lunedì 11 luglio 2011

RICORDI: fuga dal macello


Esco da casa una mattina e vedo la sulla strada diverse guardie comunali schierate con fucili imbracciati,passano macchine della protezione civile, misericordia, pubbliche assistenze, carabinieri. Mi avvicino e domando cosa è successo: è scappato ieri dal macello comunale un vitellone, sai, uno di quei vitelli rossicci francesi, e da ieri pomeriggio che si aggira fra case e statale, ora è stato visto in questa zona.Ci potresti dare una mano.. mi unisco a loro e mi indicano alcune impronte, si seguono, entrano nei rovi poi si vede che ha saltato un precipizio di diversi metri, io conosco il passaggio, ci cerco gli asparagi, si scende in due avanziamo piano fra i rovi. Stiamo attenti perche carica quando vede le persone, Siamo nel folto noi due disarmati e il vitello che può sbucare all'improvviso. Eccolo! dico piano, è sotto di noi di una decina di metri. Chiama piano con la radiotrasmittente un vigile armato ci impiega dieci minuti per trovarci, si apposta ad una acacia e spara: il vitello fugge e si infila in una gola. Dall'altra parte un cacciatore lo colpisce. Il proprietario erriva e dice: dobbiamo sotterrarlo da quì non si può portar via. Trecento kg di carne di prima qualità? dico, e quì entra l'esperienza contadina: a casa mia a prendere funi, zappa, faccio un canaletto in pari e raggiunto il sentiero in due ore lo trasciniamo in valle. vitello recuperato.
Dopo una settimana arriva il proprietario del vitello con diversi kg di bistecche. Pranzo la domenica coi figli.
Poi mentre lavoro canticchio: la libertà, non è stare sopra gli alberi, e neanche un volo di piccione.........

1 commento:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Maresco, vedi cosa vuol dire avere l' esperienza di un incisore del globo????