domenica 17 giugno 2012

IL CANTERO racconto

Negli anni 30 nei mercati i commercianti si reclamizzavano i loro prodotti , era un piacere sentirli declamare i loro prodotti. Il più colorito era il venditore di vasi da notte, canteri in toscano: -c'è l' ho da dieci pisciate e mezzo- era il suo gridare. Erano vasi in lamiera smaltati molti in bianco, ma ce ne erano di quelli con dei fiorellini. Vengano signore, c'e li ho collaudati a scorregge...... Mi si è sbreccato il vaso, lo voglio comperare, disse una contadina, lo mise nella sporta e si avviò verso casa che distava4 km.
I bambini di quei tempi aspettavano con ansia che la madre tornasse dal mercato.
Appena  la donna si avvicinò a casa il figlio, un ragazzotto di 13 anni le corse incontro: che c' è nella sporta? ho che vuoi che ci sia, ho comperato un cantero. Il ragazzo prese il cantero smaltato e disse: che bello, ci faccio l'elmetto per andare in guerra, e girandoselo alla testa se lo infilò. Levatelo scemo, disse la madre, ma il vaso incastrato nella testa non uscì. Ne provarono molte: col sapone, con l'olio ma il cantero incastrato nella testa del ragazzo non volle uscire.
Che fare, il babbo disse: ci vuole il fabbro. Con una grande cialpa rinvolse la testa del ragazzo ,prese la bicicletta lo fece salire sulla canna e via.
Nessuno si accorse di niente al passaggio: il figlio di guidone avrà gli orecchioni.....
Il fabbro quando vide il problema fece un sorrisino ,poi subito disse: un attimo, prese una forbice fece un piccolo taglietto al cantero che usci da quella strana collocazione.
Mi raccomando, visto che non ci ha visto nessuno, non raccontarlo.
Hoo ma che un mi conosci, sarò una tomba.
Quel pomeriggio il fabbro non fù visto in bottega, fece il giro delle botteghe per raccontare l'accaduto.

1 commento:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Maresco, non fare il petomane....