lunedì 26 marzo 2012

IL GIORNO DOPO, E SESSANTANNI Fà

Non sono ancora ristabilito dalla mia visita al luogo dove ho abitato da tredici anni ai diciassette. Sì ero passato qualche volta di fretta o con amici ma mai ero partito con l'idea fissa di vedere il cambiamento.
Venendo da sud, e scendendo dalla francigena non trovo più la Castellana, una strada bianca che scendeva a Castelfiorentino, sì vedevo il percorso che faceva ma era stata distrutta e recintata,che fare? Si scavalca e si cammina in quella piaggia immensa ondulata, ci teniamo sul crinale camminando sopra il pesticcio delle pecore con l'occhio a possibili cani maremmani. Il terreno sembra in cenmento da quando è pestato poi essiccato dal perdurare della siccità. E mi colpisce nel camminare più di un'ora senza vedere una farfalla, una lucertola, le scie delle chiocciole marinelle, il volare di allodole: niente piagge morte, senza lupinella, senza grani seminati piagge vecchie come me. Solo un piccolo temporale scurisce il cielo ma non preoccupa girerà da Varna, Gambassi, Montaione,tanto che vale piovere su questo abbandono.

2 commenti:

Ernest ha detto...

eh... immagino.

Il poeta sulle 23 ha detto...

Oh Maresco osservatore
è davvero uno squallore
da Castello fino a Barbialla
manco un volo di farfalla!