venerdì 16 settembre 2011

BULLETTA

Nel vedere le bigonce di Sara mi è venuto alla mente un amico di tantissimi anni fà: Guido detto Bulletta per la sua testa lucida senza capelli al centro ma con tre peli lunghi ai lati che sapientemente utilizzava per coprire una parte della testa ma che restava sempre lucida come la testa di un chiodo. Era un quasi trentenne, si parlava che aveva avuto una fidanzata ma da anni non si era visto parlare con una ragazza. Era di un pessimismo di quelli che ora farebbero dire depresso. Contadino lavoratore ma alla Domenica si trasformava: era di una eleganza e lo vedevi passare con la sua Lambretta 125 zizzagando per evitare le pozze d'acqua o la polveree come un figurino si piazzava al bar Fiore di Fucecchio, se trovava compagnia faceva due passate,allora si diceva così di camminate in passeggiata,e a chi le stava vicino si lamentava dalla vita che faceva:- Qualche giorno scendo sulla statale con una valigetta e torno ad Empoli- Che c'entrano le bigonce: a vendemmiare da bulletta c'era una vigna su una costa e portare la bigonce piene di uva premuta in salita con scalini era tremendo, avrò avuto 18 anni, arrivavamo alla cantina col cuore in gola.
Poi Bulletta è tornato ad Empoli e dopo anni lo trovai e mi disse che si era sposato con una maestra, ma non era cambiato, bei tempi mi disse quando eravamo contadini.
Pessimisti si nasce e bulletta era uno di quelli.

2 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Ho conosciuto anch'io persone dalle esperienze similari a quella di Bulletta, solo che me le ricordo se qualcuno mi da uno spunto involontario.

Il poeta sulle 23 ha detto...

Oh Maresco, oltre che Mangiabullette, eiste anche Bulletta??
Ragazzi, che fantastici, erano i contadini di una volta. Ad ognuno, appioppavano un soprannome.