venerdì 2 marzo 2012

RICORDI E PRETI






Stamattina dopo tanto tempo zaini e via, non lontano ma in cammino tutto il giorno.
Abbiamo lasciato l'auto in un paesetto vicino Pontedera e sempre nella parte orientale di questo comune, una zona agricola molto bella e dopo due ore camminando dentro un bosco e in leggera salita siamo giunti a mezzogiorno alla chiesa della Madonna di Ripaia. Una chiesa del 1300 in un cucuzzolo bellissimo, dove fra l'altro ci sono tavoli da pic nic. Dopo pranzo sdraiati al sole abbiamo commentato, come avrebbe fatto mio suocero sulla condizione del prete in questa parrocchia nel passato, zona agricola fra olivi e vigne.
Quanti galletti avranno mangiato nel passato i preti in un posto così? Quando uno nel passato fra i contadini era più- in carne- si diceva: sembri un prete o un fattore, difatti ai pranzi dei matrimoni, delle trebbiature, delle svinature, nei frantoi e tante altre occasioni a capo tavola c'era sempre il fattore col prete a fianco.
Li vedevi arrivare sul calesse del fattore e subito riveriti e messi a capotavola e serviti per primi e con i migliori bocconi. Poi c'erano parrocchie, che vecchi possidenti per andare in paradiso lasciavano alla chiesa, ma la chiesa non mangiava, i preti sì, i contadini dovevano portare un prosciutto e due capponi per legge e se la chiesa aveva diversi poderi, erano diversi prosciutti, diversi polli o capponi.
Mentre scherzavamo mi sembrava di vedere diversi preti grassi procedere a processione lentamente portandosi dietro la tanta ciccia acquisita in tante pappate.
Via, dice Chiara,rimettiamoci in cammino e visitiamo questo paese dal nome agricolo, Treggiaia, piccolo ma grazioso a cavallo fra il Valdarno e la Valdera.

1 commento:

Il poeta sulle 23 ha detto...

Certo, certo, il famoso " boccone " del prete.