abitudini di anni. Ma come non vieni quì....., tu dovresti....   Ero da anni un perfetto sconosciuto e ora le troppe occupazioni mi stancano. Mi ripropongo di darmi una regolata, dopo questo basta! Poi  ci ricasco. Devo fermarmi, tornare indietro, poi gli spostamenti costano, la benzina costa, la pensione non permette.
Bisogna che mi dia una regolata , via dal pubblico, ritornare nell'anonimato perchè più di tanto non posso dare. 

martedì 22 maggio 2012

CHIANTI FIORENTINO- San Giorgio- Cinciano- Torri Tignano

videoI pochi minuti tv danno solo un indizio di come è bella questa zona. E' tutto un susseguire di vigne, oliveti e casali in pietra con diverse case torri. Quì è il mondo degli agriturismi e case vacanza e benchè la via Francigena passa dall'altra sponda dell'Elsa, non mancano chiese romaniche. Il comune è Barberino d'Elsa.  

lunedì 21 maggio 2012

ANACONDA INNAMORATA

Chi passa camminando nella via Capocavallo, una stradina che scorre sotto l'argine Dell'Elsa nel comune di San Miniato si sofferma a guardare una anaconda  che l'amico Cerone, ha messo nel prato. Niente di pericoloso è semplicemente un grosso tubo di gomma di quelli da svuota pozzi neri lungo una quindicina di metri che in fondo ha una artigianale bocca  di serpente. Ebbene  non c'è bimbo piccolo della zona che non si rechi a vedere l'ANACONDA e le portano il mangiare, chi l'erba chi un biscotto: lo depositano in bocca senza il minimo timore. Dove andiamo? dico alla nipote, subito: a portare un biscotto alla anaconda.
Bravo  Cerone: hai dimostrato a tanti genitori distratti che i migliori giocattoli non si comperano ma si fanno con la fantasia!

IN COMUNE

Vieni a trovarmi in comune, mi disse il nuovo sindaco  alla festa della vittoria alle elezioni.  E una mattina  andai in comune e mi feci annunziare dall'uscere: C'è quì e disse il mio nome e cognome. Fallo salire. Entro nell'ufficio del sindaco mi viene incontro dandomi la mano: ti presento il nuovo assessore ai lavori pubblici, stringo la mano, non la conoscevo. Dopo le parole di rito il sindaco mi chiede: se hai dei problemi cogli l'occasione di esporli al nuovo assessore. Io le faccio presente di una stradina che tutti gli anni viene portata la ghiaia e al primo temporale viene portata via dall'acqua che scorre impetuosa e la deposita nella sede della strada comunale mettendo in pericolo l'incolumità dei ragazzi in motorino. Mi lasci il suo numero di telefono e verremo a vedere. Succede così, da quando mi reco in comune a proporgli un problema! mai visti a verificare. Chi ricorda la commedia di yunescu- il rinoceronte- Sento che anche mè mi chiamano, ma non sarò l'ultimo a trasformarmi in rinoceronte, cambierò.

PIOVE

Chiuso il casa non c'è nemmeno da osservare fuori: oltre alla pioggia una densa foschia avvolge la collina.
Mi sono messo a riordinare i libri e quarda cosa ritrovo:INCHIESTA SUI SALARI di RENZO STEFANELLI della De Donato editori. Libro che non avrei mai letto se per una coincidensa avessi conosciuto l'autore. Ogni tanto, l'Unità  inviava lo Stefanelli a fare servizi speciali sulla lotta dei mezzadri per il superamento della mezzadria, e venne a San  Miniato perchè in questa zona c'era stato un grande sciopero generale in solidarietà  ai contadini in lotta. Non ricordo l'anno ma in giorno si: era il 21 Luglio e nel mio borgo Catena Cigoli era la festa del patrono, a casa  grande pranzo. Facemmo mazzogiorno alla camera del lavoro allora io e mio fratello invitammo Stefanelli a pranzo. Avemmo modo di conoscerlo, anzi lui ci narrò alcune vicende personali e della sua famiglia, contadini dell'empolese,si congratulò con mia madre per il pranzo che le aveva ricordato quelli di sua madre, lo accompagnai in lambretta  alla stazione.
Quando uscì il libro, che ebbe un grande successo, lo comperai. e da quel libro credo di avere capito molte cose che poi mi sono servite quando entrai in fabbrica.

domenica 20 maggio 2012

videoVideo tratto da- TERRA NOSTRA - ANTENNA 5 TV CANALE 72. Montalbano-  Cecina  di Larciano

videoQuesto video è di una rievocazione con gli amici del GATteatro di Castelnuovo d'Elsa di una visita fatta a S.Anna diStazzema, fatta due anni fà nel parco di villa Meleto di Castelfiorentino.

venerdì 18 maggio 2012

NO AI MANICOMI

Un sensibile post di un amico mi ha spinto a raccontare anche quì quello che ho già scritto in un libro: Mio nonno Giuseppe Martini è ritornato dalla guerra 15-18 con una gran tosse ma la famiglia: moglie e quattro figli e la paura, essendo mezzadro, di essere cacciato dal podere, la miseria, ha fatto sì che trascurasse la salute. E'andato dal medico quando era tardi, fù ricoverato in ospedale a Empoli che vi morì. Nessun componente della famiglia nella miseria e disperazione si recò a ritirare la salma. Saputo della morte il giorno dopo il fattore del nobile Torregiani, portò a mia nonna la disdetta dal podere. AL dolore si aggiunse la disperazione: 4 figli il maggiore Torquato 17 anni. Non rimase che cercare un tetto che trovarono in paese a Castelnuovo in una capanna chiusa alla meglio . Torquato, il maggiore si fece silenzioso, non le piaceva tornare in paese era nato contadino e di finire bracciante operaio ancora peggiore, condizione misera in quel tempo, 1924, Venne il giorno che dovevano lasciare il podere e alla vista del barroccio comincio a dare in escandescenze, chiamarono il dottore che lo ricoverò in manicomio a Firenze. Li si calmò ma non lo rilasciarono finchè mio padre dopo 3 anni diventò maggiorenne, si assunze la responsabilità firmò un mare di carte e lo portò via. Ma se non avesse avuto chi firmava mio zio, che dalle tremende cure di allora era rimasto taciturno, sarebbe stato condannato a manicomio a vita. Eppure una volta ritornato a casa ha lavorato con competenza, le piaceva leggere, ma al di fuori di un sì o un no non ha più parlato. Questi erano e sono ancora i cosiddetti nobili,erano e sono ancora certi padroni: Rivorrebbero i manicomi per internarci chi si oppone alla loro vita normale: selezionare la gente per sfruttarla a loro piacimento.

giovedì 17 maggio 2012

La valle dell'Elsa in fiore

Non era come l'anno scorzo la fioritura della collina a nord di Castelfiorentino, la siccità invernale ha decimato le rose canine e la sulla, ma è sempre emozionante percorrere queste colline, un fresco venticello ha creato il clima giusto per una giornata di sole.

martedì 15 maggio 2012

La segata

Molti lavori sono scomparsi specie quelli contadini e diversi giovani mi chiedono cosa significa e cosè - quella cosa- Ebbene su facebok beppe chiede cosè -la segata-. I bovini, essendo ruminanti e avendo necessità di mangiare molto e in fretta per poi usarli per il lavoro nei campi, veniva trinciato sia il fieno -inverno - che l'erba in estate. Il trinciaggio in Toscana,anche a San Miniato, veniva chiamato la segata,che veniva effettuata con una macchina manuale che farò vedere nella foto che segue.Uso il linguaggio di allora: ho miomo!- fratello- ma che sà a fà la segata? sii, -chiama Sunta a imboccà- generalmente una donna metteva l'erba o il fieno in una cassetta con ingranaggio, la spingeva e l'ingranaggio faceva pervenire alle due coltelle applicate ad una ruota che due uomini giravano con fatica.Con l'avvento della -LUCE-energia elettrica alla ruota veniva applicata una cinghia che il motore elettrico azionava togliendo al contadino una fatica tremenda.Iltriciato- segata in toscano- permetteva di ingerire in fretta al bovino che poi DIGRUMAVA- altra parola in disuso- ruminava.Vai a attaccà le bestie,farle uscire dalla stalla, mettere il giogo. IO aspetterei un altro pò, hanno staccato il digrumo ora-: diamogli ancora del tempo, hanno incominciato ora a ruminare. Caro Beppe: Quando vuoi -parole del passato usate nel mondo contadino,CHIEDIMI. Questo tristo arnese: purtroppo ci ho lavorato anche io lo puoi vedere all'agriturismo Sottogello- l'hanno esposto proprio davanti casa. fra l'altro era anche molto pericoloso ne ho conosciute delle persone mutilate delle dita, specie con l'avvento del motore elettrico.

97 E PORTA A SPASSO LA BADANTE

Domani al circolo La Catena San Miniato pranzo per festggiare il 97 compleanno di Danilo Fedeli, il meccanico, personaggio molto noto nel nostro comune per avere riparato bici prima poi motori, e tuttora ripara qualche bicicletta. Uomo arzillo con ancora la patente, porta la badante Polacca a conoscere le bellezze della zona. Gli amici hanno organizzato il pranzo e ad allietare c'è il poeta per eccellenza Remo Massaini pastore, che conosce e recita a memoria Dante, Carducci, Petrarca, Leopardi, Pascoli e molti autori locali di poemi in ottava rima. A Danivo vadano gli auguri di tutti noi.

lunedì 14 maggio 2012

Andar per colli

Molte volte seguiamo percorsi tracciati Questa volta col vento forte e fresco siamo ritornati alle pendici sud del Montalbano. Vinci è la meta,quante volte veniamo?, Ma non basta una vita per percorrere le tante stradine e sentieri del più noto paese Toscano. Lasciata l'auto al solito posto, stadio, abbiamo attraversato il paese fino all'altezza del castello leonardiano per scendere dall'arco giù nella valletta e subito campagna, e casali in mezzo agli olivi e questa volta non seguendo le frecciature ma andando a caso. Prima in pari, poi abbiamo lasciato la valle per salire una stradina appena disegnata dai trattori con ai lati immense olivete cariche di fiori, e come si dice - se son rose fioriranno- si dovrebbe attendere un raccolto eccezionale. E le gambe - girano bene- saliamo, molte case vacanze, molte targhe straniere, tanti hanno la seconda casa su queste colline, alcuni la residenza. Più saliamo e più bella è la campagna. E sempre a caso, sembra la giornata giusta le stradine, una più bella dell'altra ci portano verso l'alto. Attraversiamo la via del San Baronto, la strada più nota dal ciclismo, e altra stradina con abitazioni in pietra e curate, non occorre giardinieri in questa zona ma contadini artisti nella potatura e nella costruzione di muretti a secco..... Finisce il coltivo, siamo sui 350 mlm comincia il bosco, ora una stradina ci porta a tre ruderi, alcune rose fiorite nel ciglio fra i rovi testimoniano che quì un tempo c'era vita. E dopo l'attraversamento del bosco eccoci alla bellissima chiesa di S. Amato, ora il percorso è noto, giù verso la valle dei mulini, seicento metri di strada e siamo alla casa di Leonardo. Una betoniera in movimento testimonia che gli infiniti lavori continuano,- o che Leonardo piglierà moglie?- dico a Chiara, mi guarda e scuote il capo. Ho dopo questa camminata un si -ciuccia- un gelatino..... no! al cane fa male, ma una - ditata di nascosto gle la dò. ho che a me fa bene?.

domenica 13 maggio 2012

Tramonto da casa

Capita quando c'è il tramonto con l'aria fredda tramonti particolari. Sono sceso di casa e questo è il risultato:

sabato 12 maggio 2012

stramberie- pensionati

SIAMO TANTI IN ATTESA DI ANDARE A PIEDI IN AVANTI. AD ESSERE GUARDATI COME ANIMALI APPESTATI CHE CREANO PENSIERO ALLA MINISTRA FORNERO. SE PER UN INCANTESIMO SI SPARISSE NEL NULLA QUANTI SENZA LAVORO? CHIUDEREBBERO OSPEDALI MARMISTI E PONPE FUNEBRI FIORAI,E FARMACIE E SPARIREBBERO ALL'ISTANTE UN MILIONE DI BADANTE. CHI FABBRICA LE PROTESI PER LA BOCCA O PER L'ANCA SCENDEREBBERO IN PIAZZA A DIRE: CHE IL LAVORO MANCA. e chi fa medicine rimarrebbero disoccupati sarebbe cosa seria per chi fabbrica pasta per dentiera. SIAMO NOI PENSIONATI CHE DIAMO TANTO LAVORO E REGGIAMO IN PIEDI L'UNICO POSTO FISSO RIMASTO: CUSTODE AL CIMITERO!

la rocca di Pietracassia

Diverse volte siamo venuti in vald'Era a camminare e per tre volte siamo saliti lassù, camminando nella stradina dai panorami infiniti e attraversato il grande bosco, sulla grande rocca dal nome altisonante: Pietracassia che poi vuol dire una cosa semplice: pietra spaccata. Difatti la grande rocca posa a nord su una grande rupe con al centro una fenditura. E lassù nel silenzio guardando fra i ruderi della rocca rimanevamo incantati da tanto panorama e dal paesaggio intorno selvaggio. Ieri dopo tanto parlarne siamo saliti per riprendere la rocca per la tv: niente da fare cancello alla porta. Momentanea delusione ma lieta sorpresa poi: sono iniziati i lavori di restauro, dall'esterno si vede
parte della rocca con impalcature. Chissà, vista la mia età avanzata se potrò vedere la fine dei lavori perchè si sà come vanno a rilento i recuperi di opere d'arte o storiche, ma intanto si è cominciato. E a lavori finiti si potrà vedere la bellezza di questa rocca fatta da Pisa per incutere timore a Volterra.